19/01/12 08:43 | autore: Ciccio Auletta Stampa

Irregolari il 53% delle aziende. Nei cantieri nell'87% dei casi non è rispettata la legge 0

Sono drammatici i dati forniti dalla Direzione Provinciale del lavoro sull'attività ispettiva effettuata nel 2011. Crescono le irregolarità nel settore terziario e nell'utilizzo del lavoro nero. 120 gli appalti illeciti scoperi nel corso di quest'anno. Su 25 cooperative 18 presentano irregolarità. Pesante anche la situazione nel settore conciario

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E' nero il bilancio dell'attività ispettiva condotta nel 2011 dalla Direzione Provinciale del lavoro. Un lavoro attento e costante sul territorio che dà importanti risultati ma il cui consuntivo non può che allarmare per la diffusione sempre maggiore di situazioni di irregolarità nelle aziende e le condizioni di "insicurezza" in cui sono tenuti i lavoratori da propri datori di lavoro, che in questa situazione di crisi cercano di risparmiare sempre più sul lavoro degli operai, non rispettando norme e regole previste dalla legge.

Ad illustrare i dati è stata ieri nel corso di una conferenza stampa la dottoressa Anna Maria Venezia che dirige la Direzione Provinciale del Lavoro di Pisa.

Nel corso dell'anno appena concluso è risultato irregolare il 53% delle aziende ispezionate. Ma se andiamo ad analizzare i dati settore per settore la situazione diventa ancora più drammatica. Per quanto riguarda l'edilizia l'87% dei cantieri è risultato irregolare, ovvero 321 su 368. Un dato sconcertante su cui sarebbe opportuno che tutti i soggetti, a partire dalle istituzioni, facessero una profonda riflessione. Ma anche in altri settori l'irregolarità cresce. Per quanto riguarda le aziende sono risultate irregolari il 52% nell'industria e il 51% nel terziario.

Se andiamo ad esaminare però le posizioni lavorative (forme contrattuali) verificate settore per settore le percentuali peggiorano ulteriormente. Infatti si arriva al 61% di irregolarità nell'industria e il 71% nel terziario, mentre l'edilizia si attesta al 35%, con una media complessiva che si attesta al 56%. Complessivamente su 2.265 lavoratori 1.264 sono risultati irregolari e di questi 288 al nero, ovvero il 23%.

Complessivamente sono state registrate 3.258 violazioni amministrative e ben 414 notizie di reato di cui il 72% riguarda il settore della prevenzione degli infortuni sul lavoro, anche se la truffa è un altro reato in crescita. Colpisce notevolmente il dato riguardo le violazioni di natura penale del numero degli appalti illeciti che nel 2011 sono stati 120, riscontrabili soprattutto nel settore delle cooperative. Complessivamente le sanzioni ammontano a un milione e 850 mila euro, e i contributi recuperati ammontano a 9.677 mila euro. Inoltre i lavoratori che hanno fatto richiesta di intervento per delle irregolarità sono stati 561. Di questi interventi 389 si sono conclusi con una conciliazione con il datore di lavoro, di cui 65 definite con esito positivo e 94 che hanno portato ad un'attività ispettiva o diffida accertativa.

Un settore su cui si è concentrata l'attività investigativa e quello conciario e delle lavorazioni delle pelli, un distretto in cui operano circa 900 aziende e che occupa quasi 7.700 addetti. Qui sulle concerie ispezionate con codice ateco 15.01 (preparazione e concia del cuoio; fabbricazione di articoli da viaggio, borse, pelletteria e selleria; preparazione e tintura di pellicce) quasi il 60% sono risultate irregolari. A Santa Croce su 31 aziende ispezionate 10 sono risultate irregolari, a San Miniato ben 7 su 9, a Castelfranco 4 su 11. E per quanto riguarda il personale impiegato, complessivamente il 74% è risultato irregolare.

Anche nel mondo delle cooperative i dati sono pesanti. Su 35 ispezioni fatte, 10 sono in fase istruttoria, ma delle restanti 25, 18 sono risultate irregolari. In particolare nel settore cooperativo l'ipotesi di reato maggiormente riscontrata riguarda la somministrazione di manodopera.

Un altro capitolo rilevante riguarda la sospensione dovuta alla presenza sul luogo di lavoro di oltre il 20% di lavoratori in nero. Nel caso del settore edile su 23 provvedimenti di sospensione 20 sono stati poi revocati a seguito della regolarizzazione da parte del datore di lavoro. Negli altri settori, invece i provvedimenti di sospensione sono stati 81, dei quali 71 revocati mentre 10 aziende hanno preferito chiudere piuttosto che mettersi in regola.

Sono dati di rilievo quelli che emergono dall'attività del Dpl: sono state emesse ordinanze e ingiunzioni per un milione e 52 mila euro, di queste (considerando il fatto che è possibile un pagamento rateizzato) sono stati riscossi 61 mila euro. Di questo milione, però quasi il 50%, (esattamente 452 mila euro) sono iscritte a ruolo di recupero coattivo, cioè spettanti ad Equitalia e solo 45 mila euro sono stati riscossi nel 2011.

La dottoressa Venezia evidenzia che sulle 229 ingiunzioni di pagamento, solo 18, ovvero il 7% sono state impugnate in giudizio, di cui solo 3 (cioè lo 0,5%) si riferiscono a ispezioni della Dpl, mentre le altre sono state fatte da Inps, Inail o Guardia di Finanza. Elevato anche il numero di inchieste per infortuni sul lavoro che sono 363 (non sono tutte attribuibili al 2011).

Molto pesanti anche i dati riguardanti interventi a sostegno dei "soggetti deboli". Ben 2.556 sono infatti state la autorizzazioni per l'astensione dal lavoro delle lavoratrici madri, mentre le convalide di trasformazioni in part time sono state 1.052, di cui 787 hanno riguardato donne. E per quanto riguarda il lavoro femminile, 125 sono state le convalide per dimissioni di lavoratrici madri. A dimostrazione di un sistema sociale che non supporta e tutela adeguatamente la maternità.

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