Un consiglio comunale difficile quello che si è tenuto lo scorso giovedì a San Giuliano Terme, dopo l'annuncio da parte dell'amministrazione guidata dal sindaco Paolo Panattoni dell'uscita dal Patto di Stabilità, e della presenza di un "buco" di bilancio ancora non esattamente quantificato. L'opposizione di centro destra ha provato a sfiduciare l'assessore al bilancio Franco Pizzi mentre la sinistra ha chiesto l'azzeramento della giunta, ma anche all'interno della stessa maggioranza ci sono state tensioni, in particolare da parte del Psi, il cui consigliere ha prima preso le distanze e poi non ha partecipato al voto di sfiducia nei confronti di Pizzi.
Ad aprire la seduta è stato lo stesso sindaco Panattoni, che ripercorrendo i contenuti della relazione presentata da Pizzi in commissione, ha descritto un'analisi degli elementi che hanno determinato questa situazione: "Sono due in particolare quelli che hanno determinato l'uscita dai limiti del Patto di Stabilità: i tentativi di vendita del patrimonio immobiliare e la situazione finanziaria generale. Erano infatti 3 gli immobili previsti nel piano di alienazioni; ad oggi sono tutti e tre compromessi. Ma se i primi due sono stati venduti a prezzo pieno, per il terzo, ovvero l'ex albergo Terme, non è andata a buon fine l'operazione di back leasing che avevamo tentato".
"E' stato un anno difficile anche per i trasferimenti statali - ha detto ancora Panattoni - arrivati con due mesi di ritardo, determinando difficoltà sia nel pagamento delle rate dei mutui sia per la liquidità di cassa. La riflessione per il 2012 parte dal prendere atto che occorre costruire bilanci senza partite straordinarie, che stiano in equilibrio fra le entrate e le uscite correnti. La crisi deve far riconsiderare l'approccio anche ai servizi, cercando di compensare i tagli, ma tenendo in conderazione che non possiamo più permetterci di sostituirci allo stato centrale per garantire i servizi, come abbiamo fatto fino ad oggi".
Trova spazio, in questa direzione, anche una ridefinizione della macchina amministrativa: "Occorre trovare il modo di riorganizzare Geste salvando i livelli occupazionali ma anche stando negli indirizzi imposti dal governo", pur restando alcuni punti fermi: "Per un'amministrazione di centro sinistra sono l'attenzione al sociale, la scuola, le attività produttive del territorio. Dobbiamo muoverci in un quadro normativo estremamente dinamico e rivedere la bozza di bilancio preventivo approvata dalla giunta a novembre". Panattoni si è quindi appellato "al senso di responsabilità dei gruppi consiliari, affinché diano il loro contributo per affrontare la difficile situazione".
La prima replica viene da Claudio Bolelli, della Sinistra Unita per San Giuliano: "Assistiamo a uno stato confusionale dell'amministrazione - ha affermato - che è stata l'unica sui 32 della provincia pisana ad aver sforato, e non per caso ma per scelta. Oggi inoltre la stessa amministrazione rivede alcune posizioni: il sindaco ha parlato infatti di affitto a lungo termine delle Farmacie, quando il consiglio ha votato per la vendita". Da parte del gruppo della sinistra è stato quindi chiesto "l'azzeramento della giunta, cercando di individuare le responsabilità del passato. Prima di chiederci un atto di responsabilità, si faccia autocritica".
Il consigliere indipendente Riccardo Maini ha accusato il Comune "del fallimento nel tentativo di vendere l'ex albergo Terme", e ha denunciato "il silenzio assordante di Psi e Idv, i due partiti che sostengono la maggioranza insieme al Pd, che sono di fatto compartecipi di un danno".
L'intervento di Riccardo Cini, consigliere del Psi, desta subbuglio e perplessità in aula: "Siamo colpiti - ha detto - perché l'ufficialità dell'uscita l'abbiamo appresa soltanto il 30 dicembre alla conferenza dei capigruppo. Non ci è stato chiesto alcun parere prima, e visto che si è trattato di una scelta, anche per come è stata riportata dalla stampa, se ci avessero chieso un parere avremmo certamente detto di no".
"Noi - ha proseguito - fiducia al buio non ne diamo. La reponsabilità non è solo di questa legislatura, ma anche delle passate. Valuteremo la proposta di bilancio preventivo, ma senza garantire nulla. C'è anche il fatto che l'uscita dal Patto di Stabilità non era nel programma di mandato, anche questo è un fattore che sarà valutato politicamente in sede di stesura del bilancio".
