Foto di Riccardo Romei L'inceneritore di Ospedaletto è ripartito, ormai da oltre un mese. A dirlo è la provincia di Pisa, tramite la dirigente dell'Ufficio Ambiente Laura Pioli, dopo che nella giornata di ieri il "caso" dell'ormai vecchio e problematico impianto è stato nuovamente sollevato dal Comitato Non Bruciamoci Pisa.
La linea 1 dell'inceneritore di Ospedaletto è ripartita il 30 novembre, e la seconda il 14 dicembre, dopo che erano state fermate ai primi di novembre a distanza di qualche giorno l'una dall'altra, a seguito di uno sforamento nei limiti di diossine registrato a fine settembre. Ma è proprio sull'intervallo fra la chiusura della prima linea, il 2 novembre, e la seconda, cinque giorni dopo, che il Comitato si è interrogato e ha domandato alla Provincia i relativi documenti.
I portavoce del Comitato Carlo Iozzi e Antonella De Pasquale, forniscono un resoconto degli atti in loro possesso: "Abbiamo chiesto i documenti relativi agli sforamenti nei limiti di diossina dello scorso 3 novembre. A presenziare alle analisi era presente anche Arpat che ha rilevato valori altissimi nelle diossine/furani pari a 0,7 ng/m3, quando il limite è 0,1 ng/m3. Dai risultati sembra che i filtri a manica, sostituiti lo scorso anno, non abbiano funzionato, ma anche che ci sia stato un problema di miscela dei rifiuti".
"Il 9 dicembre - proseguono - c'è un tentativo di riattivare la linea 2, ma non va a buon fine. Il 13 dicembre Arpat scrive al sindaco di Pisa e alla Usl per comunicare i risultati dello sforamento del 3 novembre, e per metterli al corrente del tentativo, da parte del gestore, di far ripartire l'impianto per il 19 dicembre. Lo stesso giorno in cui, curiosamente, i genitori dei bambini che frequentano l'Istituto Comprensivo Gamerra, in una lettera al Sindaco chiedono di sapere a quale rischio sono sottoposti i loro figli, lamentando troppa reticenza intorno a questioni ambientali di fondamentale importanza. Una lettera alla quale non è seguita alcuna risposta".
"A distanza di un mese - dicono ancora - non è stata inviata alcuna comunicazione dal gestore, né dall'amministrazione provinciale né dal Sindaco di Pisa rispetto al riavvio dell'impianto. Sappiamo che è ripartito e che stanno facendo tentativi con miscele diverse, ma la richiesta di superamento di questo impianto così come quelle di spiegazioni presentate dai genitori di chi frequenta la Gamerra, sono state totalmente inascoltate".
L'assessore provinciale all'Ambiente Valter Picchi si dice "non aggiornato" sulla questione, la stessa Geofor tace da settimane, e a rispondere è la dirigente dell'Ufficio Ambiente Laura Pioli. "Sono stati fatti tutti gli interventi - afferma - come proposti e approvati, e l'impianto è stato riattivato. E' stato effettuato il cambio dei fltri a manica relativi all'impianto di abbattimento, cui sono seguite le analisi che hanno dato esito positivo".
Per quel che riguarda le cause dello sforamento, la Pioli parla dell'ipotesi, già espressa da Geofor, di un'eccessiva frazione secca derivata da una raccolta differenziata sempre più alta: "Questo improvviso innalzamento della diossina, nonostante i filtri fossero vecchi di solo un anno, è probabilmente dovuto al tipo di rifiuto conferito. Stando a quanto dicono i tecnici della ditta esterna che sta studiando il fenomeno per conto di Geofor, il potere calorifico dell'indifferenziato che va all'inceneritore si è alzato, andando a deteriorare i filtri prima del previsto".
La soluzione ipotizzata, e sperimentata una prima volta lo scorso 5 gennaio, consiste in una diversa miscela di rifiuti che comprendano una maggiore percentuale di umido. "Non tutti i comuni serviti da Geofor fanno la stessa differenziata - spiega Pioli - chi fa il Porta a Porta ha una percentuale più alta di rifiuto organico nel differenziato e minore in quello indifferenziato. D'altra parte chi raccoglie ancora con i cassonetti trova una percentuale più alta di organico nell'indifferenziato. Ad oggi succede che alcuni comuni, quelli più vicini all'inceneritore, portano lì l'indifferenziato, e gli altri lo portano in discarica. I tentativi fatti riguardano quindi una diversa distribuzione dei flussi, dove quelli con più sostanza organica destinati alla discarica vengono invece indirizzati all'inceneritore e viceversa".
"Da quando è stata fatta questa ipotesi - afferma ancora - sono state iniziate una serie di prove in bianco, con rifiuto tal quale e con un mix di rifiuti, di cui la prima il 5 gennaio, per la quale si aspettano i risultati delle analisi. Successivamente ne verranno fatte altre, fino a individuare il valore di potere calorifico migliore per poter fare il mix giusto e indirizzarlo all'inceneritore".
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2012/01/27 12:01:47 Sergio Sabatini Gli inceneritori fanno finta di far sparire i rifiuti.
Essi, bruciando tutto, trasformano le sostanze in polvere sottili piccole e incontrollate come virus che galleggiano nell'aria. Queste nanoparticelle entrano in profondità nei nostri polmoni, passano nel sangue e si distribuiscono nel corpo. E come se non bastasse, le piante, compresi gli ortaggi, le catturano dai terreni inquinati facendole rientrare nel ciclo biologico.
Che fare? semplicemente non bruciare, ricordando le quattro R:
Riduzione alla fonte: meno imballaggi, meno consumismo, filiera corta ecc…
Riuso cioè: riparare, cedere, scambiare, barattare ecc…
Riciclo: separare con correttezza iniziando dalle famiglie per finire alle ditte di riciclo.
Recupero: le ditte costruttrici devono farsi carico di riprendersi i prodotti non più utilizzabili.
E di quel poco che dovrebbe rimanere? se non bruciato, ma messo in discarica controllata, perlomeno, avrà cessato di inquinarci i polmoni e minarci la salute.
Sarebbe un sogno vedere le stesse ditte che producono ed usano inceneritori, cambiare drasticamente metodo, regalandoci futuro migliore, a ripensarci, anche per i loro figli.