21/01/12 07:48 | autore: redazione Pisanotizie foto Stampa

Il sindaco dice no all'assegnazione diretta. Rebeldìa: "Una scelta politica chiara" 0

Ieri nel corso di un incontro tra l'amministrazione comunale e le associazioni del Progetto il sindaco ha ufficializzato il suo "No" alla richiesta sostenuta da migliaia di cittadini, intellettuali, artisti e realtà cittadine. Rebeldìa: "Filippeschi ha chiuso la porta in faccia alla partecipazione dal basso per mantenere e rinsaldare piuttosto alleanze ed equilibri politici che convergono sempre più a destra". La solidarietà del Prc. Sel: "Decisione vergognosa, una frattura nel dialogo per future alleanze". Pd, IdV, Lista Civica e Psi sostengono la scelta del sindaco

E6fdb0d3dd7760a21405a80cc32c019e

Era grande l'attesa ieri in città su quale sarebbe stata la risposta del sindaco e dell'amministrazione alla richiesta avanzata da mesi per l'assegnazione diretta degli spazi di Via Andrea Pisano, portata avanti con una campagna tambureggiante, da parte delle associazioni del Progetto Rebeldìa, e che aveva avuto il sostegno di migliaia di cittadini, artisti, intellettuali, musicisti, studenti, comunità migranti e anche amministratori di tutta Italia.

Ma ancora una volta la tormentata vicenda del cartello di associazioni, da oltre un anno senza uno spazio per le proprie attività, non ha avuto un esito positivo. Infatti il sindaco ha bocciato la richiesta di assegnazione diretta, annunciando un nuovo bando per quell'area.

In queste settimane le associazioni del Progetto Rebeldìa avevano prodotto una memoria giuridica a sostegno di questo provvedimento, regolarmente utilizzato sia da questa stessa amministrazione sia dai comuni di tutta Italia, e avevano presentato sia il soggetto giuridico a cui poteva essere fatta l'assegnazione (l'Associazione "Pisa Meticcia") sia un piano preliminare dei lavori con relativo piano finanziario. Ma l'amministrazione ha detto "No" non accogliendo la richiesta e presentando una memoria firmata dalla dirigente comunale Stefania Cantisani per la quale "non esistono, allo stato attuale della vicenda le condizioni per procedere all'assegnazione diretta del bene".

Al riguardo, però, le associazioni rilevano che il foglio a loro consegnato non aveva alcuna intestazione e firma del dirigente, aprendo così un "piccolo giallo" su un approfondimento pubblicato poi nel pomeriggio sul sito del comune con firma e intestazione.

A fronte di questo ennesimo rifiuto immediata la risposta delle associazioni che nel primo pomeriggio si sono ritrovate sotto il Comune, "blindato" da una massiccia presenza di forze dell'ordine, per evidenziare le ragioni "tutte politiche" che hanno indotto l'amministrazione a tale scelta: "A Pisa il sindaco di 'centro-sinistra' ha inequivocabilmente scelto da che parte stare. Ha scelto di dare ascolto e ragione alla destra, compresa quella estrema, e alle sue strumentalizzazioni politiche e di farsi guidare dai ricatti dei pezzi elettoralmente minoritari della sua stessa maggioranza. Una scelta, quella di Marco Filippeschi, che dovrebbe davvero far riflettere la città".

"Lo stesso sindaco ha messo in evidenza - spiegano nel corso della conferenza stampa - le iniziative che si sono susseguite in queste settimane contro l'assegnazione diretta: dal question time del Pdl, alla richiesta di un referendum da parte dell'Udc, alla conferenza stampa di Pdl e Udc al bar Enrico, alle dichirazioni degli Amici di Pisa".

"In un periodo di drammatica crisi economica e sociale - obiettano con forza le associazioni all'unisono - com'è quello attuale e a solo un anno dalle prossime elezioni amministrative, il sindaco ha dato una chiara indicazione sul suo modello di amministrazione: sceglie di chiudere la porta in faccia alla partecipazione dal basso, alla cittadinanza attiva e all'autogestione degli spazi pubblici, per mantenere e rinsaldare piuttosto alleanze ed equilibri politici che convergono sempre più a destra e privando ancora Pisa delle tante attività gratuite che offriva Rebeldia, dalla palestra, al supporto ai migranti, ad iniziative culturali accessibili economicamente da parte di tutti".

Le associazioni tengono a sottolineare come da parte loro siano stati rispettati i patti, lasciando via Battisti, e come ciò non sia avvenuto di contro da parte del Comune: "Nonostante tutto questo, il Progetto Rebeldia, pur da un anno senza uno spazio, ha sempre cercato il dialogo e il confronto, lavorando in modo chiaro e alla luce del sole, al fianco di tecnici seri e riconosciuti, per dare all'Amministrazione comunale tutti gli strumenti formali per percorrere la strada migliore, che avrebbe fatto vincere tutta la città: l'assegnazione diretta, soluzione davvero trasparente, pienamente legittima e praticabile da subito".