E' quindi la volta di Alberto Cubeddu del PdL: "Gli ultimi documenti presentati in commissione a seguito dello sforamento del patto di stabilità prospettano un disavanzo di gestione rispetto all'obiettivo di quasi 3 milioni e mezzo di Euro. Noi crediamo che di fronte a ciò sia evidente che coloro che hanno portato il comune in questa situazione non possono certamente assumere anche il ruolo dei risanatori, ed è giusto che serenamente riconoscano i propri errori e si facciano da parte per il bene dell'ente".
Cauta anche la posizione dell'Idv, che tramite il consigliere Marco Balatresi si è espressa con parole di critica ma non di rottura: "Il risultato di questa situazione deriva da dinamiche non ben controllate né tempestivamente guidate - sono le parole di Balatresi -. L'amministrazione dovrà operare dei cambiameni di metodologia, rompere le inerzie dell'indirizzo politico e gestionale dell'ente. Le azioni amministrative che sono legate a partite con le vendite chiamano a riflessioni. La macchina amministrativa dovrà raggiungere il rientro del patto, ma resta che come Idv vogliamo che l'amministrazione indirizzi la sua azione a tutela dei alcuni fondamentali, come il sociale e il lavoro".
A difesa dell'operato dell'amministrazione si schiera tutto il Pd, tramite Maria Beatrice Coltelli: "Il sindaco ha già dato gli indirizzi per uscirne. Occorre lavorare su questi punti e non limitarsi ad attaccare la giunta. Ho sentito parole e toni forti che respingiamo fermamente, perché tutti siamo consapevoli del delicato compito che siamo chiamati ad affrontare".
Ma è ancora la posizione del Psi che sconcerta i partiti politici. E infatti Gabriele Benotto del PdL domanda: "Dov'era l'assessore del Psi (Veronica Mele, ndr) per non sapere diversi giorni prima che la notizia fosse resa pubblica, che il comune avrebbe sforato il Patto? Come può dire il consigliere Cini di non sapere nulla?" E anche Marco Carioni della Sinistra Unita per San Giuliano insiste su questo punto: "Se fossi l'assessore del Psi mi dimetterei: o infatti non è stato informato dal sindaco, o non ha informato lui stesso il suo consigliere. Ci aspettiamo autocritica su questo". E ha aggiunto: "E' stata chiesta collaborazione alle forze di minoranza. Da parte nostra, se la base di partenza è quella descritta nella relazione, non ci potrà essere. Si parla infatti di trasferimenti di servizi, nascita di società di scopo, conferimento di servizi in altre società. Ci sembra si vada in direzione dello spezzatino di Geste, per noi inaccettabile. Ribadiamo che la via di uscita è l'azzeramenteo della giunta e dei dirigenti".
Dopo i numerosi interventi è quindi l'assessore Franco Pizzi a parlare: "Siamo a disposizione del sindaco - ha detto. E' certo che la rottura del patto è un fatto grave; chi è l'artefice politico è giusto che si prenda le proprie responsabilità. Nella discussione sul bilancio preventivo del 2012 si era già prevista questa possibilità, e nonostante il lavoro fatto per evitarla non ci siamo riusciti".
E' a questo punto che i partiti Fli, PdL e il consigliere Maini hanno presentato una mozione di sfiducia verso l'assessore Pizzi, mozione bocciata perché votata solo dai consiglieri che l'hanno presentata e che è stata respinta anche dai gruppi di centrosinistra e dall'Idv. Ma è nuovamente il ruolo del Psi che anche in questo caso ha destato sgomento: al momento delle dichiarazioni di voto Cini ha fatto sapere che non avrebbe partecipato al voto, e così infatti è stato. Un comportamento che in molti hanno letto come un "defilarsi dalla maggioranza".
Nella replica finale il Sindaco ha preso atto della difficile tenuta del suo governo, ma non ha chiuso la porta ad alcuna possibilità. Al contrario, Panattoni si è detto "intenzionato ad andare avanti", fino a risolvere questa situazione, e senza al momento mettere ulteriormente in discussione gli equilibri della maggioranza: "Ho sentito critiche dure. Ma devo dire che andando a ratificare alcune scelte non abbiamo operato al buio. Lo sbaglio è stato di appoggiarci alle partite straordinarie - e ha concluso - ma l'amministrazione non è in stato confusionale. Andrà avanti".
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