Il 27 gennaio ricorrerà
il XII Giorno della Memoria, istituito nel 2000 dal Parlamento
italiano e nel 2005 dall'ONU, per ricordare le vittime del nazismo,
del fascismo e dell'Olocausto, oltre a tutti coloro che, a rischio
della propria vita, hanno protetto i perseguitati.
Anche Pisa non dimentica,
ricordando anzi ancora una volta la "disumanità del nazismo
e del fascismo, che hanno calpestato la dignità dell'uomo
per la diversità di cultura, religione, politica e
orientamento sessuale. Ma perché la memoria di tutti possa
ricordare, deve essere sempre alimentata attraverso testimonianze e
narrazioni, da interiorizzare e continuamente attualizzare", come
ha affermato Marilù Chiofalo (assessore alla Città dei
Valori, della Memoria, Cultura della Legalità)
Proprio a tal fine nei prossimi
giorni si terranno numerose iniziative, promosse dal Comune di Pisa
insieme a istituzioni scientifiche e associazioni. Il Sindaco Marco
Filippeschi ambisce a parlare "a un mondo più vasto, con
eventi dalla portata lunga ed esemplare, che siano validi per sempre
nella lotta contro ogni razzismo, temi che, in un mondo di sfide e
rivolgimenti, acquistano valenza attuale". Segnali forti "in
grado di coinvolgere tutta la città, facendo leva sull'impegno
civico", coinvolgendo le scuole nelle iniziative.
La mattina del 27 gennaio a San
Rossore verrà inaugurata la targa in memoria delle Leggi
Razziali firmate proprio a San Rossore il 5 settembre del 1938. In
tale occasione verrà consegnata la Medaglia della Città
di Pisa allo scrittore e drammaturgo israeliano Abraham B. Yehoshua.
Alle 12 nel Cortile della
Sapienza verrà scoperta una targa a perenne ricordo di
Ebrei ed Ebree sottratti dalle leggi razziali, nel silenzio di
troppi, agli studi, alla docenza e alla ricerca. Sandro Paci
(prorettore dell'Università di Pisa) ricorda una visita
fatta ad Auschwitz, durante gli anni di Liceo, sottolineando come
tale esperienza abbia per lui sancito il passaggio "dalla
spensieratezza del liceo alla consapevolezza della vita" e auspica
che la targa, apposta per qualche giorno davanti all'Aula Magna
Storica per essere murata poi nel Cortile storico, possa essere
visibile a chiunque sia di passaggio.
Stesso obiettivo prefisso anche
da Maria Chiara Carrozza (Direttore della Scuola Superiore
Sant'Anna), nella speranza che attraverso questa collaborazione tra
le istituzioni, "sia risvegliata l'attenzione dei cittadini,
arrivando a suscitare un dibattito che dalla memoria porti alla
storia".
Alla Scuola Normale Superiore,
il pomeriggio del 27 gennaio, verrà conferito il
Perfezionamento Honoris Causa ad Abraham B. Yehoshua. Come sottolinea
Fabio Beltram, direttore della Scuola, "si è scelto di
conferire l'onorificenza proprio il 27 gennaio, per rafforzare
l'importanza del Giorno della Memoria, dandole anche una valenza
nazionale, grazie alla presenza di Yehoshua, uno degli scrittori
israeliani più noti, non solo per i suoi scritti, ma anche per
la sua attività di docenza e la sua partecipazione politica e
culturale, che verrà insignito di un Diploma che raramente
nella storia della Scuola Normale è stato concesso."
Tra le varie iniziative anche la
mostra "Avvocati senza diritti" organizzata dal Consiglio
dell'Ordine degli avvocati di Pisa, mentre il 30 gennaio, presso la
Domus Mazziniana, verrà presentato il volume di Carlotta
Ferrara Degli Uberti "Fare gli ebrei italiani. Autorappresentazioni
di una minoranza (1861-1918)"
Anche al Cinema Arsenale la
programmazione sarà ispirata al tema della Memoria, con
la proiezione del film "Arrivederci ragazzi" di Louis Malle
e "La chiave di Sara" di Gilles Paquet-Brenner, film basato
sul ricordo, in una dialettica tra passato e presente.
Guido Cava, presidente della
Comunità Ebraica di Pisa, accoglie le iniziative con
immenso piacere, ringraziando di cuore gli aderenti nonché
gli organizzatori, lieto non sia dimenticata "la guerra infame".
Classe 1930, ricorda commosso come nel 1938 fu costretto dalle Leggi
Razziali ad abbandonare la scuola, senza porsi troppe domande,
senza la possibilità di capire. Ma adesso è soddisfatto
che sia finalmente squarciato il "drappo nero che dal 1945 agli
anni Novanta ha ricoperto la storia".
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