"Purtroppo oggi - insistono le associazioni riuniti sotto il Comune intorno a un grande striscione con sopra scritto: "Assegnazione diretta" - constatiamo ancora una volta che non ci sono né la volontà né, soprattutto, il coraggio politico di rispettare l'impegno preso di assicurare uno spazio e la continuità delle attività del Progetto Rebeldia: a dispetto di tante belle parole, il Sindaco Filippeschi non vuole che quelle stesse associazioni, di cui ha spesso pubblicamente tessuto le lodi, siano davvero nella condizione di continuare a vivere. In questo modo il sindaco ha deciso quali sono le sue vere priorità. Chi in questa città ha diritto di esistere e chi invece non ne ha".

A fronte di questa nuova chiusura però tutte le associazioni del Progetto Rebeldìa non demordono e rilanciano, chiedendo ancora una volta e più di prima a tutta la città di farsi sentire: "Ci dispiace deluderlo. Facciamo da subito un appello a tutta quella città che ci ha sostenuto in questi anni perché faccia sentire la propria voce e la propria indignazione, con l'auspicio che il sindaco riprenda in considerazione l'ipotesi e proceda subito all'assegnazione. Intanto il Progetto Rebeldía continua il suo cammino con la serietà e la trasparenza che ci contraddistingue".

E sono tante gli esponenti di partiti, associazioni e movimenti venuti sotto il Comune a esprimere la propria solidarietà al Progetto Rebeldìa, contestando la chiusura da parte dell'amministrazione comunale.

Tra questi il consigliere Sandro Modafferi, a nome di Sinistra Ecologia e Libertà prende la parola, commentando seccamente quanto accaduto con queste parole: "La decisione del sindaco e dell'amministrazione è stata vergognosa sotto tutti i punti di vista. Noi pensiamo, invece, che c'erano tutte le condizioni sia politiche sia amministrative per andare all'assegnazione diretta, che, lo tengo a sottolineare, non è un privilegio o un danno a qualche altra associazione, ma il riconoscimento degli accordi siglati ormai un anno fa, tanto più che lo spazio di Via Andrea Pisano, fu individuato e proposto alla stessa amministrazione che ribadiva di non avere spazi a disposizione, proprio dalle associazioni del Progetto Rebeldìa per riqualificarlo e restituirlo alla città".

"Questa decisione - conclude Modafferi - crea una frattura nei rapporti politici che avrà delle ripercussioni anche nelle eventuali e future alleanze per il governo della città. Una frattura che speriamo che possa essere sanata con un ripensamento da parte del sindaco e dell'amministrazione su questa decisione".

Solidarietà alle associazioni e critiche all'amministrazione arrivano anche da Rifondazione Comunista per bocca del suo segretario provinciale, Luca Barbuti: "Siamo all' ennesima furbizia dell'amministrazione comunale pisana. Dopo non aver rispettato in questo anno e mezzo gli impegni presi con le associazioni del Progetto Rebeldìa, Filippeschi rimanda di nuovo la data di ripresa delle attività delle associazioni, manifestando un chiaro disinteresse rispetto al percorso che Rebeldia con caparbietà sacrificio e correttezza ha costruito in questo anno dopo il volontario abbandono dei locali di via battisti per consentire l'inizio dei lavori del progetto Sesta Porta".

"Una città piena di assegnazioni dirette - insiste il segretario provinciale del Prc - preparate su misura per soggetti legati a doppio filo con questa amministrazione, oggi invece è spettatrice di una negazione di esistenza, di produzione di iniziative sociali, sportive e di spettacolo prodotte da associazioni che propongono una città diversa da quella voluta dall'amministrazione Filippeschi. Ed è per questo motivo, solo per questo motivo che, come è possibile leggere nel documento consegnato ieri, il diniego, dietro argomenti pseudo-giuridici, avviene solo su base politica.

"Rebeldia è ormai evidente - conclude Barbuti - che fa paura per quello che è e che rappresenta per una amministrazione legata solo ai poteri forti di questa città".

A sostegno dell'operato del sindaco si schierano, invece con una nota congiunta i quattro partiti della maggioranza (Pd, IdV, Lista civica e Socialisti). Le forze politiche che sostengono Filippeschi sostengono il percorso fatto su via Andrea Pisano non citando però mai le associazioni del Progetto Rebeldìa come soggetto in causa, un'omissione che evidentemente è una scelta, e ribadendo che "la decisione di procedere ad un bando è corretta e utile ad assicurare alla città un esito trasparente ed inoppugnabile sotto il profilo della correttezza amministrativa. Sarebbe controproducente trasformare una questione procedurale in una questione politica, per questo ci rivolgiamo ai soggetti interessati a questa crescita affinché partecipino al bando".

 

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori