16/01/12 09:37 | autore: Daniela Francesconi Stampa

Che fine ha fatto il piano interprovinciale dei rifiuti? 0

E intanto a Massarosa è dibattito serrato sull'impianto di compostaggio a Pioppogatto a cui farebbero riferimento le 4 province dell'Ato Costa

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Uil Trasporti e FP Cgil di Lucca annunciano che Veolia potrebbe lasciare l'Italia e perciò chiedono che si realizzi subito l'impianto di compostaggio a Pioppogatto. Ma il comitato di cittadini Co. As. Ver. ribatte che l'unica soluzione è un impianto di digestione anaerobico, per creare compost, biogas e occupazione.

Sindacati al bivio fra tutela dei posti di lavoro o della salute, nel giorno dello sciopero nazionale del settore igiene ambientale privato. La multinazionale francese Veolia potrebbe lasciare l'Italia, sostengono la Funzione Pubblica della Cgil e la Uil Trasporti della provincia di Lucca, che scrivono: "riteniamo si debba andare in fretta alla stipula degli accordi e dei progetti che dovrebbero vedere localizzato nel sito di Pioppogatto, l'impianto di compostaggio per il trattamento dei rifiuti organici e simili provenienti dal comprensorio Ato".

Questo sito nel comune di Massarosa è il nodo centrale del possibile accordo fra i comuni della Versilia e Veolia, che è rimasta senza l'inceneritore di Falascaia ormai chiuso e che è sotto processo a Viareggio insieme a Tev, per la presunta manomissione dei dati sul controllo dei fumi. Pochi giorni fa il Gip di Vercelli ha accolto l'opposizione di Società Futura all'archiviazione delle indagini sull'inceneritore della città, anch'esso comprato da Veolia e in cui si ipotizza lo stesso reato. Anche in quest'indagine possono essere rilevanti le dichiarazioni di Stefano Ghetti, dipendente di Tev e di Veolia, in merito alla pratica di manomissione storica negli inceneritori in questione.

A Pioppogatto viene lavorato l'indifferenziato e da qui domani, nei progetti del sindaco Franco Mungai e della Provincia di Lucca, uscirà anche il Css, il combustibile solido secondario voluto dalla nuova normativa, scevro da impurità organiche, buono per essere bruciato negli inceneritori.
Il "ricatto occupazionale" pesa molto sull'opinione pubblica e le Amministrazioni sentono il peso di questa responsabilità. Pioppogatto, quindi, dovrebbe chiamare a raccolta rifiuti da tutte le quattro province dell'Ato Costa e lavorare almeno 135 mila tonnellate di rifiuti all'anno, in modo da poter riassorbire i lavoratori che erano a Falascaia.

Ma il piano interprovinciale dei rifiuti, per ora dice altro. Il luogo dove era stato stabilito che l'impianto nascesse era Capannori o più in generale la piana di Lucca. Sono tre le proposte che rimangono nell'ordine del possibile: Massarosa come detto, Frizzone 1 (vicino al casello autostradale di Capannori) e Porcari nella zona del depuratore di Aquapur Multiservizi Spa. Soltanto Massarosa ha però espresso una delibera in consiglio comunale, seppur "di indirizzo", mentre a Capannori c'è una spaccatura all'interno del Partito Democratico che non ha permesso la scelta di un sito.

E il nuovo piano interprovinciale che fine ha fatto? Se lo sono chiesto alcune associazioni ambientaliste, come gli Amici della Terra e Italia Nostra versiliesi, la Lipu dell'oasi di Massaciuccoli, il Wwf di Lucca che, insieme al coordinamento Rifiuti Zero Toscana Costa, hanno chiesto chiarimenti al Garante regionale della Comunicazione e ai Garanti dei procedimenti per i rifiuti e per i rifiuti speciali.

Questi procedimenti sono allo stato di "avvio", ha risposto la Dott.sa Laura Pioli, dirigente del Servizio Ambiente della Provincia di Pisa, che è capofila per la gestione dei rifiuti speciali. "Al momento siamo nella fase nella quale, per norma, sono richiesti i contributi alle Istituzioni ed agli Enti competenti in materia ambientale e tale fase non è aperta ancora alle osservazioni ed al contributo pubblico. Solo dopo la redazione della bozza dei Piani - ancora da scrivere e redigere nelle varie parti - la procedura diverrà pubblica e sarà oggetto di osservazioni e contributi da parte dei portatori di interesse....e in tale fase non è prevista alcuna informazione alla stampa locale."

Il Garante della Comunicazione per la Regione Toscana, il Dott. Massimo Morisi, ha risposto in modo analogo, puntualizzando che tutte le informazioni vanno ricercate presso gli organismi provinciali.
"Il piano interprovinciale dei rifiuti di fatto è fermo, mentre l'iter dovrebbe esaurirsi entro dicembre 2012, passando dai consigli comunali, dalle assemblee con i cittadini, attraverso le Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) etc. Quindi siamo già in ritardo, anche rispetto alla gara per il gestore unico che si tiene senza aver prima definito tutte situazioni". E' l'opinione di Isaliana Lazzerini, consigliere provinciale della Federazione della Sinistra a Lucca, nonché presidente della Commissione Ambiente.

Il comitato Ambiente e Salute della Versilia, insiste nel proporre il metodo del professor Enzo Favoino, che include il compostaggio, la digestione anaerobica e il trattamento meccanico-biologico del materiale raccolto con il sistema "porta a porta". Andare in questa direzione, affermano i comitati e molti studiosi, è l'unica soluzione sostenibile dal punto di vista ambientale ed è l'occasione per creare posti di lavoro "verdi".

Ma la raccolta domiciliare in molti centri non è ancora stata attuata e non c'è omogeneità né a livello delle singole province, né a livello interprovinciale. A Capannori, ad esempio, dove la raccolta differenziata sfiora quasi l'82%, da gennaio è in atto un esperimento che coinvolge 1678 famiglie e 350 utenze non domestiche delle frazioni di Guamo, Coselli, Badia di Cantignano, Vorno e Verciano e di parte di Parezzana, Toringo e Massa Macinaia.

All'interno di speciali sacchetti per i rifiuti indifferenziati, è stato inserito un microchip per ciascun utente, che gli operatori addetti alla raccolta "leggono" nel momento in cui ritirano la busta. Questo per calibrare la tariffa individuale sulla reale quantità di rifiuti prodotti e incentivare alla loro riduzione.

 

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