26/01/12 08:48 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Cambio di vertici al Don Bosco, clamorosa protesta di agenti e ispettori di polizia penitenziaria 0

Ieri a fine turno sono rimasti in carcere "autoconsegnandosi" e rinunciando ai pasti forniti dalla mensa interna della casa circondariale. Motivo scatenante della protesta il fatto che il direttore e il comandante degli agenti penitenziari sono stati rimossi dall'incarico e destinati altrove dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria dopo l'evasione dei due detenuti avvenuta il 9 gennaio scorso

Bcf0e2978dff45afed847fd6e9996bde

Clamorosa protesta di agenti, sovrintendenti ed ispettori di polizia penitenziaria di Pisa, che ieri, a fine turno, sono rimasti in carcere, "autoconsegnandosi" e rinunciando ai pasti forniti dalla mensa interna della casa circondariale Don Bosco.

Motivo scatenante della protesta il fatto che Ii direttore e il comandante degli agenti penitenziari del carcere di Pisa sono stati rimossi dall'incarico e destinati altrove dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria dopo l'evasione dei due detenuti, entrambi già arrestati, avvenuta il 9 gennaio scorso.

E i sindacati hanno immediatamente contestato la scelta proclamando lo stato di agitazione al quale ieri ha aderito, secondo fonti sindacali, oltre il 90% del personale.

"Il direttore Santina Savoca e il comandante di reparto Marco Garghella - spiega Francesco Perrone, segretario provinciale del Sinappe - sono stati destinati ad altro incarico e da Sanremo è arrivato un nuovo direttore a Pisa. E' una decisione che non condividiamo perché scarica su due persone le responsabilità dell'amministrazione circa le carenze di sicurezza dell'istituto, mentre i sindacati a turno denunciano da mesi le inadeguatezze dei sistemi di sorveglianza insieme ad altre criticità".

La protesta è stata indetta anche da Sappe, Osapp, Cgil, Cisl e Uil che in una nota congiunta sottolineano che questi problemi "sconosciuti ai vertici regionali e centrali dell'amministrazione, che, in più occasioni, si sono limitati a formali visite di cortesia, senza incidere per nulla sulle criticità manifestate".

Ma uno dei problemi più urgenti che si trascina da tempo e che non è stato risolto è il mancato funzionamento dei sistemi di allarme e in particolare della sala regia dell'istituto, fuori uso anche durante l'evasione avvenuta nel luglio 2010. "E cosa fa l'amministrazione? - si chiedono i sindacati - Anziché adoperarsi per garantire la perfetta funzionalità della sala regia, individua degli agnelli sacrificali da immolare sull'altare delle proprie mancanze".

Ad esprimere tutta la propria preoccupazione per la situazione che vi è all'interno della struttura soprattutto per il sovraffollamento è anche il segretario generale della Cisl Gianluca Federici: "il carcere don Bosco scoppia. Dovrebbe ospitare non più di 225 detenuti, ne ospita oggi 380 (di cui 337 uomini e 43 donne). Gli agenti, al contrario, sono pochi. Un decreto ministeriale del 2001 prevedeva che il don Bosco fosse sorvegliato da 254 persone, 228 uomini e 26 donne. Oggi invece ha in dotazione 188 agenti (157 uomini e 31 donne). E di questi, 26 sono stati distaccati in altri istituti, mentre da altre case circondariali al don Bosco sono arrivati appena due agenti. La carenza di personale del corpo di polizia penitenziaria, in alcuni turni, costringe un singolo operatore ad occuparsi contemporaneamente di più reparti".

"Sapete cosa significa questo? - domanda il sindacalista. Che alcuni reparti non sono presidiati costantemente, ma solo attraverso una ‘vigilanza dinamica'. Il personale lavora in condizioni difficili: non tutte le strutture sono in sicurezza".

Da qui l'appello di Federici alle amministrazioni locali di "farsi carico, insieme, della situazione del don Bosco".

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori