Giorni fa
ho acquistato l'ennesimo disco di Ennio Morricone (ne posseggo oltre
duecento), con le musiche di Quando la preda è l'uomo,
misconosciuto film del '72. Ho scoperto al suo interno il brano
Sinket secondo che un'amica ha istintivamente definito "un
delirio elettronico".
Ecco cos'è
la musica di Morricone: una continua sorpresa dovuta a una continua
ricerca e sperimentazione. Se non fosse così avrebbe smesso di
scrivere musica da molto tempo, invece a 84 anni sta componendo le
musiche per il prossimo film di Tornatore.
Se non
fosse così, Morricone non sarebbe uno dei maggiori compositori
del '900 e fra questi sicuramente quello che più di tutti è
riuscito a comunicare la propria musica a livello mondiale, a persone
di tutti i livelli culturali e di tutte le fasce d'età. Un
fatto che è stato confermato dalla miriade di giovani presenti
ieri al Teatro Verdi di Pisa, dove il Maestro ha presenziato
all'incontro dal titolo La musica del cinema di fronte alla storia
- aspetti e problemi di una attività compositiva del nostro
tempo organizzato dalla Scuola Normale.
Teatro
strapieno, accoglienza degna della grandezza dell'ospite: questo è
il pregio maggiore di Morricone, l'aver portato la musica "colta"
a tutti, tramite quella che lui stesso definisce "un'arte del
nostro secolo", cioè la musica da film. Ma fin da subito
Morricone, protagonista unico del palco seduto a una scrivania
affiancato da un simbolico pianoforte a coda che non suonerà
mai, ha scisso le sue opere in due categorie: la musica applicata e
la musica assoluta. La musica da film fa parte della prima categoria
perché "musica applicata a un'altra opera principale" - in
questo caso la musica al cinema "due arti diverse accomunate dalla
temporalità" - mentre la musica assoluta è quella
libera da condizionamenti.
Due
categorie ben distinte che però Morricone ha cercato spesso di
convogliare. Ne è un caso il primo ascolto registrato che ci
offre Vuoto d'anima piena, composizione del 2008, che riprende
un discorso musicale intrapreso molti anni fa nella colonna sonora
del film Il sorriso del grande tentatore. Nella prima parte
dell'incontro Morricone si lancia così in una lunga analisi
della musica assoluta definendo il termine di per sé una mezza
bugia: gran parte dei compositori classici componevano opere
funzionali ad altro (ad esempio le messe) o scritte in stato di
"sottomissione" perché commissionate.
Dopo
l'ascolto di un'altra opera di musica assoluta, Voci dal silenzio composto nel 2002, Morricone passa a parlare delle colonne sonore e
della sua ricerca musicale che "è stata una reazione alle
colonne sonore basate su temi orecchiabili, e necessaria insieme alla
sperimentazione per riscattare una prassi che altrimenti logora il
mestiere". Continua il compositore: "La musica da cinema è
stata influenzata dalle scoperte del secolo" e cita Arnold
Schönberg come autore della "democratizzazione dei toni" con
l'invenzione della dodecafonia e la conseguente perdita di melodia e
l'"accettazione di suoni nella loro libera forma".
Non sempre
però questa ricerca gli ha dato soddisfazioni e cita più
volte, a rimarcare il dispiacere, il fallimento commerciale di alcune
sue opere più sperimentali come Un tranquillo posto di
campagna, film di Elio Petri, che fu eseguita dal Gruppo
d'Improvvisazione Nuova Consonanza, gruppo d'avanguardia in cui lui
stesso suonava la tromba.
Nonostante
denunci una condizione di emarginazione della musica da film,
Morricone è convinto che il meglio della musica dei
nostri tempi si trovi nel cinema e che la musica da cinema abbia
raccolto l'eredità della musica classica.
Dagli
studenti arrivano poi domande più dirette sulle suo opere
e sul rapporto con i registi con cui ha lavorato: qui il Maestro
sottolinea l'importanza dell'amicizia e della fiducia che si deve
creare fra regista e compositore, perché il regista è
padrone del film, dalla sceneggiatura al montaggio, ma non ha
padronanza diretta della musica per cui la fiducia diventa
indispensabile. Con il tempo, più si affina il rapporto
regista-compositore e più la temporalità fra musica e
immagini migliora e ricorda come Leone girasse rispettando i tempi
della musica già composta, cosa che fa anche adesso Tornatore.
E su
Tornatore Morricone chiude il cerchio rivelando di stare lavorando
sulla colonna sonora del suo prossimo film L'ultima offerta il quale avrà una musica "nuovissima" che "rappresenterà
una svolta nella mia musica". Ottimo, la ricerca e la
sperimentazione continuano. Grazie Maestro. D'altra parte se non lo
si fa a 84 anni, quando?
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