Crescono oltre le previsioni gli occupati in Toscana nei primi tre trimestri del 2011: secondo i dati del rapporto 2011 sul mercato del lavoro, realizzato dall'Irpet e dalla Regione, il saldo positivo è di 23 mila occupati, mentre i disoccupati flettono di cinquemila unità.
Dall'inizio della crisi, nel 2008, la Toscana ha però perso finora 19 mila posti di lavoro. Nel primo semestre dell'anno il saldo regionale tra avviamenti e cessazioni nel lavoro dipendente (+30 mila posizioni totali) è migliore di quello riscontrato in Veneto, Lombardia, Piemonte.
"L'economia toscana della piccola impresa, anche fortemente assistita dagli ammortizzatori sociali, ha mostrato una capacità di resistere di fronte alla crisi più grave dal dopoguerra", ha affermato il direttore dell'Irpet Stefano Casini Benvenuti, segnalando che "il nostro manifatturiero è riuscito a recuperare, sul fronte dell'export, più di quanto non abbiano fatto altre regioni", e ricordando che "sono aumentate tutte le forme di lavoro più precario fra gli stranieri, le donne e i giovani che sono stati quelli colpiti più pesantemente da questa situazione".
Infatti anche nei primi nove mesi del 2011 l'occupazione giovanile soffre e si conferma penalizzata dal mercato del lavoro: nella fascia di età fra i 25 e i 34 anni si registra un calo del 2,5%, mentre per gli under 25 il calo è del 5,8%, con un tasso di occupazione che sfiora il 21,3%, mentre quello di disoccupazione sale al 25,3%. Le donne, più colpite nella fase iniziale della crisi, mostrano una tendenza al recupero lievemente superiore rispetto a quella degli uomini (+1,1% a fronte di un +0,6%).
Anche per quanto riguarda la disoccupazione, si registra un calo più marcato fra le donne (-12,5%) rispetto agli uomini (-6,7%). C'é in Toscana una presenza forte di contratti atipici, che rappresentano circa l'11% degli occupati complessivi: con la debole ripresa di inizio 2011 gli atipici sono tornati ad aumentare, in particolare fra gli uomini. In leggero aumento risulta anche la galassia dei lavoratori autonomi, dai collaboratori (+13), ai lavoratori in proprio (+1,2), fino ai liberi professionisti (+1,2).
"La Regione continuerà a fare la sua parte" ha affermato l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, che ha ricordato gli interventi a favore del sistema produttivo e quelli per sostenere autonomia e auto imprenditorialità di giovani e donne.
"Sommati insieme - ha spiegato - mettono a disposizione circa 110 milioni di euro per l'innovazione, il sostegno alla ricerca e alla competitività, e aiuti per le aziende che cercano una migliore collocazione sui mercati mondiali. Ne abbiamo dato annuncio poco prima di Natale e oggi siamo ai primi atti concreti, come il bando per l'internazionalizzazione, che mette in campo contributi per 10 milioni, pubblicato a fine dicembre e operativo dalla scorsa settimana".
Per la Toscana un 2011 "senza crollo", ma c'é "grande preoccupazione per il futuro". Questo è stato, invece, il commento del presidente della Toscana Enrico Rossi. "Nella nostra Regione fino all'autunno del 2011 le ripercussioni sulla disoccupazione sono risultate attenuate rispetto ad altre realtà del paese. Con questo non ci si può autoconsolare, perché negli ultimi mesi abbiamo assistito a un raffreddamento della ripresa e a questo si aggiungono le prospettive recessive per il 2012. Le liberalizzazioni sono necessarie ma non bastano. Bisogna dare lavoro: questo è il problema di fondo. Perciò occorrono più investimenti in infrastrutture, devono riprendere i consumi, attraverso sgravi fiscali sul lavoro dipendente e togliendo alle Regioni ed Enti locali i vincoli del patto di stabilità, si devono attivare politiche industriali per salvare e rilanciare l'apparato produttivo".
"E poi - ha concluso Rossi - si dovrebbe finanziare la realizzazione di piccole e medie opere in settori strategici o di grande utilità. Penso ai tantissimi interventi sul riassetto idrogeologico, sulla messa in sicurezza delle scuole e così via. I finanziamenti per fare tutto ciò possono essere trovati in Europa, presso la Cassa depositi e prestiti o, se ci sarà bisogno, con una patrimoniale sulle grandi ricchezze del Paese. Per quanto ci riguarda stiamo facendo fino in fondo la nostra parte ma occorre una svolta anche nelle politiche nazionali".
A tenere banco sono quindi le possibili iniziative del governo sul fronte del lavoro, a partire dalla possibile eliminazione della Cassa integrazione straordinaria, cosa che determinerebbe "un'ulteriore caduta della tenuta sociale".
"Sono preoccupato - ha detto al riguardo l'assessore Simoncini - per quanto uscito ieri dall'incontro tra il ministro Fornero e le parti sociali, in particolare per quanto riguarda la ventilata ipotesi di superare la Cig straordinaria, che rischia di determinare un'ulteriore caduta della tenuta sociale".
Secondo l'assessore regionale infatti "bisogna salvare l'Italia, ma anche gli italiani, e quindi dobbiamo mettere in campo politiche della crescita che rilancino lo sviluppo, ma al tempo stesso continuare a tutelare coloro che stanno vivendo una situazione di difficoltà".
Posizione condivisa da Daniele Quiriconi, segretario regionale della Cgil Toscana che afferma che "se si applicasse la ricetta Fornero in Toscana ci sarebbero 15 mila disoccupati in più". Per Quiriconi, occorrerebbe "una riforma complessiva di tutti gli ammortizzatori, per mettere tutti i lavoratori sullo stesso piano". Se invece "si dice che non ci sono soldi - ha aggiunto - per riformare tutto il sistema degli ammortizzatori, e si parla sic et simpliciter di abolizione della Cig straordinaria, questo provoca un disastro. E' una tesi insensata: la Cig straordinaria é finanziata da lavoratori e imprese quasi per intero. Si potrebbe discutere di come far compartecipare le imprese alla Cig in deroga, che è totalmente a carico della fiscalità generale".
"Non credo che questa ipotesi farà molta strada - ha concluso Quriconi - in una situazione di crisi è fuori bersaglio".
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