Un'interrogazione, presentata dal consigliere comunale Maurizio Bini, capogruppo del Prc, per porre tre semplici e stringenti domande al sindaco di Pisa. Al centro i bidoni contenenti sostanze tossiche dispersi a largo della Gorgona il 17 dicembre dal cargo Venezia della Grimaldi Lines.
"Perché il sindaco Marco Filippeschi non ha informato il consiglio comunale di essere a conoscenza di quanto avvenuto? Perché la popolazione non è stata avvertita sulle precauzioni da mettere in atto in caso di ritrovamento in mare o in spiaggia dei bidoni attraverso i media locali?" E ancora: "Quali sono i provvedimenti adottati, o da adottare, per il recupero e la messa in sicurezza dei bidoni e per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini?"
Ad essere informato subito dopo la perdita dei bidoni contenenti sostanze tossiche infatti, non solo il sindaco di Livorno Cosimi, ma anche le autorità pisane. Nel fax inviato al primo cittadino labronico, reso noto da Senzasoste.it, fra i destinatari compare proprio il Comune di Pisa, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e l'Ufficio Territoriale del Governo di Pisa (la Prefettura).
Stessi destinatari anche per due fax successivi. Il primo dello stesso 17 dicembre, inviato dalla Direzione Marittima di Genova, riportante particolari raccomandazioni circa la tossicità della sostanza, e un ulteriore documento della Capitaneria di Porto di Livorno trasmesso il 20 dicembre.
Così come quella di Livorno, dunque, anche l'amministrazione pisana sapeva. Ma per giorni è stato silenzio, che è stato osservato anche in Sala della Baleari.
"Perché?" si chiede Maurizio Bini.
Dodici giorni di riserbo, che così commenta il vicesindaco Paolo Ghezzi: "Cosa dovevamo dire? Non sapevamo niente di preciso, aspettavamo di avere notizie più dettagliate. La notizia inoltre è apparsa sulla stampa, dunque la popolazione era informata".
Un'informazione, ricordiamolo, che è giunta in ritardo, negli ultimi giorni di dicembre, rispetto alla comunicazione datata 17 dicembre, dunque poche ore dopo l'incidente. Una comunicazione in cui si dava conto dell'accaduto e con cui si informava della tossicità delle sostanze contenute nei fusti. Tanto che, il 27 dicembre, la Capitaneria di porto di Livorno ha inviato una nota alle guardie costiere con raccomandazioni da diramare alle autorità e ai pescatori, contenenti indicazioni sui comportamenti e le precauzioni da attuare in caso fossero individuati i bidoni dispersi.
E perché neppure all'indomani dell'incontro con il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, tenutosi alla Prefettura di Livorno il 16 gennaio, e a cui ha preso parte anche il vicesindaco Ghezzi, che detiene la delega alla Protezione Civile, non si è ritenuto opportuno riferire in Consiglio Comunale?
"Nel corso dell'incontro a Livorno col Ministro dell'Ambiente - spiega il vicesindaco di Pisa - Loredana Musmeci dell'Istituto Superiore di Sanità (capo Dipartimento Ambiente e Prevenzione primaria, ndr) ci ha informato che non sussistono al momento rischi per la salute della popolazione. Inoltre nell'incontro è stata decisa la creazione di un gruppo tecnico, formato dagli organismi più direttamente coinvolti e maggiormente competenti, per seguire l'evoluzione della vicenda e attuare le misure necessarie. Al momento non abbiamo notizia di ulteriori sviluppi. Consideriamo che la tragedia dell'Isola del Giglio ha catalizzato molte energie".
Critiche, poi in parte smentite, sarebbero state rivolte a Filippeschi e agli altri sindaci della costa, dallo stesso Cosimi, a margine dell'incontro con il Ministro Clini A riportarle un articolo apparso il 18 gennaio sul Tirreno di Livorno, secondo il quale il primo cittadino di Livorno avrebbe "bacchettato", fra gli altri, anche Pisa per non aver "fatto niente".
Un'affermazione che poi Cosimi si è affrettato a smentire, riferendo che oggetto delle sue critiche era in realtà la mancata convocazione dei sindaci dei comuni interessati alla riunione tenutasi in prefettura il 30 dicembre. Ma già nel consiglio comunale di Livorno del 16 gennaio, Pisa e gli altri comuni sarebbero stati tirati nella rete delle polemiche. In occasione di quella seduta, la cui registrazione sarebbe stata eliminata dal sito dell'amministrazione livornese come ha denunciato Il Tirreno nella cronaca di Livorno dello stesso 18 gennaio, Cosimi rispondendo all'accusa di non aver tempestivamente informato consiglieri e popolazione, avrebbe chiesto: "Perché le polemiche investono solo me quando anche gli altri sindaci si sono comportatiti nello stesso modo?".
A oltre un mese dall'incidente, quando ancora nessuna novità è giunta sulle ricerche dei fusti dispersi in mare, anche Pisa, come Livorno, merita una risposta: perché se il Sindaco Marco Filippeschi e le altre autorità sapevano della pericolosità delle sostanze contenute nei 198 bidoni dispersi hanno taciuto?
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