20/01/12 07:59 | autore: Fabio Meini video Stampa

Ennio Morricone, un genio dei nostri tempi 0

Grande accoglienza per la lezione tenuta dal Maestro nel pomeriggio di ieri presso il Teatro Verdi di Pisa. Un'articolata riflessione su musica applicata e musica assoluta scandita da esempi e ricordi, vicini e lontani. Un viaggio nella carriera musicale di un compositore prolifico e longevo che a 84 anni si appresta a chiudere la colonna sonora dell'ultimo film di Tornatore, promettendo: "Vi stupirà"

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Giorni fa ho acquistato l'ennesimo disco di Ennio Morricone (ne posseggo oltre duecento), con le musiche di Quando la preda è l'uomo, misconosciuto film del '72. Ho scoperto al suo interno il brano Sinket secondo che un'amica ha istintivamente definito "un delirio elettronico".

Ecco cos'è la musica di Morricone: una continua sorpresa dovuta a una continua ricerca e sperimentazione. Se non fosse così avrebbe smesso di scrivere musica da molto tempo, invece a 84 anni sta componendo le musiche per il prossimo film di Tornatore.

Se non fosse così, Morricone non sarebbe uno dei maggiori compositori del '900 e fra questi sicuramente quello che più di tutti è riuscito a comunicare la propria musica a livello mondiale, a persone di tutti i livelli culturali e di tutte le fasce d'età. Un fatto che è stato confermato dalla miriade di giovani presenti ieri al Teatro Verdi di Pisa, dove il Maestro ha presenziato all'incontro dal titolo La musica del cinema di fronte alla storia - aspetti e problemi di una attività compositiva del nostro tempo organizzato dalla Scuola Normale.

Teatro strapieno, accoglienza degna della grandezza dell'ospite: questo è il pregio maggiore di Morricone, l'aver portato la musica "colta" a tutti, tramite quella che lui stesso definisce "un'arte del nostro secolo", cioè la musica da film. Ma fin da subito Morricone, protagonista unico del palco seduto a una scrivania affiancato da un simbolico pianoforte a coda che non suonerà mai, ha scisso le sue opere in due categorie: la musica applicata e la musica assoluta. La musica da film fa parte della prima categoria perché "musica applicata a un'altra opera principale" - in questo caso la musica al cinema "due arti diverse accomunate dalla temporalità" - mentre la musica assoluta è quella libera da condizionamenti.

Due categorie ben distinte che però Morricone ha cercato spesso di convogliare. Ne è un caso il primo ascolto registrato che ci offre Vuoto d'anima piena, composizione del 2008, che riprende un discorso musicale intrapreso molti anni fa nella colonna sonora del film Il sorriso del grande tentatore. Nella prima parte dell'incontro Morricone si lancia così in una lunga analisi della musica assoluta definendo il termine di per sé una mezza bugia: gran parte dei compositori classici componevano opere  funzionali ad altro (ad esempio le messe) o scritte in stato di "sottomissione" perché commissionate.

Dopo l'ascolto di un'altra opera di musica assoluta, Voci dal silenzio composto nel 2002, Morricone passa a parlare delle colonne sonore e della sua ricerca musicale che "è stata una reazione alle colonne sonore basate su temi orecchiabili, e necessaria insieme alla sperimentazione per riscattare una prassi che altrimenti logora il mestiere". Continua il compositore: "La musica da cinema è stata influenzata dalle scoperte del secolo" e cita Arnold Schönberg come autore della "democratizzazione dei toni" con l'invenzione della dodecafonia e la conseguente perdita di melodia e l'"accettazione di suoni nella loro libera forma".

Non sempre però questa ricerca gli ha dato soddisfazioni e cita più volte, a rimarcare il dispiacere, il fallimento commerciale di alcune sue opere più sperimentali come Un tranquillo posto di campagna, film di Elio Petri, che fu eseguita dal Gruppo d'Improvvisazione Nuova Consonanza, gruppo d'avanguardia in cui lui stesso suonava la tromba.

Nonostante denunci una condizione di emarginazione della musica da film, Morricone è convinto che il meglio della musica dei nostri tempi si trovi nel cinema e che la musica da cinema abbia raccolto l'eredità della musica classica.

Dagli studenti arrivano poi domande più dirette sulle suo opere e sul rapporto con i registi con cui ha lavorato: qui il Maestro sottolinea l'importanza dell'amicizia e della fiducia che si deve creare fra regista e compositore, perché il regista è padrone del film, dalla sceneggiatura al montaggio, ma non ha padronanza diretta della musica per cui la fiducia diventa indispensabile. Con il tempo, più si affina il rapporto regista-compositore e più la temporalità fra musica e immagini migliora e ricorda come Leone girasse rispettando i tempi della musica già composta, cosa che fa anche adesso Tornatore.

E su Tornatore Morricone chiude il cerchio rivelando di stare lavorando sulla colonna sonora del suo prossimo film  L'ultima offerta il quale avrà una musica "nuovissima" che "rappresenterà una svolta nella mia musica". Ottimo, la ricerca e la sperimentazione continuano. Grazie Maestro. D'altra parte se non lo si fa a 84 anni, quando?

Ennio Morricone ospite della Scuola Normale al Teatro Verdi - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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