Il primo passo è stato fatto. Dopo mesi e mesi di trattative, di speranze, colpi di scena, operazioni e proposte senza capo né coda, ieri (lunedì 16 gennaio) si è concretizzato il primo vero atto concreto per il salvataggio e rilancio dei cantieri di Pisa. Infatti l liquidatore del gruppo Baglietto, Federico Galantini, ha raggiunto l'accordo economico con il gruppo industriale interessato all'acquisto per la cessione del ramo d'azienda dei Cantieri di Pisa.
L'annuncio è stato dato nel tardo pomeriggio dalla Cgil ai delegati sindacali e agli altri lavoratori, che hanno accolto la notizia con commozione dopo oltre un anno e mezzo di cassa integrazione straordinaria e quasi un anno di assemblea permanente dentro la fabbrica.
Le due parti hanno definitivamente raggiunto l'intesa per quanto riguarda la componente economica che si aggirerà intorno a una cifra di poco superiore ai nove milioni di euro.
Entro 7-10 giorni le rsu aziendali incontreranno il gruppo industriale, sul nome del quale Galantini ha ancora mantenuto il riserbo - anche se è noto si tratti di un gruppo del Nord Italia - per confrontarsi sul piano industriale, anche se nelle scorse settimane vi sono già stati incontri informali e l'intesa anche con i rappresentanti dei lavoratori è praticamente fatta.
"I lavoratori - ha spiegato il segretario provinciale della Cgil, Gianfranco Francese - appena hanno saputo la notizia non hanno trattenuto le lacrime e anche io sono molto soddisfatto che questa difficile vertenza si sta avviando verso la migliore conclusione possibile".
E oggi a Firenze, nel corso di una riunione già fissata dall'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, Galantini dovrebbe fornire maggiori indicazioni circa le modalità dell'intesa, che restano tuttavia, stando a quanto si apprende da fonti sindacali, subordinate all'assegnazione diretta delle concessioni demaniali e all'accordo da sottoscrivere proprio con il sindacato sul piano industriale per il rilancio produttivo dell'azienda.
Ma se sul piano industriale e le garanzie occupazionali sembra esserci la possibilità di chiudere rapidamente, è tutto da sciogliere proprio il nodo delle concessioni, vista l'ovvia indisponibilità da parte del gruppo interessato di accettare un regime di sub concessione pagando 800 mila alla Porta a Mare, srl, rappresentata dall'imprenditore Sostegni, titolare della concessione rinnovata nel 2010 per altri 15 anni dalla Navicelli spa, nonostante non svolgesse attività produttiva in quel sito.
Il nodo ovviamente riguarda la modalità con cui è stata prorogata la concessione all'imprenditore Sostegni nel 2010, ovvero senza procedere a una gara, bensì con un rinnovo automatico.
Ora, nel caso in cui si chiudesse la vertenza e il nuovo gruppo acquistasse i Cantieri di Pisa, gli scenari possibili potrebbero essere due: o Sostegni rinuncia lui stesso alla concessione o la Navicelli spa dovrebbe procedere a una revoca della concessione, motivando la decisione. A quel punto occorrerebbe capire come si procederebbe ulteriormente. Lo stesso presidente della Navicelli spa, Giovandomenico Caridi, in più occasioni ha ribadito che "in base a quanto previsto dalla legge in caso di revoca si andrebbe a un'asta". E qui la domanda che i lavoratori fanno è: "Come mai nel 2010 non è stata fatta allora l'asta?".
Tutti questi argomenti saranno al centro del tavolo di oggi, ma a partire da un punto fermo: c'è l'intesa per l'acquisto dei Cantieri di Pisa.
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