Avere un parco in una città è l'aspirazione di tanti a Pisa, un'aspirazione che in questi mesi si è trasformata in una campagna serrata da parte di associazioni ambientaliste e comitati di cittadini, tra cui Legambiente, Lipu, Mosquito, Comitato per l'Acquedotto Mediceo e il WWF, perché nella zona compresa fra via Bargagna e via Cisanello si realizzi il Parco urbano di Cisanello, come indicato nelle previsioni definite nel Piano Strutturale della città.
Una proposta che sembrava potesse trovare forza e concretezza dopo l'annuncio da parte della stessa provincia, proprietaria dell'area, di rinunciare alla costruzione della nuova sede su quei terreni. Ma ancora una volta non sembrano mancare le sorprese e gli ostacoli. A chiedere chiarimenti e a lanciare un allarme sono tutte le associazioni promotrici della campagna dopo il nuovo recente annuncio da parte della Stella Maris di voler spostare le sue strutture proprio nella zona, tra Via Cisanello e Via Bargagna.
"Nell'interesse di tutti - si legge in una nota - crediamo che gli amministratori facciano chiarezza in merito a quali reali esigenze ruotano intorno a quell'area. Anche lo spostamento della Stella Maris, che pur appare assolutamente logico vista la vicinanza con il nuovo polo ospedaliero di Cisanello, presenta infatti qualche aspetto poco chiaro: nella variante urbanistica approvata nel 2009 infatti, si era prospettata la possibilità di inserirla all'interno del vicino complesso in costruzione "Parco delle Torri" (Scheda norma 7.4), salvo poi ripensarci a cose fatte e cancellare tutto con una determina del 23 Luglio 2010".
Da qui la precisa domanda che le associazioni pongono all'amministrazione comunale chiedendo una risposta : "E' lecito chiedere il perchè di questa indecisione, e in ogni caso si potrebbe fare una verifica di spazi alternativi a quelli del Parco di Cisanello".
Ma i problemi posti non riguardano solo le questioni urbanistiche ma anche la partita di interessi economici che ci sono su quell'area e in particolare quali sono a riguardo le reali strategie che l'amministrazione provinciale, in quanto proprietaria, intende seguire.
E su questo aspetto si chiedono alcuni chiarimenti: "Si dice che qualcosa andrà costruito (anche oltre la Stella Maris) perché la Provincia deve rientrare della spesa di circa 4 milioni sostenuta per l'acquisto dei terreni: fare chiarezza su questa cifra è importante, perché determina la quantità di edificazione 'necessaria' a rientrare nell'investimento. Leggendo l'ultimo bilancio della "Immobiliare Pisa 2001 S.r.l." società controllata dalla Provincia di Pisa e proprietaria dell'area, i terreni sul quale dovrebbe nascere il Parco sono computati alla voce rimanenze con un valore di Euro 1.616.301. A cosa sono dovuti i 2,4 Mil di euro necessari ad arrivare ai suddetti 4 Mil?".
Da qui le associazioni chiedono alla Provincia di Pisa, "nell'ottica della trasparenza e della partecipazione, di informare i cittadini delle reali spese sostenute per l'acquisto dei terreni e di come si pensa di pareggiare il bilancio salvaguardando la destinazione pubblica dell'area".
"Sottolineiamo anche - proseguono - che a nostro avviso la Provincia potrebbe decidere di investire delle proprie risorse (in questo caso già spese, quindi rinunciando a recuperarle per intero) nella realizzazione di un grande parco urbano per la città, si tratterebbe di una spesa a beneficio di tutti i cittadini, non certo di uno spreco".
La partita in gioco riguarda quindi la democrazia, la partecipazione, l'utilizzo che si intende fare del territorio e le sue possibili valorizzazioni. Da qui l'appello finale da parte di Legambiente, WWF Pisa, Mosquito, Lipiu e Salviamo l'acquedotto mediceo di Pisa ad "un maggior sforzo da parte di Comune e Provincia di aprire la discussione sulle scelte che verranno fatte su quei terreni alla città, e di istituire un apposito percorso di partecipazione con la finalità specifica di individuare la migliore soluzione possibile e le linee guida di progettazione del nuovo Parco Urbano".
La domanda è se questo appello verrà raccolto e se vi saranno delle risposte per chiarire le decisive questioni poste da Legambiente sia sulle reali intenzione urbanistiche che ha il comune su quell'area sia sulla partita finanziaria su quei terreni di cui è responsabile, invece, la Provincia.
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