Un agente di polizia penitenziaria del carcere di Pisa si è sentito male nella mattinata di ieri in seguito al digiuno attuato, assieme ad altri colleghi, per protestare contro il trasferimento del direttore Santina Savoca e del comandante Marco Garghella in seguito all'evasione avvenuta il 9 gennaio scorso. L'agente, "autoconsegnatosi" insieme a numerosi colleghi come forma di protesta all'interno della casa circondariale, aveva rifiutato i pasti della mensa: soccorso dal 118 è stato trasferito in ospedale.
"E' una notizia molto grave - afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe - e servono ora segnali forti dall'amministrazione penitenziaria per porre fine al disagio del personale. Prima che la protesta possa avere conseguenze più gravi è necessario che il Dap apra un confronto con i sindacati anche sulla criticità dell'intera regione, prendendo in considerazione anche l'opportunità di individuare un nuovo Provveditore Regionale".
"Per tutta la notte - prosegue Capece - un contingente di personale di polizia penitenziaria si è fermato, dopo aver espletato il proprio turno di servizio, sino alle prime ore del mattino, rifiutando però i pasti della mensa interna". Il Sappe, che condivide la protesta insieme a Osapp, Sinappe, Cgil, Cisl e Uil, contesta la decisione dell'amministrazione penitenziaria di destinare ad altro incarico il direttore e il comandante della casa circondariale e solidarizza "con i colleghi che attuano lo sciopero della fame".
"La decisione di colpire i due dirigenti - spiega il Sappe - è l'ennesima soluzione di rifugio adottata come sempre per cercare a tutti i costi un capro espiatorio e mascherare quell'inerzia e quelle incapacità nazionali, regionali e locali della politica penitenziaria". In una nota congiunta i sindacati affermano che "il 90% del personale ha condiviso le ragioni della protesta e aderito alle iniziative messe in atto" e annunciano che "lo stato di agitazione non si fermerà finché non arriveranno adeguate risposte da parte dell'amministrazione".
E intanto proprio ieri è stata approvata in Consiglio comunale una mozione presentata dal consigliere comunale del Pd, Luigi Branchitta e votata all'unanimità in cui si invita "il presidente del Consiglio Comunale a organizzare un incontro del consiglio comunale straordinario all'interno della stessa struttura carceraria, al fine di ascoltare le denunce e le proposte dei detenuti e degli operatori e per mostrare loro la solidarietà della principale istituzione cittadini"; o nel caso ciò non si fattibile " a svolgere comunque un consiglio comunale a tema a cui possano essere presenti una delegazione degli ospiti e degli operatori del Don Bosco".
"Questa mozione - spiega il consigliere Branchitta - prende le mosse dalla drammatiche condizioni di sovraffollamento delle carceri italiane, denunciate anche dall'Associazione Antigone nel suo ottavo rapporto sulle condizioni di detenzione nel quale si certificano 21.611 detenuti in eccesso alla data del 30 settembre 2011 e si rilevano croniche carenze strutturali degli edifici oltre che la diffusa mancanza di generi di prima necessità".
"Dovere dell'istituzione - prosegue il consigliere del Pd - è solidarizzare con gli ospiti di queste strutture e con chi vi lavora all'interno in condizioni difficilissimi, con turni massacranti. Anche nella nostra città la situazione è molto difficile, come dimostrano anche i recenti avvenimenti da cui emerge anche una cattiva gestione. E per questo nella mozione si chiede anche al sindaco e alla giunta di farsi portavoce vero il Ministero competente delle istanze che provengono dalla struttura carceraria della nostra città".
Sulla questione interviene anche il coordinatore comunale del Pdl, Diego Petrucci: "Il Governo ascolti le richieste degli agenti di polizia penitenziaria di Pisa e avvi con loro un tavolo di confronto per superare le difficoltà". "Siamo abituati - prosegue - a occuparci della questione carceraria in funzione delle legittime richieste, necessità e rivendicazioni dei carcerati, cercando di richiamare l'attenzione su quelli che possono essere i malfunzionamenti della struttura, ma ci dimentichiamo troppo spesso delle altrettanto legittime richieste e necessità della polizia penitenziaria, che si trovano in una situazione di abbandono e scarsa attenzione generalizzata".
In particolare, sottolinea Petrucci, "gli agenti in servizio a Pisa lamentano da anni problematiche gravissime che mettono a rischio la loro condizione di lavoratori e la possibilità di poter svolgere correttamente il loro servizio". "Carenza di personale, mancanza di strumenti minimi, come l'indispensabile allarme anti aggressione in dotazione agli agenti - conclude il coordinatore del Pdl - radio e mezzi di trasporto obsoleti sono solo alcuni motivi che hanno portato alle proteste di queste ore e che noi condividiamo e sosterremo in tutte le sedi opportune, a partire dal chiedere che il consiglio comunale faccia appello al Ministero di Giustizia perché esamini la situazione del carcere aprendo un canale di ascolto con i lavoratori in protesta".
Nel frattempo nella giornata di ieri la consigliera regionale dell'Idv, Maria Luisa Chincarini, ha fatto visita agli agenti di polizia penitenziaria che si sono “autoconsegnati” all'interno del carcere di Pisa.
"Ho segnalato al provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria - spiega al termine dell'incontro - le gravi difficoltà del Don Bosco e lei stessa ha ammesso di esserne a conoscenza da tempo. Allora mi chiedo perché non è intervenuta prima?".
"Ho trovato - ha aggiunto Chincarini - una condizione di grande criticità e di grande nervosismo per la situazione generale da parte degli agenti di polizia penitenziaria. Non voglio entrare nel merito delle scelte fatte, ma piuttosto segnalare la situazione di grave sovraffollamento in cui si trova l'istituto, a fronte anche di un altrettanto grave carenza degli organici del personale addetto alla sorveglianza". Infine, la consigliera regionale dipietrista ha preannunciato la volontà del suo partito di presentare a breve un'interrogazione parlamentare sulla vicenda "anche per evidenziare le criticità strutturali dell'edificio".
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