Guarda i video:
- Concordia: due anziani morti, la notizia del ritrovamento
- Panico dentro la "Concordia". Le immagini in esclusiva del Tg3
- La testimonianza dopo l'incidente: "Serve aiuto! Quella nave sta affondando!"
- Le immagini della nave dall'elicottero
- Le immagini della nave Concordia
- Le immagini sottomarine della Concordia
E' corsa contro il tempo per disinnescare la bomba ambientale rappresentata dai serbatoi della Concordia con i suoi più di 2300 tonnellate di carburante. Ma le difficoltà non mancano e sono ore di confronto e lavoro serrato per definire il piano di intervento.
Dalle prime previsioni ci vorranno da due a cinque settimane per rimuovere tutto il combustibile ancora stivato nelle 21 cisterne della Costa crociere Concordia. A spiegarlo è Max Iguera, che guida la divisione dedicata al settore rimorchio, salvataggio e riparazioni del gruppo genovese Cambiaso Risso, rappresentante italiano della Smit Salvage, incaricata di svuotare le cisterne.
Se tutte le variabili vanno al loro posto, le settimane per rimuovere il combustibile sono due; ma potrebbero aumentare fino a cinque o sei, ha spiegato ancora Iguera: "La priorità è salvare vite e - ha detto Iguera - parallelamente togliere il combustibile".
Cosa si farà della nave? "Parlare del destino della nave - ha proseguito - è estremamente prematuro. La prima cosa da valutare è come sarà possibile rimuoverla. Un'operazione di questo tipo non è mai stata effettuata e potrebbe richiedere mesi. Al momento il contratto è per la rimozione del combustibile". In tal senso "la missione è fare presto nella massima sicurezza della vita e dell'ambiente".
Intanto nella serata di ieri è arrivata da Piombino la nave 'pontone' Meloria, cioè l'imbarcazione cui sarà affidata tutta la fase del montaggio ponte e compressori e per il preriscaldamento del combustibile, che ora pare sia troppo denso. Si tratta quindi di stabilire tutti i collegamenti con le cisterne. Solo in seguito, quando il combustibile sarà pronto al travaso, arriverà al Giglio la bettolina, dove verrà convogliato il carburante. Ora ce ne sono tre disponibili, due a Livorno e una a Piombino. Tutte le operazioni, ha spiegato Iguera, saranno valutate congiuntamente alle autorità marittime. Quanto costerà? "Ho visto scrivere i numeri più curiosi, ma ad ora non lo so".
I rappresentati della Smit Salvage hanno incontrato ieri pomeriggio le autorità marittime italiane, gli armatori e le loro compagnie assicurative proprio per definire la data di inizio dell'operazione.
Il pompaggio può avere luogo contemporaneamente alle ricerche in corso nella nave, ha spiegato Kees van Essen, il direttore delle operazioni per la società olandese, sottolineando che "attualmente" nessun serbatoio è rotto, ma che "i rischi per l'ambiente ci sono sempre".
Ma non mancano le difficoltà. Ancora per tutte la giornata di oggi sono previsti in base ai modelli di previsione elaborati dall'Enea nell'ambito del progetto pilota Primi (Progetto pilota Inquinamento Marino da Idrocarburi) finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e coordinato dalla Telespazio, forti correnti che potrebbero provocare lo spostamento della nave Costa Concordia.
Per questo controllare costantemente l'andamento delle correnti è fondamentale per riuscire a prevedere il rischio che la nave, spostandosi, possa scivolare sul fondo e che la nafta possa disperdersi in mare".
Il rischio è che le correnti possano portare al distacco della nave dal punto in cui si è ancorata lungo la scarpata di 70 metri", spiega Paolo Ruti, responsabile dell'Unità tecnica di Modellistica energetico-ambientale dell'Enea. "Le previsioni, valide per i prossimi quattro giorni, prevedono - prosegue Ruti - forti correnti da Sud sul lato Ovest dell'isola del Giglio e correnti di Sud-Est nella costa Est dell'isola, dove si trova la nav. "In caso di dispersione di inquinanti, la parte più leggera della nafta sarebbe spinta a Nord dell'Argentario".
Bisogna considerare al riguardo che la nafta è particolarmente densa e viscosa. Per questo motivo soltanto in parte potrebbe salire in superficie in caso di dispersione. Una parte consistente resterebbe quindi sul fondo, con conseguenze molto serie per l'ecosistema marino.
Intanto una cintura di protezione ambientale è stata posta lungo tutto il perimetro della nave della Costa Crociere Concordia. Si tratta di 900 metri di barriere d'altura di cui 300 già posizionati e gli altri in via di allestimento.
"Abbiamo lasciato due vie di fuga e 40 metri di distanza dalla nave per dare possibilità di intervento alle vedette delle forze dell'ordine" - ha detto Lorenzo Barone, responsabile del progetto antinquinamento marino del ministero dell'Ambiente. "Il lato interno delle barriere d'altura verrà anche rinforzato con panne assorbenti". Le due vie di fuga si trovano una a prua, più larga, l'altra a poppa.
Circoscrivere la nave non è un'operazione semplice vista la problematica dei fondali. Le barriere saranno dotate di segnali luminosi per essere visibili alle navi in entrata nel posto.
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.