Sale a diciassette il bilancio ufficiale delle vittime della tragedia della Concordia. Infatti ieri, sabato 28 gennaio, i sommozzatori hanno ritrovato il corpo di una donna, membro dell'equipaggio.
Mentre sul fronte delle identificazioni il ministero degli Esteri tedesco ha affermato che una quinta vittima tedesca del disastro della Costa Concordia è stata identificata. A Berlino non si conferma invece, per ora, la sesta vittima di nazionalità tedesca di cui hanno dato notizia le istituzioni italiane. Sono quindi ancora sette i dispersi tedeschi, secondo le informazioni ufficiali in Germania.
E se da un lato continuano le ricerche, le operazioni di svuotamento dei serbatoi a causa del maltempo non potranno essere avviate prima della giornata di mercoledì. E prima di iniziare lo svuotamento vero e proprio delle sei cisterne, servirà ancora "mezza giornata di lavoro" per completare la flangiatura e il posizionamento delle valvole in due di queste". Quando il pompaggio inizierà, potrà essere interrotto in ogni momento dai sommozzatori, qualora le condizioni del mare peggiorino, "senza rischi di perdite di gasolio". A chi dice che forse è stato perso troppo tempo nelle prime due settimane, quando il mare era calmo, il portavoce della Smit, l'azienda che sta guidando le operazioni per lo svuotamento, ricorda che nella prima settimana la priorità doveva essere data, "come sempre in questi casi" alle ricerche dei dispersi.
Sul fronte delle inchieste il procuratore generale presso la corte d'appello di Firenze, Beniamino Deidda, intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2012 a Firenze ha ribadito che "le indagini non si fermeranno fino a che non saranno chiariti tutti i profili di responsabilità penale".
"Si tratta di un episodio tragico e gravissimo, che richiede un'indagine che si prospetta di grande difficoltà - ha affermato Deidda. "Per fortuna essa è affidata a un eccellente gruppo di colleghi della procura di Grosseto che seguono attentamente ogni sviluppo, e sono pronti ad esplorare fino in fondo tutti gli aspetti relativi a tutte le responsabilità penali".
Il Pg Deidda ha continuato dicendo che "le indagini e gli accertamenti sono complicati dal fatto che vittime e parti offese appartengono a diversi Paesi e risiedono talvolta in luoghi lontani. Non è questo un buon motivo per non cercare fino in fondo la verità. Abbiamo il dovere di cercarla a prescindere dalla provenienza geografica di chi ha perduto la vita nel naufragio".
"Il procuratore generale - ha concluso - ha il dovere di assicurare all'opinione pubblica internazionale, giustamente allarmata, che le indagini non si fermeranno fino a che non saranno chiariti tutti i profili di responsabilità penale".
E forti polemiche ci sono anche sulla questione dei rimborsi che Costa vuole dare ai passeggeri. Al riguardo il Codacons ha reso noto di aver avviato in collaborazione con due studi americani un'azione colletiva (class action) davanti alla Corte di Giustizia di Miami per chiedere risarcimenti per complessivi 460 milioni di dollari per i primi sei passeggeri della Nave Concordia che, tramite il Codacons, hanno firmato il ricorso.
Il Codacons precisa che "é possibile per tutti i passeggeri, italiani e stranieri, iscriversi alla class action compilando un apposito modulo" sul sito della associazione. "Si tratta di un tentativo doveroso da parte nostra di ridare dignità alla vita e alla sicurezza delle persone - ha detto il presidente, Carlo Rienzi. "Tutti coloro che si trovavano a bordo hanno il diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti, ma anche per quelli morali".
Secondo Rienzi, le persone "non si possono certo ritenere risarcite da 11.000 euro". Costa Crociere ha raggiunto nei giorni scorso un accordo con una serie di associazioni di consumatori per un risarcimento di 11mila euro a passeggero, più 3.000 a titolo di rimborso. "Un'elemosina" secondo il Codacons, che si è già costituito come parte offesa al processo a Grosseto.
"Non accetteremo le proposte ridicole della Costa per i risarcimenti". A dirlo è Giuseppe Lanzafame, presidente del Comitato dei Naufraghi Siciliani della Concordia, che si dice "indignato, sia per l'offerta di 11 mila euro formulata da Costa, sia perché 16 organizzazioni che dovrebbero tutelare i consumatori e sono finanziate con i contributi dello Stato hanno accettato una offerta del genere". La moglie e le giovani figlie di Lanzafame sono scampate al naufragio della Costa Concordia e il presidente del Comitato punta il dito contro la poca preparazione del personale di bordo e i ritardi della Costa nelle operazioni di salvataggio.
"Come comitato naufraghi siciliani - dice - facciamo presente che non c'é proporzione tra le sofferenze subite per la colpa e la leggerezza della Costa Crociera e la misera somma oggi proposta. L'offerta è nata da una trattativa sbrigativa, quasi da mercato, e sembra fatta apposta per approfittare dei soggetti più deboli, quelli, cioé, che hanno perso tutto, soldi, vestiti, valigie ed anche la speranza di una bella vacanza. Con questa proposta indecente, Costa sembra volerci dire che o vi prendete 11 mila euro oppure mi dovete fare causa e poi non c'é niente di sicuro".
Infine per quanto riguarda le fibre bianche e collose che ieri erano state segnalate in mare, nei pressi del relitto della nave Concordia, sono "compatibili" con il materiale delle panne assorbenti sistemate intorno alla nave come prevenzione per l'eventuale svuotamento in mare del carburante della nave. E' quanto ha spiegato l'Arpat, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana che ha l'incarico di monitorare i rischi di inquinamento, e che ieri aveva segnalato la presenza di questi materiali fibrosi.
"Dalle informazioni assunte presso gli addetti ai lavori - si legge nel sito di Arpat -, risulta che, si tratta di materiali prodotti dallo sgretolamento di alcune panne assorbenti, causato dal contatto prolungato dovuto al moto ondoso, fra le panne e le lamiere lesionate dello scafo della Costa Concordia". Non si tratta quindi di materiali di "imbottitura" provenienti dall'interno della nave come ipotizzato in un primo momento.
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