Un malore notturno, nel sonno, ha concluso la vita di Matteo Carmassi, noto ricercatore pisano attualmente impiegato alla Quinn, un consorzio dell'Università.
Giovanissimo (35 anni), Matteo Carmassi subito dopo la laurea conseguita in Ingegneria Meccanica all'Università di Pisa (2002) era stato assunto alla Dayco di Scarlino. Ma scelse di lasciare l'impiego fisso per conseguire il dottorato in automazione industriale.
Dopo un intenso periodo di ricerca, era stato assunto dalla ditta Pardini di Camaiore, nota a livello nazionale per la produzione di componenti di alluminio. Tuttavia, il suo legame con l'Università pisana e il mondo della ricerca non si era mai interrotto.
Il giovane ingegnere è stato colpito da infarto, secondo quando riportato dai medici. Lascia la moglie - sposata due anni fa - e una bambina di sei mesi.
La famiglia di Matteo Carmassi ha pubblicamente chiesto di non regalare fiori ma devolvere un contributo all'associazione Onlus "Un sorriso per il Burkina", che sostiene un orfanotrofio e la costruzione di una scuola in Africa.
Allo steso modo, il dottor Marco Bernardini, direttore del consorzio Quinn, ha dichiarato di voler dedicare a Matteo Carmassi un premio annuale, per ricordare e continuare gli ambiti di ricerca per i quali era altamente specializzato.
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