"Quattro anni sono pochi". Ermete Realacci responsabile Green Economy del PD, così commenta le indiscrezioni circa la possibile durata delle concessioni riguardanti gli stabilimenti balneari.
"Le concessioni devono avere durata commisurata ai tempi di ritorno degli investimenti effettuati. Un concessionario deve essere incentivato a investire e fornire servizi di qualità ai cittadini. Senza la garanzia di una durata minima della concessione, perlomeno pari al periodo in cui si può ipotizzare di ammortizzare la spesa iniziale, nessuno si cimenterebbe in tali avventure. Inoltre bisogna tener conto di quale è la situazione di partenza: oggi non siamo all'anno zero, ovvero con spiagge vergini e deserte, ma specie nei luoghi più turistici come la costa pisana, di fronte a storie di imprese pluridecennali e intere famiglie che vivono di questo".
"Per questo forse sarebbe opportuno prevedere dei meccanismi di tutela nelle gare o accorgimenti tali che tengano conto degli investimenti effettuati dai concessionari attuali. Fare gare senza che vi sia un valore accertato e incluso in qualche modo nell'offerta, di quanto già investito, darebbe solo luogo a contenziosi infiniti e soprattutto non potrebbe fornire le necessarie garanzie di un miglior servizio rispetto all'attuale. Chi sarebbe infatti interessato - ha proseguito Ermete Realacci - a qualificare le strutture e fare investimenti senza che questo sia tenuto in debito conto nel momento del rinnovo della concessione? Si potrebbe piuttosto assistere al fenomeno inverso, con la tentazione di massimizzare i profitti nel ristretto periodo di utilizzo della concessione e quindi veder aumentare i prezzi anziché calmierare il mercato . L'Italia ha invece bisogno, per cogliere appieno i vantaggi della sua vocazione turistica, di una offerta sempre più qualificata e professionale, ed è proprio questo il criterio che dobbiamo avere ben presente, per una riforma del settore".
Ma sempre in tema di liberalizzazioni, il deputato del Pd interviene anche sulla questione delle licenze dei taxi: "Mi complimento con i tassisti pisani per la compostezza con cui stanno affrontando la situazione a differenza di quanto accade nelle grandi città in cui ci sono proteste selvagge e interruzione dei servizi e dove prevalgono le barricate invece che pacate argomentazioni".
"Proteste e barricate - ha proseguito Realacci - che certo non fanno percepire all'opinione pubblica, le buone ragioni che invece i tassisti, come quelli pisani, possono avanzare. Avere un servizio taxi che funziona, garantito da regole certe a partire dalla trasparenza delle tariffe e da un numero adeguato di vetture, è un interesse primario anche per tutti i cittadini, per una diminuzione del traffico privato che ingolfa le strade e inquina l'aria delle città. Una deregulation selvaggia non credo porti verso un miglioramento del servizio. Si potrebbero invece adottare dei più efficaci meccanismi di verifica fiscale perché in periodi di difficoltà ognuno deve fare la sua parte".
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