Lo sfruttamento della manodopera da parte delle aziende non sembra avere limiti. E' questo quanto emerge dai dati forniti dall'attività ispettiva presentati nella giornata di ieri dalla dottoressa Anna Maria Venezia che dirige la Direzione Provinciale del lavoro di Pisa. Un'attività svolta in maniera capillare sul territorio con l'ausilio e la collaborazione anche del N.I.L, il Nucleo ispettorato del lavoro, composto da carabinieri specializzati in materia di sicurezza sul lavoro.
E proprio dal lavoro di indagine e di controllo del N.I.L. coordinato da Anna Maria Venezia si scoprono storie e situazioni incredibili che minano alle basi lo stato di diritto di una società: due casi in cui è stata rilevata irregolarità di situazioni molto particolari. Due aziende che avevano avuto accesso a sgravi ed agevolazioni fiscali e contributive in quanto avevano accolto tramite le apposite convenzioni previste dalla legge, detenuti autorizzati a lavorare.
Il primo caso è avvenuto in un tacchificio a Santa Maria a Monte, dove a seguito dell'ispezione è risultato che il detenuto era tenuto al nero. Nel secondo caso, invece, il lavoratore pur in regola non riceve da mesi il pagamento della retribuzione che gli spetta, nonché gli straordinari. Un comportamento inqualificabile, perché prende di mira chi è più ricattabile, che mette in luce quanto ancora siamo lontani da una cultura della legalità nel campo del lavoro. Come sottolinea più volte la dottoressa Venezia: "La situazione del lavoro è drammatica, occorre vigilanza e controllo".
In merito ad un recente episodio avvenuto a San Miniato in cui il proprietario di un autolavaggio ha minacciato e aggredito fisicamente due ispettori mentre effettuavano un controllo, i deputati del Pd, Maria Grazia Gatti, Paolo Fontanelli e Ermete Realacci, hanno presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Elsa Forner. In particolare i deputati democratici concordano con l'allarme fatto da Venezia su quanto "il clima sulle verifiche fiscali sia sempre più teso", e anche la Direzione del lavoro "sia finita nel mirino, come Equitalia".
È necessario, dunque, scrivono nell'interrogazione, "tutelare con tutti i mezzi possibili la sicurezza del personale addetto ad attività di garanzia dei diritti dei lavoratori". Di qui la richiesta degli esponenti Pd, che chiedono al ministro "se sia al corrente del grave episodio citato in premessa e quali iniziative intenda adottare per garantire la sicurezza del personale addetto alla delicata funzione di ispettorato del lavoro" e infine anche "se non ritenga che sia indispensabile, per meglio favorirne l'attività in periodi così difficili, confermare la presenza capillare degli uffici e delle sedi dell'ispettorato del lavoro, anche nell'ambito dell'annunciata riorganizzazione".
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