20/01/12 08:30 | autore: la redazione Stampa

Chiude al pubblico la Chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno 0

"Motivi di sicurezza" si legge su un cartello affisso all'ingresso dell'edificio sacro. Dopo il crollo alcuni mesi fa di una parte del cornicione che richiese una recinzione di sicurezza, ora la serrata a causa di una trave portante del tetto "sospetta" di essere infiltrata d'acqua. Il Duomo Vecchio è una delle chiese più antiche di Pisa e conserva affreschi attribuiti a Bonamico Buffalmacco

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Per i pisani è il Duomo Vecchio e forse in pochissimi la chiamano con il suo nome: San Paolo a Ripa D'Arno. Chi vive a Pisa venendo da fuori lo impara presto. I pisani leggono i nomi di vie, piazze e chiese della loro città secondo un lessico proprio che appartiene a consuetudini che poco hanno a che fare con l'astrazione topografica e che riguardano la vita reale, quella "vissuta", la Storia insomma.

E San Paolo a Ripa d'Arno è il Duomo Vecchio perché tale era la sua funzione prima che la Cattedrale la spodestasse da quel titolo. Avamposto della Pisa che apre sul mare, la chiesa di San Paolo è una delle perle cittadine, dotata di un'eleganza a tratti sublime, ricca di quel gusto per il simbolismo e per il particolare semplice - eppure ricercatissimo - che identifica lo stile del romanico pisano.

Costruzione tra le più antiche (la usa fondazione risalirebbe al 925 d.C.) verso la metà del XII secolo fu ampliata e arricchita in modo molto simile all'attuale Duomo. Sono numerosi gli elementi che la rendono contigua a quella perfetta teoria di chiese che segnano un ideale tracciato all'interno della città: il rivestimento di marmo bicromo (entro il quale sono stati riutilizzati marmi d'epoca romana), la facciata a due spioventi, suddivisa nel caso di San Paolo in Ripa d'Arno in tre ordini di logge.

Nella chiesa - lo ricordiamo - sono conservati affreschi attribuiti a Bonamico Buffalmacco (già restaurati nel 2003), la "Madonna col Bambino e santi" di Turino Vanni e il cosiddetto "Sarcofago di Burgundio", noto ambasciatore della Repubblica Marinara Pisana, nonché alchimista, del XII secolo.

Ma tra tante qualità, anche un piccolo enorme difetto: la vetustà, nella cornice - sembrerebbe - di una evidente trascuratezza.

Da lunedì scorso sul portone d'ingresso alla chiesa c'è scritto: "Chiuso per motivi di sicurezza". Quale la ragione di questo provvedimento?

A novembre 2010 risalgono i primi cedimenti di un pezzo di cornicione collocato sul braccio sinistro della chiesa, il quale cadde nel bel mezzo della strada (via San Paolo) che costeggia quella parte dell'edificio. Dopo un sopralluogo congiunto di Vigili del Fuoco e Sovrintendenza che accertarono la precarietà di alcune parti del tetto, si rese necessaria la collocazione di una rete di protezione lungo buona parte del perimetro della chiesa, anche in quel caso "per motivi di sicurezza". Dopo pochi mesi, anche la facciata venne "imbragata" per proteggere l'ingresso di fedeli e di visitatori.

2 milioni di euro, cifra approssimativa in difetto, l'ammontare necessario per riportare a regime il tetto, la cui sempre più evidente compromissione ha probabilmente provocato il secondo "problema", ovvero quello che ha costretto le autorità ecclesiastiche (la Chiesa di San Paolo in ripa d'Arno appartiene infatti all'Ente Parrocchie) a chiuderla al pubblico.

"Un ingegnere assisteva a una funzione - ci ha raccontato la Sacrestana della Chiesa - quando, alzando gli occhi verso il tetto - ha notato un'asse malmesso. A quel punto, il giorno dopo, ha chiesto l'intervento da parte di un collega che ha rilevato l'urgenza di una verifica, perché il sospetto è che l'asse sia stato infiltrato dall'acqua".

La Sacrestana di San Paolo in ripa d'Arno ha poi spiegato: "Sarà necessario montare un'impalcatura di circa 16 metri per raggiungere il soffitto e osservare da vicino lo stato dei materiali. Solo a quel punto capiremo come procedere, ma le prospettive non sono buone e soprattutto non possiamo rischiare la sicurezza dei fedeli. Fino ad allora quindi la chiesa rimarrà chiusa".

La Chiesa non è di proprietà del Comune né inserita in alcun comodato d'uso - come ha poi ulteriormente precisato anche l'assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Serfogli - e dunque per le esecuzioni di nuovi lavori di messa in sicurezza dovranno intervenire direttamente i fedeli.

Intanto, per fedeli e non, San Paolo a Ripa d'Arno rimane chiusa.

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