16/01/12 08:42 | autore: redazione Pisanotizie video Stampa

Concordia, pericolo inquinamento. Da domani potrebbe iniziare lo svuotamento dei serbatoi 0

Oggi vertice a Livorno con il Ministro Clini per disinnescare la "bomba ambientale". La nave contiene ancora 2380 tonnellate di gasolio. In peggioramento le condizioni metereologiche: il mare mosso potrebbe provocare uno spostamento e dunque un ulteriore affondamento della nave. Il relitto è incagliato proprio al limite di un fondale che scende molto rapidamente fino a quasi 200 metri. A monitorare la zona 4 navi antiquinamento pronte ad intervenire

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Una vera e propria bomba ambientale a orologeria. E' anche e soprattutto questo ora la Costa Concordia incagliata davanti all'Isola del Giglio.

La più grande nave da crociera italiana, infatti, contiene ancora nei suoi serbatoi 2380 tonnellate di gasolio. Una situazione che desta grandissima preoccupazione e che viene monitorata costantemente, lavorando perché si riesca nel più breve tempo possibile a disinnescare il pericolo.

E già domani potrebbero iniziare le operazioni di svuotamento dei serbatoi di cui si incaricherà la ditta olandese Smit e il gruppo Neri di Livorno.

Anche se occorrerà monitorare le condizioni meterologiche, date in peggioramento nelle prossime opere, per poter svolgere queste operazioni in sicurezza. Inoltre il mare mosso potrebbe provocare uno spostamento e dunque un ulteriore affondamento della nave. Infatti anche la posizione in cui si trova la Concordia desta preoccupazione: il relitto è incagliato proprio al limite di un fondale che scende molto rapidamente fino a quasi 200 metri.

Gli esperti sono quindi al lavoro per cercare di risolvere la situazione, anche se bisogna comunque tenere in considerazione il fatto che, se i serbatoi vengono svuotati, ne risentirebbe anche la stabilità della nave. Intanto, sin da sabato, la Concordia è stata circondata per un perimetro di circa 3000 metri dai galleggianti e sul luogo, in base alle indicazioni del Ministero, si trovano quattro navi antinquinamento con 500 metri di barriere galleggianti e 800 metri di panne assorbenti, oltre a pompe e altre attrezzature.

Per coordinare le operazioni, è previsto oggi un incontro tra il Ministro Clini, il presidente della Regione Enrico Rossi, e il presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras. Alla riunione, fissata per le 15, parteciperanno, inoltre, gli enti locali, la Protezione Civile, l'Istituto Superiore di Sanità, l'Ispra, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, il Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera, e il Reparto Ambientale Marino delle Capitanerie, i Vigili del Fuoco.

Di fatto per lo svuotamento dei serbatoi è in atto una corsa contro il tempo perché non vi siano complicazioni, a partire da un quadro molto delicato e rischioso che viene continuamente monitorato. E lo stesso Ministro Clini ieri ha affermato che il rischio ambientale che si corre è serio e che il "disastro deve essere assolutamente vietato", visto che uno sversamento di carburante potrebbe compromettere i delicati equilibri naturali in una zona di mare che costituisce anche un parco naturale molto importante.

Clini ha messo anche fortemente in discussione la questione delle rotte: "Questi condomini galleggianti stanno diventando un problema ambientale serio. Io sono intervenuto qualche settimana fa per la vicenda del passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco a Venezia e credo che bisogna intervenire rapidamente per evitare che le grandi navi, che tra l'altro non sono dotate di doppio scafo, possano entrare in zone troppo delicate dal punto di vista ambientale per non correre rischi. Questo non è turismo sostenibile, ma turismo pericoloso. Dobbiamo intervenire rapidamente e con decisione per evitare che queste grandi navi arrivino vicino ad aree ambientalmente sensibili".

Una questione ripresa anche dal Presidente della Regione, Enrico Rossi che ieri durante un sopralluogo sull'Isola ha affermato: "Chiedo che ci siano regole precise e dei controlli, sono convinto che con la strumentazione tecnica si possa verificare dove vanno le navi e che rotte seguono, per garantire maggiore sicurezza ai cittadini che vivono nell'arcipelago".

Intanto oggi nel corso del vertice a Livorno si vaglierà il piano per lo svuotamento dei serbatoi che è la prima emergenza. E al riguardo dopo Legambiente e il presidente di Federparchi a prendere la parola e a chiedere che sia messo a punto in maniera immediata un piano di svuotamento delle cisterne della Concordia, è Greenpeace che fa notare come, oltre alle tonnellate di carburante contenute nella nave, il pericolo sia rappresentato anche da altre sostanze, come i lubrificanti, le sostanze clorurate, le vernici e l'amianto.

"Lo sversamento di solo tre/quattrocento tonnellate di carburante dal portacontainer RENA, in Nuova Zelanda - si legge in una nota dell'associazione ambientalista - ha ucciso circa 20mila uccelli marini e inquinato decine di chilometri di costa. L'emergenza ambientale che si profila nel caso della Costa Concordia è tristemente simile a quella che ha seguito l'affondamento, il 5 aprile 2007, della nave da crocera Sea Diamond a Santorini e ripropone la questione dei rischi causati dall'avvicinamento alla costa dei grandi traghetti".

Greenpeace, inoltre evidenzia la necessità di un rapido intervento perché le operazioni potrebbero essere complicate dal fatto che, a causa delle basse temperature, il carburante potrebbe arrivare quasi alla solidificazione, rendendo gli interventi ancora più difficili.

Dopo lo svuotamento dei serbatoi, un capitolo a parte riguarderà la rimozione della Concordia. In base alle prime indicazioni, l'operazione dovrebbe essere realizzata prima dell'inizio della stagione estiva. Si tratta di un intervento molto complesso i cui costi però dovrebbero essere a carico della società Costa. L'impresa sarà resa difficile dalla stazza della nave che supera le 114 mila tonnellate.

 

Emergenza massima: la nave si sposta - di Peter85

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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