26/01/12 08:35 | autore: la redazione Stampa

Naufragio Concordia, Gabrielli: "Stop alle ricerche solo quando la nave sarà tutta ispezionata". Si definisce il calendario dell'inchiesta della magistratura 0

Nessuna altra vittima è stata recuperata durante il tredicesimo giorno dal tragico incidente al largo dell'Isola del Giglio. Il Capo della protezione Civile, Franco Gabrielli: "Per il tempo trascorso e per le condizioni date pensare di trovare ancora qualcuno in vita oggi sarebbe un miracolo". Ma i soccorsi non si fermeranno. La Asl di Grosseto ha analizzato l'acqua all'interno della nave rilevando alta tossicità: bloccate le ricerche nelle zone D ed E della nave. Intanto il Procuratore Generale della Toscana, Beniamino Deidda, incontra i pm incaricati dell'indagine

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"Per il tempo trascorso e per le condizioni date pensare di trovare ancora qualcuno in vita oggi sarebbe un miracolo", sono le parole pronunciate ieri dal Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli. Ma nonostante questo, nel tredicesimo giorno dal naufragio della Concordia, i soccorsi non si sono mai fermati. E il programma prevede che non si fermeranno almeno fino a quando la nave non sarà stata tutta ispezionata, o meglio "non lo saranno tutte le parti che sarà possibile ispezionare", come ha aggiunto Gabrielli.

Alcuni corpi ancora mancanti all'appello potrebbero essere ritrovati solo al momento che "la nave sarà rimessa in asse o smantellata". E' infatti estremamente difficile che gli spelosub possano arrivare ai ponti 1 e 2, i primi a finire sotto l'acqua del mare al largo dell'Isola del Giglio. Acqua che, intanto, dopo le analisi microbiologiche, si è rivelata ad alta tossicità tanto da bloccare le ricerche dei sub "nelle zone D ed E" della nave. La tossicità è dovuta al percolato che si è formato a causa della putrefazione di tutti i materiali organici (cibo soprattutto).

Già da qualche giorno quando riemergono i sub devono sottoporsi a particolari lavaggi. Le condizioni meteomarine continuano ad essere favorevoli sia per i soccorritori sia per gli uomini della Smit/Neri che devono evitare il disastro ambientale. Le operazioni si erano fermate per un'ora stamani ma, poi, dopo che i palombari della Marina militare hanno allargato il varco sul ponte 3, già aperto ieri, sono riprese.

Intorno alla Concordia è continuata anche l'opera per togliere i detriti che escono dai ponti sommersi e galleggiano tra le panne di contenimento e antinquinamento che la circondano. A ciò dovrà pensare la Costa. "Nessuno pensa a come rimuovere la nave - ha ricordato Gabrielli - ma ci sono anche delle priorità, ovvero la ricerca delle persone e la rimozione del carburante". Ieri il conto di vittime e dispersi è rimasto identico: 16 corpi recuperati dei quali 13 identificati (gli ultimi tre tedeschi i cui nomi sono stati resi noti ieri sera e 3 ancora senza un nome). Ventidue restano i dispersi: una lista dalla quale, probabilmente, saranno tolti i nomi delle tre donne e dei tre uomini recuperati ma non identificati.

L'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia intanto prosegue puntando sulle responsabilità di chi era alla "guida" della nave, ma resta l'impressione che presto gli investigatori orienteranno l'attenzione anche verso l'armatore.

L'avviso con cui il gip ha fissato per il 3 marzo la data degli accertamenti sulla scatola nera, comunque, conferma che al momento gli indagati sono due, il comandante Francesco Schettino e il suo vice Ciro Ambrosio. Nella giornata di ieri il procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda, è arrivato a Grosseto per un vertice con il procuratore Francesco Verusio e i tre sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e Stefano Pizza, che coordinano le indagini.

Nei giorni scorsi Deidda aveva ricordato le responsabilità dell'armatore nella gestione della sicurezza sulle navi e qualcuno aveva letto in quelle frasi un suggerimento ai pm di Grosseto. Il procuratore generale non ha mai avuto intenzione di "dare indicazioni, ordini o sollecitazioni ai pubblici ministeri di Grosseto" è stato spiegato in un comunicato ufficiale diffuso al termine del summit.

Deidda ha espresso "piena e incondizionata fiducia" e "precisa di non avere mai avuto (né espresso) l'intenzione di avocare l'indagine".

L'inchiesta comincia così a definire un suo calendario: il 10 febbraio ci sarà il riesame sull'appello della procura contro la scarcerazione di Schettino. Ieri anche il difensore del comandante Schettino, l'avvocato Bruno Leporatti, ha depositato la sua richiesta, con l'intento di farlo tornare in libertà. Con ogni probabilità, il 10 saranno discusse entrambe le istanze. Per il 3 marzo, invece, al Teatro Moderno di Grosseto, è previsto l'incidente probatorio: oltre 4 mila le parti offese, fra cui Costa. In quell'occasione sarà esaminata la scatola nera. Non era guasta, ha detto al Senato l'ad della società Pierluigi Foschi, e "ha registrato tutto quello che avvenne la sera del naufragio".

All'incidente probatorio dovranno essere convocati anche eventuali nuovi indagati, e per questo ci sarà tempo fino al 3 marzo.

 

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