27/01/12 08:37 | autore: redazione Stampa

Naufragio Concordia, "Se Schettino avesse dato subito l'allarme, sarebbero tutti salvi" 0

Il Capo della Protezione civile Gabrielli: "Ancora no stop alle ricerche". Sarà effettuata un'ispezione "accurata" sulle cabine dei ponti 6, 7 e 8. Operazioni di recupero del carburante già da sabato. Prosegue anche l'attività degli inquirenti. Ieri audizione del comandante generale delle Capitaneria di Porto Marco Brusco davanti ai senatori della commissione Lavori Pubblici

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Identificate nella giornata di ieri altre due delle vittime i cui corpi sono stati recuperati nel naufragio della Costa Concordia. Tra i corpi recuperati ne restano due ancora da identificare.

"Non è ancora arrivato il momento di dare lo stop alle ricerche di eventuali superstiti su nave Concordia", ha detto il Capo del dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli che ha sottolineato come "dobbiamo cominciare a entrare nella consapevolezza che in queste condizioni speranze di vita non ce ne sono".

"Le ricerche", ha poi concluso nel corso del briefing "continueranno" mentre vanno avanti anche le operazioni per lo svuotamento del carburante dai serbatoi della nave da parte degli uomini della Smit/Neri che hanno iniziato a mettere le 'flange', le valvole, sui primi 6 serbatoi, quelli che contengono il 50% circa delle 2.400 tonnellate di gasolio. "Le condizioni meteomarine sono buone - ha concluso - restiamo all'idea che lo svuotamento inizierà sabato, ma potremmo guadagnare qualche ora".

Le parti del relitto della nave Concordia ancora da "ispezionare sono poche" ha spiegato il comandante regionale della toscana dei vigili del fuoco, Cosimo Pulito, nel corso del briefing con prefetto Franco Gabrielli. "Credo che non andremo nelle cucine e neppure in sala macchine" ha aggiunto spiegando che sarà effettuata un'ispezione "accurata" sulle cabine dei ponti 6, 7 e 8, già comunque controllate in un primo momento".

Intanto tre navi di Marina, Vigili del fuoco e della Capitaneria stanno battendo il fondale intorno al relitto per verificare che non ci siano persone rimaste impigliate sotto l'acqua.

Per quanto riguarda le problematiche ambientali e in particolare l'allarme suscitato nelle scorse giornate dalla presenza di detersivi, il commissario Gabrielli ha specificato che "è stato un fenomeno locale nel tempo. Ora non ci sono problemi, anche se avevano creato allarme all'inizio".

"Le sostanze che al momento si ritiene costituiscano la principale fonte di un potenziale grave inquinamento, tensioattivi e idrocarburi - scrive l'Arpat, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, incaricata dal prefetto Franco Gabrielli di monitorare le acque intorno al relitto della nave Concordia - risultano inferiori ai limiti di rilevabilità in tutti i punti di campionamento effettuati martedì 24 gennaio".

"Oltre ai punti intorno alla nave sono stati effettuati prelievi anche in prossimità del dissalatore che alimenta l'acquedotto dell'isola e all'interno della macchia iridescente che era stata avvistata a sud del relitto della nave nei giorni scorsi - continua la nota -. Anche in questi ultimi campioni gli idrocarburi sono risultati inferiori alla soglia di rilevabilità". "Altri parametri indagati risultano inferiori alle soglie di rilevabilità o nella norma e i test di tossicità negativi. Al momento - conclude Arpat - non si riscontrano quindi fenomeni significativi di inquinamento dell'acqua del mare".

Un team di sei esperti dell'Unione europea è arriva ieri (giovedì 26 gennaio) all'Isola del Giglio per monitorare le operazioni di salvataggio e di inquinamento marino dopo l'incidente della Costa Concordia. Il loro arrivo giunge in seguito a un invito delle autorità italiane della Protezione civile.

