Si radica anche a Pisa la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio. Secondo giorno di blocco dei tir che anche ieri hanno sostato lungo la rotatoria all'uscita di Ponsacco della Fi-Pi-Li. Un centinaio i mezzi coinvolti che ieri hanno deciso di "dividere" in 2 la protesta.
Mentre un'ottantina di mezzi sono rimasti all'uscita della strada di grande comunicazione, circa 30 autotrasportatori hanno condotto i loro i tir lungo la Tosco-romagnola, all'altezza di Fornacette, allestendo un altro punto di protesta. La strada è infatti una direttrice attraversata ogni giorno da molti dei camion che trasportano approvvigionamenti. Ecco dunque che qui i 30 tir hanno formato un altro punto di blocco per "invitare" i colleghi a fermare i loro mezzi e aderire alla protesta, lasciando invece proseguire gli automobilisti in transito.
Non nascondono di attendere con ansia l'incontro previsto al Ministero dei Trasporti fra il Governo e i rappresentanti dei camionisti. Un'attesa che però potrebbe non essere ripagata. Se l'incontro non darà i frutti sperati, annunciano, la protesta, e con essa i blocchi, andranno avanti fino a venerdì. Fra le ragioni della protesta anche i tempi di pagamento: "Molti di noi trasportano rifiuti per aziende legate alle pubbliche amministrazioni - dice Federico Grassi di Casciana Terme - ma poi veniamo pagati anche a 240 giorni. Mentre noi le rate del leasing dei mezzi o le riparazioni le dobbiamo saldare subito".
Dure le reazioni degli autotrasportatori aderenti al blocco nei confronti della presa di posizione della CNA: "La consideravo la mia organizzazione - ha commentato uno dei camionisti presenti al blocco - sono deluso da quest'assenza di consapevolezza rispetto ai problemi dei trasportatori".
A mettere in dubbio l'efficacia della protesta Giovanni Capecchi, presidente di CNA FITA Pisa, che potrebbe mettere a rischio il dialogo aperto con il Governo attraverso i tavoli di confronto. Sebbene, spiega in una nota, "le ragioni della protesta siano sacrosante, Cna Fita e le altre organizzazioni hanno già ottenuto un accordo preliminare col Governo e stanziamenti per 400 milioni da destinare a sostegno dell'interno comparto nazionale. Il momento del paese è difficile e non possiamo essere quelli che lasciano vuoti supermercati e distributori".
A Capecchi fa eco il coordinatore CNA FITA Pisa, Maurizio Bandecchi: "Sulla questione dei rincari del gasolio, dei risultati ci sono già. Parlo dei decreti che consentiranno alle imprese di recuperare l'incremento delle accise fin dal prossimo mese: le accise del 2011 saranno recuperabili già da febbraio - stiamo solo attendendo che l'Agenzia delle dogane predisponga il software per presentare le domande - mentre per quelle del 2012, come già previsto dal decreto sulle liberalizzazioni, sarà possibile il recupero trimestrale e non più annuale, com'era fino ad oggi. CNA Fita - conclude Bandecchi - non esclude a priori la possibilità di ricorrere al fermo per protestare, ma questo deve essere la ratio estrema di un dialogo e di confronto interrotto o inesistente, non di un confronto che è oggi in atto con il Governo".
Intanto, insieme alla protesta a Pisa arrivano anche le prime conseguenze del blocco dei tir che progressivamente sta interessando molte delle regioni di Italia.
Carburanti
Si aggravano in città e nei dintorni i problemi di rifornimento, anche in seguito al blocco che interessa il porto di Livorno. Dalla mattina di ieri hanno iniziato ad apparire i primi cartelli "tutto esaurito". Dopo il gasolio anche la benzina diventa difficilmente reperibile. A secco molti dei distributori di Pisa e dintorni. Compreso il distributore che rifornisce i mezzi delle Poste e Toscana Energia. Va meglio in via Emila, dove è stato possibile rifornire l'impianto grazie a un carico proveniente da La Spezia e dove ancora per un paio di gironi il carburante dovrebbe essere disponibile. Nessun rischio al momento per gli autobus della Cpt. Dall'azienda fanno sapere che per almeno 5 giorni hanno sufficienti riserve di carburante.
Supermercati
Meno grave la situazione nei supermercati. Sebbene ritardi inizino a verificarsi anche a Pisa nelle consegne, nessuno scaffale è drammaticamente vuoto. Come è facile immaginare le mancate consegne riguardano gli alimenti provenienti dal sud del paese. Frutta e verdure dunque, ma anche latticini.
Esselunga registra un meno 25-30% sulla consegna di prodotti freschi (in particolare agrumi, melanzane e verdure) e un calo analogo nel comparto dei latticini. Un meno 30% nelle consegne di frutta e verdura anche per i supermercati Coop.
Certo è che se il blocco persisterà, già da domani i primi "vuoti" potrebbero essere visibili fra i banchi del fresco e dei latticini.
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