Come si diceva un tempo, "partiamo dai fondamentali". Moni Ovadia, l'artista milanese che non ha certo bisogno di presentazioni, ha firmato l'appello di attori e operatori di teatro affinché l'Amministrazione comunale pisana assegni al Progetto Rebeldìa gli spazi di via Andrea Pisano. Ancora una volta dunque l' "affaire" Rebeldìa travalica i confini della città e del territorio per affacciarsi sugli orizzonti nazionali.
Ma la firma di Ovadia non è la sola notizia. Essa è arrivata a coronamento di un'iniziativa da molti in città attesa, ovvero il "Pisa Live", evento durante il quale il Progetto Rebeldìa, dopo gli appelli dell'avvocato Ezio Menzione che hanno riscosso firme di grande prestigio locale e nazionale, ha presentato quello degli artisti che sono saliti sul palco rebelde e "che vorrebbero continuare a farlo oppure farlo per la prima volta.Sono altre voci, che cantando, recitando o dipingendo, si uniscono al coro, sempre più orecchiabile in città, che chiede una soluzione di spazio e che questa sia l'assegnazione diretta al Progetto Rebeldia": così il messaggio delle associazioni.
E' una lista davvero considerevole quella che mette insieme grossa parte del mondo musicale cittadino e che si apre con la firma del duo Gatti Mézzi e prosegue con quella di Bobo Rondelli, The Zen Circus, Working Vibes di Papa Massi & co., Betta Blues Society, Dome La Muerte, Marina Mulopulos e numerose altre decine ancora. Sul versante teatrale, oltre al già citato Ovadia, spiccano Ulderico Pesce, Michelangelo Ricci, Andrea Muzzi, Francesco Gerardi, La compagnia Teatrale Teatro Cantiere (Hengel Tappa, Sara Pirotto, Donatella Trimboli, Davide Cangelosi e Armando Masoni) e la Compagnia Teatrale MKUltra.
Una parte di questi nomi è scesa nella giornata di ieri (lunedì 16 gennaio) in piazza XX Settembre per cantare e recitare la propria solidarietà al Progetto Rebeldìa. Un pomeriggio limpido e freddissimo, riscaldato dal sound spartano e sempre efficace di Dome La Muerte - chitarra e armonica - e dallo sfrenato country blues dei Betta Blues Society. Tutto ha inizio dopo le 17, in una piazza quasi gremita. Sullo sfondo un dispiegamento di forze dell'ordine abbastanza inusuale per questo tipo di iniziativa, che vedeva coinvolti contemporaneamente in buon numero Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale.
Ma il pomeriggio, e la prima parte della serata, si sono svolti all'insegna della convivialità e della socialità, con molti passanti attratti dai virtuosismi chitarristici del duo Marianelli-Guidi dei Betta Blues Society che dal palco intonano una delle loro hit "Bla bla bla", pronunciando una dedica non tanto sibillina: "Questa è una canzone d'amore, dove uno degli innamorati chiede all'altro concretezza, insomma: meno chiacchiere. La dedichiamo a qualcuno che da tanti in mesi ormai dice 'bla bla bla', al quale noi chiediamo, invece, un gesto d'amore per la città".
Dome la Muerte, icona e a suo modo autorità della musica cittadina ha avuto parole di "speranza" per la vicenda rebelde: "E' un dovere per noi artisti scendere in piazza e dare il nostro appoggio a una causa come questa. Rebeldìa era un posto fisicamente bello, con un'atmosfera difficile da trovare in altro posti in Italia, e io ho girato parecchio. Non è per campanilismo, ma pensare che alla città manchi un posto come quello è inspiegabile".
Sipario con letture beat dell'MkUltra e deliziosa coda con il coro della Bonamici che si è lanciato in virtuose esecuzioni a cappella.
A chiusura della giornata, dulcis in fundo, arriva dai volontari l'annuncio: il sindaco Filippeschi incontrerà le associazioni venerdì 20 gennaio alle 8:30 per rispondere sulla richiesta di una legittima assegnazione diretta.
La musica ribelle, cantava qualcuno negli anni Settanta. La musica rebelde ieri sera, per qualche lunga ora, ha incantato Pisa.
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