Sempre più complessa e difficile da decifrare la situazione finanziaria, ma anche politica, all'interno del Comune di San Giuliano Terme a fronte non solo dei tagli governativi ma anche di una situazione di bilancio che ha portato l'amministrazione a decidere di non rispettare il patto di stabilità, anche se ancora l'esatto ammanco, in altre parole "il buco", non è stato quantificato.
E che il quadro non sia per nulla semplice lo dimostra la relazione presentata negli scorsi giorni alla prima commissione consiliare dall'assessore al bilancio, Franco Pizzi, che però non chiarisce ancora con esattezza tale aspetto e le cause per cui si è determinato, soffermandosi invece sul pacchetto di provvedimenti che l'amministrazione intende prendere per provare a uscire da questa situazione difficilissima e che saranno discussi nel consiglio comunale che si svolgerà il prossimo giovedì, 26 gennaio, a partire dalle ore 21:15.
In base alla relazione dell'assessore due sono gli interventi prioritari da mettere in atto: la vendita delle farmacie "con un introito previsto che va dai 3,5 ai 4 milioni di euro" e "il perfezionamento dell'operazione di vendita dell'ex-albergo Terme, per circa 4,5 milioni di euro". Al riguardo le opzioni in campo sono due: o la vendita a Geste o a un soggetto terzo, ma si tratta di un'alienazione non semplice, soprattutto se venisse seguita la prima strada.
"Con queste due operazioni straordinarie - spiega l'assessore - non solo si mette in sicurezza il risultato di bilancio del 2012, il rispetto del patto di stabilità e un adeguato flusso di cassa ma di fatto si consente anche un sostanziale miglioramento dei debiti correnti pregresssi di Geste, migliorando sensibilmente anche quella del Comune".
Un intervento con cui il Comune recupererebbe quindi circa 8 milioni di euro, ma il dato che non può non destare attenzione e la precisazione che l'assessore fa al riguardo: "Le due operazioni straordinarie serviranno per le sistemazioni delle situazioni pregresse ma bisogna accompagnare tutto questo con azioni ordinarie". Un campanello d'allarme evidente anche su quale sia l'entità della difficoltà finanziaria dell'ente.
E se le "situazioni pregresse" si pensa di affrontarle così, per le azioni ordinarie l'assessore annuncia "l'aumento in modo strutturale delle entrate del Comune attraverso adeguamenti di tariffe, nuove imposte non a carico dei residente, e le imposte a carico dei residenti".
Pizzi individua nella sua relazione anche altri campi di intervento quali la "diminuzione in modo strutturale delle spese del Comune", "l'attuazione del piano delle alienazioni previste".
Un capitolo ad hoc riguarda poi la "revisione strutturale della società Geste" per cui si prevede "la trasformazione di alcuni servizi, la nascita di società di scopo con l'ingresso di partner privati, la vendita del 95% della società Farmacie; il conferimento di alcuni servizi in altre società esistenti o ricerca per questi di soci privati". "Per il 2012 - si legge nella relazione - abbiamo previsto sul bilancio di previsione le risorse utili per far chiudere il bilancio di Geste in pareggio, Ma il 2012 dovrà essere l'anno in cui nasce una nuova società che abbandona alcuni servizi (trasporto scolastico, farmacie, sport), in altri si trasforma (mensa) tramite l'ingresso di soci privati e tramite la fusione con altre realtà a noi limitrofe"
L'assessore annuncia anche una "revisione" della struttura dello stesso ente comunale con una "riduzione della spesa del personale e il ridimensionamento in relazione al numero dei dirigenti, e delle posizioni organizzative". Pizzi spiega nella relazione che "si andrà verso una significativa riduzione dei servizi gestiti direttamente: amministrativo-governo e tecnico" e "la grande partita la giocheremo sui servizi gestiti tramite partecipate".
Per le attività manutentive una "prospettiva positiva può essere intravista tramite la creazione di società con un partenariato esterno".
Di tutto questo si discuterà al prossimo consiglio comunale ma pesanti critiche alla relazione dell'assessore vengono già dai consiglieri di Sinistra Unita per San Giuliano, Claudio Bolelli e Marco Carioni: "Il documento elude ogni e qualsiasi richiesta di spiegazione circa i motivi per i quali solo nel mese di dicembre l'Amministrazione Comunale si è accorta di aver sforato il patto di stabilità per l'anno 2011 e prospetta per il futuro ricette generiche che eludono non solo i problemi posti dalla gravità della crisi e la necessità di ridefinire una politica amministrativa diversa, ma che addirittura contraddicono in modo palese quanto più volte ribadito dal Sindaco riguardo alla necessità di chiarire come e perché si è arrivati al punto di non poter far fronte agli impegni economici del Comune".
"Del tutto carente - proseguono - è un esame autocritico delle scelte passate, che è il necessario presupposto per un rilancio dell'iniziativa del Comune su basi nuove. Il Sindaco aveva promesso trasparenza e indicazione precisa delle responsabilità politiche e tecniche che hanno causato la situazione attuale: da quanto si legge nella relazione alla Commissione, né l'una né l'altra promessa sono state a oggi mantenute".
E critiche sull'operato dell'amministrazione vengono anche dai Cobas: "Il patto di stabilità non rispettato al Comune di San Giuliano Terme si spiega non solo con i feroci e iniqui tagli del Governo ma con scelte incondivisibili (o scriteriate?) della Giunta e del Sindaco Panattoni, acquisti di immobili tramutatisi in boomerang, spese operate per la immagine della Giunta e non per accrescere i servizi pubblici. L'abbandono del patto di stabilità (da noi definito una scure sui servizi pubblici) avrà conseguenze negative solo sui servizi, sul personale (nessuna assunzione nei prossimi anni anche nei settori dove la carenza di personale è palese), sulla cittadinanza".
"Da anni - conclude il sindacato - contestiamo le scelte operate dalla giunta in materia di servizi e di personale e sono proprio queste scelte che dobbiamo rimettere in discussione a partire dalle consulenze, dalla struttura organizzativa da cui poi derivano gli obbiettivi di erogazione di servizi e di ricerca di finanziamenti esterni (vedi regione o CEE), di progettazione interna al fine di ottenere finanziamenti, controllo sul territorio al fine di prevenire e scoprire l'evasione o l'elusione fiscale, tutto questo si ottiene solo con un piano di formazione e qualificazione del personale sopratutto in un momento come questo in cui è impossibile assumere".
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