La Toscana è la prima regione italiana per consumo di antidepressivi, e, dal 2001 al 2010, l'utilizzo di tale tipo di farmaci rimborsato dal servizio sanitario nazionale è aumentato sul territorio di circa il 100%. Questi alcuni dei risultati di una indagine in Toscana effettuata dall'agenzia regionale della sanità, che oggi verranno illustrati nel corso di un convegno in programma a Firenze nell'auditorium della Cassa di Risparmio.
Secondo l'indagine, aggiornata con i dati del 2009, dopo la Toscana al secondo posto tra le regioni per consumo di antidepressivi c'é la Liguria, seguita dall'Emilia Romagna. All'ultimo posto, invece, la Campania. "Ovviamente il largo utilizzo di questi farmaci porta ad un minor ricorso al ricovero", ha spiegato stamani, presentando i dati, il direttore dell'agenzia Francesco Cipriani.
Quanto al dato toscano, Cipriani ha aggiunto che "esiste un picco nel consumo di antidepressivi nell'area della lucchesia e sulla costa, legato a cause tuttora da chiarire". Tra gli altri dati emersi dalla ricerca, c'é infatti la diminuzione, in regione, dei ricoveri in strutture ospedaliere per "patologie mentali", in favore di trattamenti in day hospital (nel 2010 +9% rispetto al 2002). In calo, poi, il fenomeno dei suicidi nel ventennio 1988-2008, con una riduzione da 314 casi a 263 (-4%).
Nel 2010, secondo lo studio, sono state circa 78mila le persone (2% popolazione regionale) che hanno fatto ricorso ai servizi di "salute mentale": tra questi, circa 54mila maggiorenni e 23mila minorenni. Complessivamente, nel 40% dei casi si è trattato di nuovi pazienti.
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