foto da www.infoaut.org Nella mattinata di ieri (giovedì 26 gennaio), nel quartiere di Sant'Ermete, un presidio di sfrattati, solidali, attivisti del progetto Prendocasa e ragazzi del Comitato del quartiere Cep, hanno difeso lo sfratto di due famiglie, ottenendo alla fine della giornata due rinvii, uno al 5 marzo e uno al 7 maggio.
"Entrambi i nuclei familiare - spiegano da Prendocasa - sono esempio di come la crisi non consenta di arrivare a fine mese, di come l'emergenza sfratti stia esplodendo in città".
"Sfratti, in questo caso - evidenziano gli attivisti - da case popolari per situazioni di morosità o cavilli burocratici, sfratti da case private dove i canoni di locazione superano spesso il reddito di una famiglia".
Un allarme quello riguardante la situazione abitativa in città lanciato nell'ultimo anno da più parti, ma che ancora sembra lungi dall'essere risolto: "Da un lato - afferma Prendocasa - una città che diviene sempre più città-vetrina, dall'altro famiglie, precari, lavoratori, pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese, che periodicamente vivono la minaccia dello sfratto. Situazioni in crescita che toccano in modo trasversale ogni pezzo della composizione cittadina e che non vedono altra soluzione che l'organizzazione di una rete di difesa degli sfratti".
Non è d'aiuto, infatti, secondo i partecipanti al presidio, "il silenzio dei servizi sociali e delle amministrazioni cittadine dall'altro la consapevolezza che manca in città una volontà politica di affrontare, con scelte coraggiose, il problema dell'emergenza abitativa".
Anche le famiglie sotto sfratto durante la mattinata hanno distribuito un loro comunicato: "A causa della disoccupazione e degli stipendi da fame, sempre più famiglie non riescono a reggere le mensilità di un affitto, e rischiano di finire in mezzo alla strada. Come se non bastasse anche l'Apes sta attuando una gestione basata su minacce ed esecuzione di sfratti per quelli che hanno accumulato arretrati da pagare o che sono ritenuti abusivi (anche se vivono in quella casa da molto tempo)".
"Crediamo che sia giunto il momento - si legge ancora nel comunicato - in questo quartiere come in tutta la città, di dare una risposta forte e decisa al dramma degli sfratti e dell'emergenza abitativa. A Pisa ci sono al momento oltre 100 case vuote di proprietà del comune, ed alcune migliaia di case sfitte di privati, abbastanza per risolvere l'emergenza abitativa della città. Invece questa giunta è interessata solo ad offrire garanzie ed incentivi ai grandi costruttori e ai grandi proprietari immobiliari, gli stessi che compiono ogni giorno ogni sorta di vergognosa speculazione! Abbiamo deciso quindi di organizzarci e lottare per reclamare il blocco degli sfratti, l'assegnazione immediata di tutte le case popolari vuote e un freno allo strapotere dei grandi palazzinari. Queste sono le uniche misure reali per affrontare questa situazione, rimettendo al centro la casa come un diritto e non come una merce".
"La giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr.) - concludono da Prendocasa - ha rappresentato per i tanti sfrattati un primo momento di visibilità, l'occasione per dare un segnale forte al quartiere e alla città su quelle che devono essere le prospettive: moratoria sugli sfratti, organizzazione di una rete autonoma di difesa degli sfratti".
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