"Bando alle polemiche, ognuno deve adoperarsi per rispettare impegni e accordi...Anziché giocare allo scarico di responsabilità, ci preme lavorare per favorire una soluzione positiva per il Corsonna e per lo stabilimento di Bientina, coscienti che le imprese e i loro rappresentanti, i sindacati e le istituzioni hanno ruoli diversi in questa vicenda".
A parlare sono gli assessori provinciali di Lucca, Francesco Bambini e Mario Regoli, le prime parole dopo il duro comunicato uscito sullo scatto d'ira di Angelo Rosi, il manager che deve risollevare gli scatolifici di proprietà della famiglia Marcucci. Rosi aveva abbandonato l'incontro dell'11 gennaio accusando la Provincia di Lucca, i sindacati e la Regione Toscana, di non aver fatto la loro parte. Secondo il manager, il possibile acquirente, la Cartiera Verde Romanello di Udine, sarebbe ancora disposta ad aspettare che vengano raggiunti gli obiettivi prefissati di fatturato e ordinazioni.
"Bene, che si proroghi allora l'accordo per iscritto e se c'è bisogno lo si riveda, perché fra marzo e aprile finisce la cassa integrazione straordinaria e per 50 lavoratori della Bientina Srl rimane solo la mobilità", commenta Feliciano Raimondo, segretario di Slc-Cgil della provincia di Pisa. "Presto dovremo tornare in Regione a chiedere altri ammortizzatori sociali, perciò ci vuole un piano di ripartenza alle spalle."
La vicenda ingarbugliata riguarda i due stabilimenti gemelli del Corsonna Spa a Castelvecchio Pascoli e la Bientina Srl. Attivi fino ad aprile 2011, hanno rischiato di essere liquidati perché in perdita e i 110 lavoratori sono entrati in cassa integrazione straordinaria. La Regione Toscana è intervenuta attraverso Fidi Toscana per provare a far ripartire l'attività mediante la costituzione di una NewCo, guidata dal manager "risana aziende" Angelo Rosi.
Vari fattori non hanno permesso che, da giugno ad oggi, si potessero rispettare gli obiettivi stabiliti, dice Raimondo: 1 milione di € di fatturato per il Corsonna e 500 mila € al massimo di costi, 500 mila € di fatturato per il Bientina e al massimo 250 mila € di costi. Il tutto da realizzarsi in sei mesi a partire da giugno.
"Questi risultati, oggettivamente, non ci sono e per il Bientina quindi si apre la strada della vendita dei macchinari, come sta scritto nel concordato firmato in Tribunale", continua Raimondo. "La strategia individuata fin dall'inizio vedeva prima l'intervento sul Corsonna e infatti lo stabilimento è ripartito, anche se al minimo, con ordinazioni per 200 mila €. La situazione più difficile è a Bientina, dove non si è trovata una soluzione neppure per abbassare il costo dell'affitto dei capannoni".
Gli fanno eco gli assessori lucchesi Bambini e Regoli: "Ad oggi si registrano dei ritardi rispetto agli obiettivi connessi al piano presentato e concordato con la Società facente riferimento a Rosi. Ritardi collegati alle difficoltà di mercato e ai tempi che sono occorsi agli istituti di credito per concedere gli affidamenti previsti ma negli ultimi giorni ( a dicembre - ndr ) queste linee di credito si sono attivate e stiamo lavorando per acquisire clienti e volumi produttivi e quindi si rende possibile, a questo punto, lavorare con rinnovato impegno al fine di una positiva risoluzione. Purtroppo, a causa di questo prolungamento dei tempi, si pone anche la necessità di prevedere una nuova richiesta di Cassa integrazione e anche in questo caso, come è accaduto mesi addietro, la Provincia si adopererà per attivare tutti gli strumenti necessari".
Insomma, occorre tenersi strette le buone notizie, come quella della riassunzione di alcuni lavoratori nell'impianto di Castelvecchio (sette lavoratori, dice Rosi), senza però nascondersi le enormi difficoltà in questo momento di grave crisi economica. E sull'unica assunzione nel settore commerciale che ha riguardato il Bientina, Raimondo precisa che "si tratta di un lavoratore del Corsonna che era in forza sull'altro stabilimento e non aveva in mano il portafogli clienti, ma era semplicemente colui che comprava la carta che serve per fare il cartone".
Provincia di Lucca e sindacati, a questo punto, aspettano che venga riconvocato il tavolo per un nuovo incontro al quale, si chiede, venga anche la Regione Toscana, a dimostrazione dell'interesse nel portare avanti questo tentativo di rianimazione da codice rosso.
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.