Sono Walter Tommasi, Riccardo Dal Canto e Stefano Giarri i tre uomini per cui è scattata al custodia cautelare in seguito alle indagini condotte dalla Guardia di Finanza che hanno scoperto come i due imprenditori e il commercialista fossero al centro di una maxi-operazione di riciclaggio di denaro proveniente da bancarotta fraudolenta, attraverso complessi giri con società estere riconducibili sempre agli indagati con sede in Svizzera e Inghilterra, per 10 milioni di euro
Si tratta tre figure molto note nella provincia di Pisa, in particolare Walter Tommasi, che fino a pochi mesi fa era anche il presidente del Forcoli Calcio.
I tre avevano messo in piedi una serie di vorticosi movimenti bancari: le movimentazioni avvenivano attraverso vari passaggi su conti correnti intestati a società, riconducibili a prestanome, per poi transitare verso conti correnti situati nei due paesi esteri e infine, rientrate in Italia attraverso i conti correnti intestati agli indagati che provvedevano a prelevare il denaro "lavato", a riconsegnarlo ai proprietari e a trattenere una percentuale per il servizio reso.
I finanzieri hanno accertato una enorme sproporzione tra i beni di cui risultano titolari gli imprenditori e il reddito dichiarato o l'attività economica svolta.
Più specificatamente, uno dei soggetti indagati, a fronte di immobili acquistati per circa 2 milioni di euro e di movimentazioni bancarie per circa 5 milioni di euro, ha presentato dichiarazioni dei redditi pari a circa 90.000 annui. Ancora più pesante la posizione del prestanome che, invece, a fronte di una dichiarazione dei redditi pari a circa 11.000 euro aveva nella sua disponibilità un patrimonio immobiliare di circa 2.000.000 di euro e somme detenute su vari conti pari a circa 5.000.000 di euro.
Ma non solo. Sono stati anche sottoposti a sequestro preventivo 4 autovetture, quote societarie di 6 società, 330.000 euro circa, 64 terreni e 26 fabbricati situati tra le province di Pisa, Lucca e Siena. A questo si aggiunge che durante le perquisizioni disposte sono stati sottoposti a sequestro circa 250 grammi di oro, copiosa documentazione ed un'arma clandestina insidiosa perché occultata in un oggetto simile ad un porta chiavi.
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