"Ci vorranno da 8 a 10 mesi per la sua rimozione, più due mesi necessari alla stesura del progetto cui la Costa sta già lavorando". E' questa una delle principali novità comunicate nella giornata di ieri dal Commissario per l'emergenza Franco Gabrielli. Una notizia per molti aspetti prevedibile e che non è detto non possa subire slittamenti e ulteriori ritardi vista la complessità dell'operazione.
Una previsione e un annuncio che avrebbe colto di sorpresa in qualche modo il sindaco dell'isola Sergio Ortelli che ha dichiarato: "Forse era meglio avere un progetto in mano".
Intanto però ieri (domenica 29 gennaio) il movimento della Concordia si è accelerato ben oltre il millimetro/ora che da diversi giorni non aveva mai impedito l'attività di ricerca delle squadre di soccorritori. Infatti nella notte tra sabato e domenica, in base ai rilevamenti degli apparecchi la nave si è mossa di 4,3 centimetri in sei ore e tutte le attività dei sommozzatori sono state sospese. Così come sono state fermate le operazioni di svuotamento del carburante da parte della Smit/Neri.
Il movimento registrato è stato causato dal mare e dal vento e gli esperti del Comitato tecnico-scientifico, che lavora con il Commissario, dicono che "è fisiologico". Insomma non è quello che può ancora far scivolare e sparire in fondali più profondi la Concordia, aprendo scenari peggiori anche sul fronte ambientale.
Proprio il mare è la grande incognita sui tempi che ruotano intorno a quella "bomba" che è la Concordia, un relitto pieno di veleni. Le condizioni meteomarine sono l'unica ragione che ha imposto lo slittamento delle operazioni per l'esportazione del carburante.
A spiegarlo è lo stesso Gabrielli. "Per quanto detto da Smit nel momento in cui le condizioni consentiranno di riattaccare il pontone occorrerà una giornata di lavoro per terminare le operazioni preliminari e una giornata per avviare il pompaggio".
Gabrielli ha quindi ricordato che "le previsioni abbiamo imparato a farle con le condizioni meteomarine, riscontrandole giorno per giorno".
Il Commissario ha poi ribadito che questa è un'operazione "che ha in oggetto 15 serbatoi e su questi abbiamo calcolato 28 giornate lavorative". Nei primi 6 si stima vi sia il 67,6% dell'intero carico di carburante e di diesel, 1518 metri cubi. "Poi - ha proseguito Gabrielli - ci sono 9 serbatoi che conterrebbero 377 metri cubi: complessivamente si parla dell'84% di tutto il materiale". Oltre a questo "c'è la parte che si trova in sala macchina e che dovrà essere esplorata nel momento in cui i tecnici di Smit potrenno accedervi e che dovrebbe essere di circa 348 metri cubi". Per l'ammiraglio Ilarione Dell'Anna, comandante della Capitaneria di porto di Livorno, "le condizioni meteomarine dovrebbero migliorare nelle prossime 48 ore".
Nel frattempo da stamattina sono riprese le ricerche all'interno del relitto. "A tutti noi - ha affermato ancora il Commissario - resta l'angoscia costante della bambina di 5 anni", Dayana Arlotti scomparsa insieme al padre la sera della tragedia, "sulla quale mi arrivò la prima e-mail appena nominato commissario, anche se ogni vita è tale a prescindere dall'età". "Ma chi ha responsabilità deve saper scegliere anche nell'ottica di salvaguardare la vita degli operatori".
Quindi le ricerche non vengono fermate ma "quando ho la sensazione che dietro una porta possa esserci una persona viva - ha aggiunto - io espongo chi interviene al limite estremo. Se so che lì dietro c'è un cadavere, di fronte a una scelta, tutelo l'operatore" ha concluso.
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