26/01/12 08:38 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Spargimento fanghi, l'inchiesta Pantalone 1 scuote la Provincia 0

Le indagini del Noe, grazie anche ad alcune intercettazioni telefoniche risalenti al dicembre del 2008, rilevano conversazioni tra Del Carlo, titolare della Delca di Lugnano e la funzionaria dell'Ufficio ambiente, Laura Cantiani, definendo l'atteggiamento di quest'ultima "compiacente" per la risoluzione di alcuni contestazioni ricevute dall'azienda che aveva violato le norme sullo spargimento dei fanghi. Dopo la pubblicazione su La Nazione di alcuni stralci delle intercettazioni immediato il trasferimento della funzionaria in un altro ufficio dell'ente

236947ffbcef7c1a5c32523dd8e5a4ac

Che cosa succede nella Provincia di Pisa? Una domanda che circola con sempre maggior insistenza viste le ultime vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo alcuni esponenti sia della la parte politica sia della parte amministrativa all'interno dell'ente.

Infatti dopo l'inchiesta sullo scandalo della Cermec, società pubblica di smaltimento rifiuti, dei comuni di Massa, Carrara e dell'ente Provincia, ed ErreErre, società di riciclo dei rifiuti controllata per il 51% da Cermec e per il 49% dalla Delca di Lugnano in provincia di Pisa che vede indagato l'assessore provinciale Valter Picchi a cui verrebbe contestato di aver partecipato alla presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa, una nuova "bomba" è esplosa all'interno del palazzo di Piazza Vittorio Emanuele.

E' di questi giorni, infatti, la decisione della stessa amministrazione di trasferire ad un altro ufficio, la funzionaria Laura Cantiani, responsabile del Settore Ambiente che come si legge dallo stesso sito della Provincia "svolge funzioni di pianificazione, di autorizzazione e di controllo, nelle politiche ambientali ed energetiche, su tutte le attività di servizio, artigianali e industriali per gli aspetti ambientali, con attività relative di controllo e tutela".

A portare a questa decisione la pubblicazione nella giornata di martedì 24 gennaio sul quotidiano La Nazione di alcune intercettazioni telefoniche effettuate dal Noe di Firenze, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, delle conversazioni intercorse tra la stessa funzionaria provinciale e Felicino Del Carlo, titolare insieme al fratello Domenico della Delca di Lugnano su alcuni violazioni riguardanti lo spargimento di fanghi che sarebbero state anche accertate dalla polizia locale.

Secondo quanto riferito dallo stesso quotidiano, sulla base di queste intercettazioni avvenute nel dicembre del 2008 nell'ambito dell'inchiesta chiamata "Pantalone 1" condotta dalla Procura di Pisa, secondo il Noe la Cantiani "ha avuto un comportamento compiacente con i fratelli Del Carlo che grazie a lei riescono ad aggiustare le contestazioni avanzate dalla stessa Provincia a seguito delle segnalazioni di violazioni alla norma sugli spandimenti fanghi".

Da queste conversazioni, secondo gli inquirenti, come riporta ancora la Nazione, che pubblica anche stralci delle intercettazioni tra Cantiani e Del Carlo "ben si comprende come la Provincia di Pisa sia a conoscenza che nel precedente trimestre estivo Delca, attraverso la ditta Crecchi, abbia esagerato nello spandere i fanghi in aree agricole ristrette". E proprio in una delle telefonate intercorse nel dicembre del 2008 tra i due - secondo quanto scritto dal Noe "la Cantiani suggerisce a Del Carlo di riformulare la risposta (alle contestazioni della stessa Provincia, ndr) dandogli le indicazioni opportune".

La pubblicazione degli stralci di queste intercettazioni ha provoca così all'interno della Provincia l'immediata decisione del trasferimento di ufficio della Cantiani. Si tratterà ora di vedere quali saranno gli ulteriori sviluppo di questa inchiesta che potrebbe vedere il coinvolgimento anche di altre persone.

Due bufere in poche settimane si abbattono quindi sulla Provincia e in particolare su un settore delicato come quello dell'ambiente. Si tratterà ora anche di vedere se e quale sarà il dibattito tra le forze politiche sia all'interno della maggioranza sia nello stesso consiglio provinciale. A lanciare un monito nelle scorse settimane, a partire dallo scandalo Cermec, era stata Rifondazione Comunista sviluppando un'analisi sul tema della legalità e del controllo pubblico rispetto a diverse vicende che si sono aperte negli ultimi mesi nel nostro territorio, augurandosi "un'attenta e oggettiva valutazione da parte del partito dell'assessore Picchi e da lui stesso circa l'opportunità di continuare ad assolvere il ruolo di amministratore in un contesto che lo vede coinvolto proprio per il ruolo che riveste".

Una presa di posizione che era stata duramente stigmatizzata dal presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni che aveva così replicato: ""Non serve a nessuno alimentare dubbi o parlare in maniera generica suscitando sospetti. Un conto è la legittima e libera critica politica rispetto alle scelte di un'amministrazione locale, altra cosa è lo sciacallaggio infamante e non supportato dai fatti". E ancora: "Se si hanno elementi concreti si agisca nelle sedi opportune, altrimenti si abbia il buon senso di tacere".

Con questa nuova inchiesta si tratterà di vedere quali saranno le ulteriori reazioni.

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori