20/01/12 07:16 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Comitato Acqua Bene Comune: "Di nuovo in piazza perché sia rispettata la volontà dei cittadini" 0

Anche a Pisa mobilitazione nella giornata di ieri per l'iniziativa promossa dal Forun Italiano dei Movimenti per l'Acqua contro il decreto del governo Monti che tradisce la volontà espressa da milioni di cittadini con i referendum della primavera scorsa. Il 21 gennaio a partire dalle ore 15 si terrà presso il circolo Utopia in via San Lorenzo un seminario di informazione sulla campagna di "obbedienza civile" con Colin Du Liege

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Ieri anche a Pisa il Comitato Acqua Bene Comune è sceso in piazza, davanti al palazzo del Municipio, nell'ambito della giornata di mobilitazione promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, contro il decreto del governo Monti che tradisce la volontà espressa da milioni di cittadini con i referendum della primavera scorsa.

I movimenti tornano dunque in strada per chiedere il rispetto dell'esito referendario del 12 e 13 giugno scorsi quando 26milioni di donne e uomini hanno votato per l'affermazione dell'acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

"A questa straordinaria esperienza di democrazia - spiegano i comitati - il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate conl'esclusione solo formale del servizio idrico integrato. Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadrosulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull'acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all'angolo l'espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato".

E così anche a Pisa si è ribadito nono solo che "l'acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva" ma anche che "nessuna esigenza di qualsivoglia mercato può impunemente violare l'esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano".

Da qui la richiesta al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa e a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Ma le iniziative del Comitato pisano non si fermano qui. Infatti per sabato 21 gennaio a partire dalle ore 15 si terrà presso il circolo Utopia in via San Lorenzo un seminario di informazione sulla campagna di "obbedienza civile". Per la precisione sarà una una riunione congiunta dei comitati di Pisa e Valdera, con ospite Colin Du Liege,  portavoce dei comitati del Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua ATO2, per organizzare nel territorio gestito da Acque spa la campagna Obbedienza civile di autoriduzione delle bollette e altre azioni.

"Se non saranno le istituzioni a far rispettare l'esito del referendum - spiegano i comitati - saranno le cittadine e i cittadini a farlo. Per questo lanciamo la campagna di obbedienza civile: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette".

Da qui l'idea della campagna. Ricordiamo che la "remunerazione del capitale investito" è pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti, nella generalità dei casi, incide sulle bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% eil 20%.

"Il referendum - spiegano ancora i promotori della campagna - era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell'acqua non si devono fare profitti. Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. In altre parole tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l'esito referendario".

Ma in cosa si concretizza esattamente la campagna di "obbedienza civile"? Essa consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della "remunerazione del capitale investito".

"E' stata chiamata di 'obbedienza civile' perché non si tratta di "disubbidire" a una legge ingiusta - concludono dai comitati - ma di 'obbedire' alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari. Lo scopo principale della campagna di "obbedienza civile" è ovvio: ottenere l'applicazione del risultato che è inequivocabilmente scaturito dai referendum. Con la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia di cittadini ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso, auto-organizzata, consapevole e indisponibile a piegare la testa ai diktat dei poteri forti di turno".

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