Il 13 gennaio dall'aula consiliare "Peppino Impastato" di Cinisi in provincia di Palermo è stato diramato un appello a cura di "Avviso Pubblico" e di "Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato", rivolto a sindaci e amministratori che in tutta Italia hanno intitolato strutture pubbliche, strade o piazze, in memoria di Peppino Impastato e di sua madre Felicia.
All'incontro erano presenti il Sindaco di Cinisi Palazzolo, Giovanni Impastato per l'Associazione "Casa Memoria", Gabriele Santoni, dell'ufficio di presidenza dell'Associazione "Avviso Pubblico" (e assessore alla Legalità della Provincia di Pisa), Don Armando Zappolini (parroco di Perignano, in provincia di Pisa), Presidente del Comitato Nazionale Centri di Accoglienza.
Lo scopo è quello di coinvolgere figure istituzionali in un confronto pubblico e poi in un presidio democratico che si svolgeranno il 9 maggio 2012 a Cinisi in occasione del 34° anniversario dall'uccisione di Peppino Impastato. L'obiettivo è quello di far percorrere i celebri "100 passi" anche agli amministratori.
"Il consolidamento della memoria - ha spiegato proprio Gabriele Santoni - ottenuto grazie anche all'impegno di alcune istituzioni locali, risulta, infatti, fondamentale per riconoscere, radicare e difendere i diritti democratici di tutti e garantire basi sicure allo sviluppo di una società più giusta".
"Proprio da questi punti fermi - ha aggiunto Santoni - è quanto mai necessario partire per un dibattito collettivo e aperto che veda la partecipazione di diversi soggetti, istituzionali, associazionistici, di movimento. Insomma, l'antimafia sociale".
Non bisogna dimenticare infatti che la condanna di Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi e bersaglio delle continue denunce e dell'impegno politico di Peppino Impastato, è arrivata solo nel 2002, 24 anni dopo l'assassinio di quest'ultimo.
Il 7 dicembre del 2001, invece, la Commissione Parlamentare Antimafia aveva consegnato a Felicia sulla porta di Casa Memoria la relazione approvata all'unanimità che riconosceva le responsabilità di magistrati e alte cariche delle forze dell'ordine nel depistaggio delle indagini sul Caso Impastato.
Le adesioni all'appello sono state estese: Libera, Arci, Uisp, Emergency, Legambiente, Cgil, Acli, Agesci, Cnca (Comunità d'accoglienza) e molte altre associazioni.
Nell'occasione Santoni e Zappolini hanno visitato anche la casa di Badalamenti oggi diventata un bene restituito alla società civile, ma soprattutto hanno potuto constatare in prima persona i danni subiti di recente dalla pizzeria di Giovanni Impastato, a causa di un incendio, oggetto di indagini da parte delle autorità competenti.
Sembrerebbe infatti che il fuoco abbia avuto origine dolosa e non accidentale, come sostenuto dai vigili del fuoco che nel primo sopralluogo avrebbero individuato in un corto circuito dei motori della cella frigorifera l’innesco delle fiamme.
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