Il team di osservatori Ue, inviato in Italia dal Centro di informazione e monitoraggio della Commissione europea (MIC), è composto da quattro esperti degli Stati membri Ue e della Commissione europea. Gli altri due membri del gruppo provengono dall'Unità per l'Ambiente UNEP/OCHA e dall'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA).

La delegazione europea si tratterrà al Giglio fino a sabato sera e domenica ripartirà per Bruxelles. La loro missione è quella di studiare le misure di intervento prese dalle autorità di Protezione civile italiane per costruire una sorta di 'vademecum' di cooperazione da applicare in casi simili all'incidente occorso alla Costa Concordia tra i paesi europei.

Sono 200 i volontari della Protezione civile della provincia di Grosseto che si stanno preparando a un'eventuale emergenza ambientale da idrocarburi, che si avrebbe nell'ipotesi si rovesciassero in mare parte delle 2400 tonnellate di gasolio che sono dentro nave Concordia. Lo ha riferito il presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras. Sarà un dirigente della Provincia di Grosseto, Giampiero Sammuri, che è anche presidente del Parco della Maremma e della Federazione dei parchi italiani, il Commissario per l'emergenza Franco Gabrielli, d'intesa con la Regione Toscana e la Provincia, ha affidato il compito di coordinare lo smaltimento dei rifiuti della Concordia. "Sarà lui - ha detto Gabrielli nel corso del briefing - a localizzare un luogo per lo stoccaggio di tutti i materiali e a coordinare il lavoro non appena Costa Crociere avrà fornito un proprio piano e una lista di tutti i materiali che si trovavano a bordo della nave prima del naufragio del 13 gennaio scorso".

La giornata di ieri è stata segnata anche dall'audizione del comandante generale delle Capitanerie di Porto Marco Brusco davanti ai senatori della commissione Lavori Pubblici. "Se il comandante Schettino avesse dato l'allarme in tempo, forse non ci sarebbero state vittime": è questa l'accusa che il comandante Brusco rivolge al primo ufficiale della Costa Concordia.

Davanti ai senatori della commissione, Brusco sottolinea che se l'allarme fosse arrivato "quando la nave era inclinata a 20 gradi e non a 90, sarebbe stato molto più facile calare le scialuppe". Ed invece, prosegue, "la prima ora dopo l'urto, la più importante, è stata persa". Tutto quello che è avvenuto dopo "è stato un rincorrersi, con il comandante che se ne andava, le scialuppe che non si potevano calare, l'angoscia dei passeggeri". Dunque, "se Schettino avesse utilizzato bene la prima ora, tutto sarebbe stato più sereno".

Prosegue anche l'attività degli inquirenti:"Abbiamo cercato di renderci conto di cosa possa essere successo la sera del 13 gennaio davanti all'Isola del Giglio, un modo per capire meglio l'effettivo movimento della nave Costa Concordia". Così il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, ha spiegato il sopralluogo fatto stamani nel tratto di mare dove è avvenuto il naufragio. Il procuratore Verusio ha ispezionato l'area, sia dal cielo, su un elicottero, sia per mare, su una motovedetta dei carabinieri. "Abbiamo cercato di capire quello che immaginiamo possa essere stato il tragitto della nave quella sera. Naturalmente è chiaro che si tratta di un esperimento molto approssimativo ma utile per renderci conto dei luoghi".

"Non saranno né facili né brevi le indagini" ha spiegato Verusio, che ha ribadito che "gli indagati restano per il momento due". Il procuratore di Grosseto ha poi incontrato a Giglio Porto alcuni familiari delle vittime della nave Costa Concordia che sono in attesa del recupero dei corpi dei loro cari. "Abbiamo portato solidarietà a queste persone che ancora sono sul molo del Giglio - ha detto Verusio - e aspettano di poter riavere i loro cari".

 

Il Mondo alla Rovescia 2012 - di Rmc

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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