Gli scritti - adattati da Stefano Massini - del frate domenicano Girolamo Savonarola, passato alla storia per le feroci invettive contro la corruzione e il degrado morale in cui verteva la chiesa romana, prendono corpo e voce nell'interpretazione di Don Andrea Gallo, il "prete anarchico", da sempre in prima linea in difesa degli ultimi e degli emarginati.
Una perseveranza in difesa dei più deboli, quella di Don Gallo, senza nessun timore di entrare in conflitto con la dottrina ufficiale della chiesa, con la società o la cultura dominante, che lo avvicina ulteriormente alla figura incorruttibile del predicatore ferrarese.
Ci sono luoghi dove l'uomo in quanto tale si forma e viene formato. Ama dire Don Gallo: "La strada è dove ho preso la mia laurea". Una vita in viaggio in lungo e in largo per l'Italia, conducendo al suo fianco due oggetti-simbolo: i Vangeli e la Costituzione. Sono questi gli strumenti di azione di un sacerdote mai stanco di essere "contro": contro i potenti, contro gli sfruttatori, contro gli ipocriti, contro gli asserviti. Eppure, nel suo essere opposizione vivente, Don Gallo sa essere anche "per". Per la giustizia sociale, per la libertà, per l'uguaglianza.
Questo è Don Andrea Gallo. Ma vederlo, ascoltarlo è fondamentale per coglierne a pieno le infinite sfumature, perché una definizione univoca del suo modo di essere - anche sul palco - è impossibile.
Già, lo spettacolo. Una risoluzione semplice, senza fronzoli che potessero ridurre la forza della parola pronunciata dal sacerdote. Un reading, insomma, in cui gli scritti del frate domenicano Savonarola, scomunicato da Alessandro VI e condannato al rogo in pubblica piazza per eresia, prendono corpo e voce nell’interpretazione di Don Andrea Gallo.
Un'occasione per scoprire la straordinaria modernità di scritti risalenti ormai a cinque secoli fa, un gioco di paralleli tra l'oggi e l'ieri, perché oggi, come ai tempi di Savonarola, il nostro mondo è sopraffatto dall'apparenza troppo spesso ignaro del fatto che "l'abito non vale niente se non c'è qualcuno che lo indossa".
"Io non taccio" porta sul palcoscenico un uomo che a ottantatre anni ha ritrovato il piacere di un "ritorno alle origini", quando in seminario dai salesiani - come lo stesso Don Gallo ha raccontato - egli amava recitare le commedie. E così, sulla falsariga delle prediche di Savonarola, Don Gallo s’interroga sul passato e sul presente, con un'unica differenza: Savonarola aveva come bersaglio la tirannide dei Medici. Ma chi sono i tiranni oggi? La risposta è lapidaria, pronunciata dallo stesso sacerdote-attore: "Chi vuole cancellare la libertà, mentre prima di parlare dovrebbe ascoltare, prima di giudicare dovrebbe accogliere".
Le musiche originali, composte da Valentino Corvino grazie a un sapiente lavoro di ricerca sulle sonorità della musica sacra della fine del quattrocento, attualizzate attraverso elaborazioni elettroniche, sono eseguite da C-Project, l'ensemble che dal 2004 ad oggi accompagna le più importanti produzioni Promo Music, come il celebre "Promemoria" di e con Marco Travaglio.
Per info sullo spettacolo leggi qui.
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