16/01/12 08:24 | autore: la redazione Stampa

Salvatore Settis: "E' l'ora che il comune assegni a Rebeldia la sede promessa" 1

L'appello dell'avvocato Ezio Menzione sabato scorso ha incassato l'adesione dell'ex direttore della Scuola Normale. Ma firmano anche Gipi, Roan Johnson, Marco Malvaldi, Giovanni Guerrieri con "I Sacchi di sabbia", Ilario Luperini e molti altri ancora. Intanto "L'Altra Pisa" si dice contraria: "Regole uguali per tutti". Oggi alle 17 in piazza XX Settembre Gatti Mezzi, Dome La Muerte, Betta Blues & other friends in live per l'assegnazione diretta

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Settimana che si apre in città all'insegna del Progetto Rebeldìa. Dopo i numerosi appuntamenti che si sono susseguiti nel corso delle scorse settimane, saranno oggi i Gatti Mezzi, Dome La Muerte, Betta Blues & other friends live in piazza XX Settembre a suonare a sostegno dell'assegnazione diretta dei locali di via Andrea Pisano.

Evento ancora "sibillino" che annuncia sorprese e altri numerosi ospiti. L'appuntamento è alle 17, il resto si scoprirà nel corso della giornata.

Ma è stato un finesettimana "movimentato" per la vicenda che vede protagoniste le associazioni del cartello Rebeldìa. La cronaca dei fatti si apre sabato 14 gennaio con un nuova puntata dell'appello lanciato dell'avvocato Ezio Menzione che, come già negli scorsi giorni, ha riservato non poche sorprese.

"E' l'ora che il comune assegni a Rebeldia la sede promessa", e' quanto affermato dall'ex direttore della Scuola Normale, Salvatore Settis, sottoscrivendo proprio l'appello lanciato dall'avvocato Menzione. Settis si è così unito alle decine di persone, intellettuali e amministratori di tutta Italia che nelle scorse settimane hanno sostenuto le richieste di Rebeldia. Tra gli ultimi a sottoscrivere l'appello anche il regista e fumettisti Gianni Pacinotti detto Gipi, lo scrittore Marco Malvaldi e il regista Roan Johnson. "Tutti gli intellettuali e operatori culturali di Pisa, giovani e meno giovani - spiega Menzione - si sono schierati perché il Progetto Rebeldia non muoia e gli venga assegnata la sede promessa. Sono contento di constatare che il Comune sembra avere preso in seria considerazione questi appelli e abbia riconosciuto che dal punto di vista legale si può abbracciare la tesi dell'assegnazione diretta".

Intanto, il cartello di associazioni nei giorni scorsi si è costituito in soggetto giuridico, l'Associazione Pisa Meticcia (acronimo PiMet), alla quale l'Amministrazione potrebbe assegnare formalmente il bene pubblico.

Ma sempre nella mattinata di sabato presso una sala del Bar Enrico sull'Aurelia, nelle vicinanze dei locali di via Andrea Pisano, si è tenuta una conferenza stampa di alcuni dei soggetti che si sono definiti "contrari" all'eventualità di un'assegnazione diretta degli spazi al Progetto Rebeldìa da parte dell'Amministrazione Comunale. E' il gruppo "L'Altra Pisa", che mette insieme alcuni cittadini, comitati e associazioni.

Tra gli intervenuti presso il Bar Enrico anche i rappresentanti di due delle tre aggregazioni associative che nel mese di marzo presero parte alla manifestazione d'interesse dedicata rivolta agli sazi di via Andrea Pisano, ma che furono giudicate non idonee, ragion per cui quella procedura andò deserta, aprendo così gli scenari attuali.

"Pretestuose" sono state giudicate quelle ragioni da Andrea Tomasi e Aldo Ciapi della "Cittadella di San Ranieri" così come da Enrico De Rienzi e Maurizio Nerini per il cartello "Le Ali". Entrambe le compagini si sono dette pronte a prendere parte a un nuovo bando, così come - nel caso in cui si arrivasse ad un'assegnazione diretta a Rebedìa - a presentare ricorso.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il segretario comunale Carlo Lazzeroni dell'Udc che ha invocato "trattamento identico per tutte le associazioni pisane" e il consigliere del Pdl Filippo Bendini, che ha lamentato - in materia di associazionismo cittadino - "un sostegno non equanime da parte dell'Amministrazione". "Vi siano regole identiche per tutti", ha chiesto in conclusione Bedini.

Ma in serata è giunta la pronta risposta dell'Amministrazione: "Respingiamo fermamente le evidentissime strumentalizzazioni da parte di chi sostiene che sia stata scelta l’assegnazione diretta. Altresì a chi chiede con sue motivazioni l’assegnazione diretta facciamo ancora presente che l’assegnazione di uno spazio pubblico (di proprietà di tutti i cittadini pisani) in via definitiva e con rilevanti garanzie ed oneri per la messa in sicurezza e la ristrutturazione deve in ogni caso avvenire secondo il rispetto di leggi e regole che valgono per tutti ed in primo luogo per il Comune e che leggi e regole sono precondizioni per le scelte politiche".

"Del rispetto di procedimenti corretti - specifica il comunicato dell'Amministrazione - gli amministratori e i dirigenti del Comune  sono chiamati a rispondere  e da questo inoltre dipende la certezza di ogni assegnazione, come sa bene chi si è interessato  in maniera approfondita alla vicenda".

In conclusione, "il tempo che il Comune si è preso per approfondire i termini della questione e anche le istanze pervenute da parte del cartello Rebeldìa è molto utile per raggiungere l'obiettivo ed è a garanzia di tutti i cittadini e dello sviluppo delle attività giovanili e studentesche alle quali s'intende rispondere positivamente".

Questo articolo contiene 1 commenti.

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2012/01/16 11:01:14 drugo lebowski A Drugo i signori dell’Altra Pisa sono sempre stati simpatici.
Almeno da quando sono spuntati fuori dal nulla, ovvero qualche mese fa. Spinti non certo dalla nobile attitudine di offrire alla città qualche cosa, ancorchè di destra, ma solo per intrufolarsi all’ultimo buo nel percorso (che dura da circa 5 anni) di assegnazione del nuovo spazio a Rebeldia.
Sono comunque simpatici, via... Quando uno meno se l’aspetta riescono a tirarti su di morale.
E’ solo grazie alla loro esistenza infatti che si può toccare con mano una cosa: il sentimento anti-Rebeldia appartiene solo a qualche decina di persone. Persone politicizzate e riconducibili a partiti come UDC e PDL, nelle varie sfumature del caso. Persone che poi, alla resa dei conti, non ce l’hanno neanche con Rebeldia, ce l’hanno soprattutto col Comune e approfittano dell’occasione per giocare la loro battaglia politica. O per meglio dire politicista.
Insomma, se non ci fosse l’Altra Pisa qualcuno potrebbe ipotizzare che esiste anche un fronte anti-Rebeldia, opposto alle migliaia di persone (anche nomi altisonanti, visto che mai avrei pensato di trovare Settis sulle barricate insieme a Drugo) che invece sostengono Rebeldia.
Grazie davvero.

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