Sciopero ieri per l'intero turno al Carrefour indetto dalla Filcams, Fisascat e Uiltucs. Oggetto della protesta la decisione da parte dell'azienda di tenere aperta la struttura, effettuando così un'ulteriore apertura domenicale, contravvenendo a quanto deliberato dall'amministrazione comunale. Lla concertazione con le parti sociali svoltasi il 18 gennaio scorso, infati, conteneva il calendario che prevede in quali domeniche gli esercizi commerciali possano effettuare le aperture in deroga.
"I comuni dell'area vasta pisana - spiegano i sindacati - hanno stabilito che per il 2012 le aperture domenicali saranno 15 più le aperture del mese di dicembre, ma durante l'attesa di questo accordo, le aziende hanno potuto approfittare della vacanza di decisione per il mese di gennaio, tanto che proprio l'iper Carrefour ha già effettuato aperture non concordate il 6, 8 e 15 gennaio".
"Per il 2012 - proseguono - quindi, l'ipermercato de "La Fontina" si è garantito una fetta maggiore di aperture rispetto alla concorrenza, poiché l'ordinanza comunale fa iniziare il calendario dal mese di febbraio, consapevole che in gennaio le aperture comunque ci sono state. Nonostante questa situazione oggi sia regolata da un atto dell'Amm. Comunale di San Giuliano Terme e nonostante le assemblee dei lavoratori avessero chiesto di rispettare le decisioni del Comune, Carrefour ha deciso di accaparrarsi un'altra apertura domenicale".
Da qui è scattata la protesta e la decisione di proclamare la sciopero.
"Siamo preoccupati della scelta - ribadisce la RSU - che non tiene di conto nemmeno dell'accordo sulla mobilità siglato il 20 settembre scorso al Ministero del lavoro, dove l'azienda per la programmazione del lavoro domenicale fa riferimento alla delibera che per il 2012 sarebbe stata emessa da Comune di San Giuliano Terme. Questa azienda vuole contenere i costi, ma pur di aprire la domenica è disposta a pagare il lavoro interinale e la sanzione che il Comune farà a coloro che non rispettano le ordinanze: in questo modo si sperperano risorse inutilmente".
"Pensiamo - concludono i sindacati - che sia infruttuoso per le aziende accanirsi a stare sempre aperti, lo dimostrano i magri incassi che nelle scorse occasioni hanno realizzato, a causa della sempre minore disponibilità di spesa che le famiglie hanno. Non si tratta di fare le barricate, si tratta di rispettare le regole affinché siano garantiti servizi e allo stesso tempo diritti di chi lavora nel commercio".
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