26/01/12 07:39 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Gruppo Bassilichi, i lavoratori dicono "sì" all'accordo integrativo 0

Al voto referendario il 62,7% dei dipendenti. Il via libera all'intesa passa con il 96% delle preferenze

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I lavoratori del gruppo Bassilichi hanno approvato in questi giorni con il 96.01% dei voti l'integrativo aziendale. Su 760 aventi diritto, i votanti sono stati 477, pari al 62,7% sul totale dei lavoratori.

I "SI" hanno stravinto con 458 preferenze, ovvero il 96,01%. Nel caso dello stabilimento di Pisa (le altre sedi sono quelle di Milano, Bologna, Roma, Firenze e Siena), hanno votato in 47 su 51 e i "SI" sono stati 43, pari al 91,4%.

Daniele Calosi, coordinatore nazionale Fiom Cgil Bassilichi, ha commentato positivamente il risultato referendario al termine dello scrutinio: "Siamo molto soddisfatti di questo risultato. L'accordo integrativo aziendale è stato siglato in dicembre dopo 10 mesi di trattative e ci ha permesso di ottenere migliori tutele per i lavoratori sia dal punto di vista del welfare che delle relazioni sindacali, e un riconoscimento economico significativo. I lavoratori hanno premiato il nostro sforzo. Questo risultato dimostra che il referendum, indetto unitariamente con regole chiare e condivise, è uno strumento che permette ai lavoratori di esprimere democraticamente il proprio giudizio".

Anche il direttore generale di Bassilichi Spa, Leonardo Bassilichi, ha espresso soddisfazione per l'approvazione da parte dei lavoratori del nuovo contratto integrativo triennale.

"Siamo soddisfatti del traguardo raggiunto - ha dichiarato in una nota - che rappresenta l'ennesima tappa di un percorso che ci ha visto nel corso degli anni collaborare proattivamente con le organizzazioni sindacali per ricercare soluzioni in grado di garantire la tutela dei posti di lavoro e la crescita dell'azienda, che oggi conta circa 1.100 dipendenti a livello di Gruppo".

In particolare, ha aggiunto Bassilichi, "l'accordo, approvato ieri con la maggioranza del 96%, ci rende soddisfatti per due motivi: da un lato perché testimonia la grande coesione interna che contraddistingue da sempre la nostra azienda, dall'altro perché conferma che anche in periodi di crisi le parti sociali possono e debbono dialogare responsabilmente per arrivare a soluzioni concrete che riescano a coniugare migliori condizioni di lavoro con gli obiettivi di produttività".

 

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