Da domani, primo febbraio, i prezzi dei bigilietti del treno in Toscana aumenteranno del 20%, mentre un eventuale rincaro degli abbonamenti, che riguarderebbe più da vicino pendolari e studenti, sarà applicato dalla seconda metà dell'anno e verrà calcolato tenendo conto dell'indicatore di reddito Isee, come per i ticket sanitari.
Una batosta per tutti coloro che usano il treno per recarsi al lavoro o a scuola e che è ancora più pesante in un momento di crisi economica. Ma non solo. Tanto si parla di mobilità alternativa, eppure i costi e le frequenze del trasporto pubblico aumentano sempre più. Basti pensare che da oggi per la tratta ferroviaria Pisa-Firenze per la sola andata di seconda classe si passa dagli attuali 5 euro e 90 centesimi a 7 euro e 10.
Una decisione quella della Regione, assunta lo scorso 29 dicembre ma di cui gli utenti si renderanno materialmente conto solo nella giornata di oggi. La ragione di questi aumenti spiega l'ente deriva dal fatto che al trasporto ferroviario regionale in Toscana mancano ancora circa 40 milioni di euro.
"Dopo i tagli fatti dal Governo Berlusconi e ancora non colmati dal Governo Monti - si legge in una nota della Regione - resta un disavanzo di circa 40 milioni. Per far fronte a questa situazione ed evitare un'emergenza nel settore dei trasporti, la Regione ha deciso di intervenire, deliberando l'aumento del 20% delle tariffe dei biglietti ferroviari di corsa semplice e prevedendo una generale riorganizzazione del settore".
"L'obiettivo è mantenere alto il livello dei servizi - prosegue il comunicato - e non rinunciare al piano di acquisto di nuovi treni, necessario per colmare le lacune di un parco mezzi ormai obsoleto. In un momento di trasformazione come quello in corso, il cittadino è chiamato a contribuire per evitare una mutilazione indiscriminata del servizio o un suo completo degrado".
Ma vediamo cosa significa nel dettaglio questo aumento. I biglietti per tratte di 10km il cui costo è di 1,20 euro passerà ad 1,40; per la fascia fino a 50 km si passa da 3,80 euro a 4,60; e infine dai 100 km dai 6,40 euro a 7,70.
"L'aumento del 20% deliberato dalla Giunta regionale - tengono a specificare dalla Regione - rispetta l'andamento generale delle altre Regioni, infatti nell'ultimo anno le Regioni che offrono un servizi di trasporti simile a quello toscano hanno aumentato i biglietti di circa il 20%. In particolare l'Emilia Romagna ha fatto due aumenti scaglionati del 10% ciascuno, la Lombardia ha aumentato prima il 10% e poi un ulteriore 12,5%, infine la Liguria ha aumentato in una sola tranche i prezzi del 25%".
"La redistribuzione da parte dell'attuale Esecutivo - concludono - di circa 1 miliardo e 600 milioni tra le varie Regioni ha evitato il collasso del trasporto ferroviario regionale ed ha dato, anche in Toscana, ‘una boccata d'ossigeno', ma queste risorse restano comunque inferiori al necessario e sono garantite soltanto per le annualità 2011 e 2012".
Dal 2013 le risorse per il tpl saranno fiscalizzate e la distribuzione di queste ultime sarà determinata da un nuovo patto Stato-Regioni che prevederà una riforma del settore, con ottimizzazioni e minori costi.
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