Una forte scossa di terremoto è stata avvertita nella giornata di ieri (venerdì 26 gennaio) a partire dalle 15.53 in buona parte del Nord Italia. Un terremoto di magnitudo 5.4 della scala Richter, secondo le stime dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) si è originato in provincia di Parma, nella zona di Corniglio e Berceto, a circa 60 chilometri di profondità. La scossa è stata dunque avvertita nel Nord Italia pochi minuti prima delle 16, poi una seconda scossa - una replica molto più leggera di magnitudo 2.7 - alle 16.23.
Terremoto avvertito anche nelle province toscane. Molta paura, ma fortunatamente non è grave il bilancio dei danni causati nella nostra regione.
In base ai rapporti pervenuti alla sala operativa unificata permanente della Regione Toscana, sono stati registrati soprattutto distacchi di intonaci e cornicioni, in particolare nelle province di Massa Carrara, Lucca e Pistoia, dove oggi varie scuole sono rimaste chiuse per poter effettuare le necessarie verifiche alle strutture.
In provincia di Massa Carrara, le lesioni maggiori riguardano alcune chiese: quella di Vico nel comune di Bagnone, la chiesa di Ceserano nel comune di Fivizzano e a Massa le chiese di Borgo del ponte e Santa Lucia che sono state dichiarate inagibili dai vigili del fuoco.
Paura anche a Pisa e provincia, da dove immediatamente dopo il sisma sono giunte alla nostra redazione numerose segnalazioni, nonostante una momentanea difficoltà nelle comunicazioni per un sovraccarico della rete telefonica.
In piazza Vittorio Emanuele, dopo la scossa, quasi tutti i presenti al Palazzo delle Poste Centrali si sono riversati in strada. Allo stesso tempo una lettrice ci ha subito segnalato che visibili e prolungate sono state le oscillazioni degli oggetti in casa, anche al piano terra.
Alla Stazione Centrale in generale la situazione è rimasta sotto controllo, anche se molti treni sono stati soppressi e altri hanon segnato ritardi consistenti a causa dei rallentamenti a catena che la scossa ha inevitabilmente provocato.
Grande calma invece in piazza dei Miracoli, dove Stefano Nieri dell'Opa ha assicurato: "Abbiamo proseguito regolarmente tutte le attività, senza bloccare gli accessi. Le visite non si sono interrotte, anche perché la gente parrebbe non essersi accorta di nulla".
Al Centro Linguistico Interdipartimentale e presso gli edifici universitari di Lingue e Anglistica in via santa Maria lezioni sospese per alcuni minuti, poi tutto è ripreso nella norma.
Sempre secondo le testimonianze giunte in redazione, l'edificio Sant'Anna all'interno del Cnr è stato evacuato secondo il protocollo anti-incendio. Il responsabile della sicurezza è passato nelle diverse stanze e le persone sono uscite dall'edificio dalle porta anti-panico. Come racconta un notro lettore: "Nella mia stanza un ragazzo ha detto : 'Senti il terremoto', io pensavo fosse qualcuno che camminava a passi pesanti, con il pavimento modulare di legno può capitare di 'saltare'. Poi sono arrivati i movimenti forti e c'è stato un attimo di sgomento".
Chiuso per sicurezza l'edificio del Rettorato e della Sapienza, dove subito dopo l'avvertimento della scossa i presenti sono usciti chi in via Curtatone e Montanara chi verso il lungarno.
Gli studenti che si trovavano alla Marzotto in via Bonarroti son usciti disciplinatamente dagli edifici. Hanno sostato fuori circa una decina di minuti - il tempo di accertarsi telefonicamente di quanto accaduto - e poi sono rientrati ciascuno alle proprie occupazioni.
Protezione civile e Vigili del Fuoco hanno poi comunicato che nel post-scossa sono pervenute solo chiamate di richiesta informazioni e non sono stati segnalati danni a persone o cose.
"Siamo in presenza di uno sciame sismico nell'appennino emiliano, ed è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti". Lo dice all'Agi il sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba, commentando la scossa di magnitudo 5.4 di ieri nel parmense. "È stato un terremoto particolarmente profondo - spiega il sismologo - molto più della media della zona che è di 25-30 chilometri, e questo ha sicuramente attutito l'effetto. Ricordiamo che all'Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri. La magnitudo è elevata, ma in questa zona sono possibili magnitudo anche più forti, fino a 6 gradi Richter. E vista la frequenza elevata con cui registriamo scosse nella zona - ribadisce il sismologo dell'Ingv - è possibile che ce ne siano altre".
All'Isola del Giglio gli strumenti sismici sono andati in saturazione ma solo perché sono tarati per segnalare i movimenti millimetrici. La nave non si è mossa se non di quei movimenti millimetrici che "non dipendono dal terremoto", come ha detto il docente di geomorfologia all'università di Firenze, Sandro Moretti, membro del comitato tecnico- scientifico per l'emergenza al Giglio.
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