27/01/12 10:31 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Blocco dei tir, si ritorna verso la normalità 0

E' proseguita la protesta degli autotrasportatori a maglie più larghe anche tra Pontedera e Ponsacco: rallentamenti al traffico

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Ritorna verso la normalità la situazione sia sulle strade sia presso i distributori, dove nelle ultime 48 ore oramai le scorte di benzina e gasolio erano esaurite. Infatti da ieri sera sono ripresi regolarmente i rifornimenti ai distributori in tutta la provincia di Pisa, dove invece le scritte "esaurito" nei giorni scorsi si erano diffuse a macchia d'olio, in conseguenza dei blocchi dei tir contro il caro gasolio.

Ma sempre ieri, però, è proseguita la protesta degli autotrasportatori a maglie più larghe con una presenza sempre nella zona tra Pontedera e Ponsacco che ha determinato alcuni rallentamenti del traffico, bloccando i camion ma facendo passare le auto. A Livorno, il fronte più solido della protesta, si è sciolto verso le 18.30.

E su questa proposta e i suoi effetti a prendere la parola è l'assessore provinciale Giacomo Sanavio, del quale pubblichiamo di seguito un intervento.

Dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni commercianti del territorio, in merito alla scarsità dei rifornimenti di beni alimentari a seguito dei blocchi degli autotrasportatori, risulta chiaro quanto la ricchezza delle produzioni locali rappresenti ancora oggi, e nonostante tutto, una garanzia di accesso al cibo per una parte di cittadini. Infatti, coloro cha hanno tra i loro fornitori i coltivatori locali vedono garantita la fornitura di verdura di stagione e del territorio. L'attuale "emergenza" tira in ballo con forza l'attualità del tema "filiera corta" e l'urgenza di tornare a produrre il nostro cibo sul nostro territorio. Non in un'ottica autarchica ma come componente essenziale dell'economia reale, oltreché come risposta positiva ai temi della salute e della salvaguardia ambientale.

In questi stessi giorni balza all'evidenza, in tutta la sua drammaticità, anche il tema della composizione del prezzo dei prodotti e della speculazione che su di essi grava. Infatti, quando si affronta il tema dei prezzi all'origine in agricoltura (troppo bassi), così come quello del costo finale per i consumatori (troppo alto), non si può che pensare e proporre di "accorciare la filiera". Se ne parla spesso, ma ho il fondato timore che siano in troppi a ritenere che non ci siano rimedi.

La convinzione diffusa è che nessuno, se non lontano, sia mai riuscito a tradurre il lodevole proposito in realtà concreta, passando dal pensiero all'azione. Eppure non è utopia e non è neanche necessario attraversare l'Atlantico per rintracciare validi esempi di vendita diretta ed anche nella nostra provincia gli esempi non mancano.

Già a metà degli anni Novanta i prezzi alla produzione offerti ai contadini erano ridicoli, qualcosa di umiliante per chi ben sa quanta fatica è necessaria a far crescere mele e pere che abbiano delle qualità. Negli stessi anni, la pubblicità si era indebitamente appropriata dell'immagine, agreste e tranquillizzante, della campagna e di famigliole felici per propagandare prodotti piuttosto industriali e niente affatto naturali. Solo per renderci conto: ogni euro di spesa alimentare si compone mediamente nel modo seguente: 60 centesimi per la distribuzione e il commercio, 23 centesimi per la trasformazione, solo 17 centesimi per la produzione.

Per reagire all'ingiustizia dei prezzi e per raccontare in prima persona il mondo rurale, senza ingannevoli storture, bisogna dare concretezza all'idea di "filiera corta" che offra prodotti del territorio senza intermediazioni.

Anziché continuare a conferire tutto nel calderone indistinto della grande distribuzione, per nulla disposta a riconoscere un qualche valore in più a chi opera una scelta di qualità, e, come i fatti di questi giorni dimostrano, soggiacendo a dinamiche estranee, bisogna ripristinare gli spazi di mercato destinati ai produttori e trasformare in veri e propri punti vendita le nostre aziende. Meglio se utilizzando forme associative tra i produttori. Così come è straordinariamente importante che il commercio di vicinato dei nostri quartieri torni ad approvvigionarsi direttamente dai produttori.

Una ulteriore esperienza significativa è sicuramente quella dei Gruppi d'acquisto, i GAS.

Per sostenere i consumi dei prodotti freschi, davvero sempre più rari sulle nostre tavole - soprattutto nelle città - si è immaginato un sistema per recapitare a casa la spesa di campagna della settimana. Per un certo importo definito, ogni sette giorni ad un certo numero di famiglie nelle città e nei centri urbani, vengono fatti arrivare frutta e verdura, carne, salumi, formaggi, yogurt, uova, latticini, nel ferreo rispetto della stagionalità. Gli acquirenti non scelgono nel dettaglio cosa arriverà, ma si fidano e, con la sorpresa, ricevono informazioni sulle aziende di provenienza e indicazioni utili a cucinare prodotti il cui uso sta diventando sempre più raro. A danno della nostra economia e della salute di noi tutti.

A Pisa e provincia sono ormai molti gli esempi, mercati locali, Gas, botteghe dei produttori, vendita diretta in azienda, che alimentano un circuito virtuoso di consapevolezza e di economia reale del territorio. Tutto questo è ciò che si sta coordinando e cercando di sviluppare nel Piano del Cibo della Provincia di Pisa.

Chi ha già potuto e voluto operare questa scelta, in questi giorni, non subirà più di tanto gli effetti dei blocchi dei trasporti.

Giacomo Sanavio, Assessore Sviluppo Rurale Provincia di Pisa

 

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