31/01/12 07:39 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

“Caso Picchi”, si divide la maggioranza in Provincia 0

Il coordinatore provinciale di Sel, Dario Danti, chiede all'assessore di fare un passo indietro. Secca la replica del Presidente della Provincia, Andrea Pieroni: "Una richiesta forzata e inopportuna". Anche Pd, IdV e Psi criticano la posizione di Sel e fanno quadrato intorno a Picchi: "A questo stadio della vicenda non riteniamo che l'assessore debba dimettersi dal proprio ruolo"

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Si divide la maggioranza in Provincia sul "caso Picchi" e lo scandalo Cermec da cui sono nate alcune inchieste che oggi vedono tra gli indagati lo stesso assessore provinciale all'Ambiente.

Infatti, se da un lato il coordinatore provinciale di Sel, Dario Danti, chiede pubblicamente all'assessore di "fare un passo indietro", cosa che anche Rifondazione Comunista aveva chiesto negli scorsi giorni, gli altri partiti della maggioranza fanno quadrato intorno a Picchi.

E a replicare in maniera secca alla posizione di Sel è lo stesso Presidente della Provincia, Andrea Pieroni: "Un passo in avanti verso la chiarezza è utile dopo il calderone delle anticipazioni di stampa e delle intercettazioni pubblicate; di fronte alle dichiarazioni di estraneità dell'assessore provinciale Picchi ai fatti contestati e al valore della presunzione di innocenza, la richiesta avanzata dal coordinatore provinciale di Sel di un suo passo indietro è forzata e inopportuna. E' quindi quanto mai auspicabile che il lavoro della magistratura possa concludersi in tempi celeri".

"Il mio atteggiamento rimane improntato al profondo rispetto dell'attività svolta dalla magistratura - prosegue il Presidente - ma, come spesso accade, la lente oggettivamente deformata di indiscrezioni e parziali intercettazioni pubblicate sulla stampa, produce dubbi e sospetti, che potranno essere fugati nelle sedi opportune".

Da qui Pieroni rivendica l'operato trasparente della sua amministrazione sulle scelte fatte anche sui temi ambientali: "Quello che è necessario in questo momento non sono passi indietro politici, ma azioni concrete per stabilire il buono operato dell'amministrazione pubblica. Lasciamo che sia dunque la magistratura a svolgere il suo lavoro di controllo e giudizio, convinto però che la Provincia di Pisa non ha mai peccato di reticenza e scarsa trasparenza su temi così delicati come quelli dell'ambiente; gli spazi di approfondimento di questioni complesse non sono mancati, basti pensare alle numerose discussioni fatte in Consiglio provinciale, e ciò che resta sotto gli occhi di tutti è la nostra volontà di coniugare lo sviluppo economico con il rispetto e la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, senza atteggiamenti di ambiguità e spesso con posizioni politiche, si veda la vicenda Pirogassificatore di Castelfranco, divergenti rispetto a scelte operate da altri livelli istituzionali".

E sulle critiche giunte dal Terzo Polo per la decisione di trasferire temporaneamente ad altre funzioni due dipendenti della Provincia, i cui nomi sono emersi dalle intercettazioni sul caso Cermec, Pieroni precisa che "non si è trattato di una decisione politica, ma di un atto del Direttore generale avente natura cautelativa e di garanzia per chi è stato chiamato in causa dall'indagine".

A prendere posizione a sostegno dell'assessore, lungo la linea segnata dal Presidente della Provincia, e quindi contro la richiesta avanzata da Sel sono gli altri partiti della maggioranza che sostengono Pieroni. Infatti in una nota congiunta Luigi Buoncristiani, Segretario Provinciale dell'Idv, Patrizia Marchetti, segretaria Provinciale del Psi e Francesco Nocchi Segretario Provinciale Pd criticano duramente il modo in cui la stampa ha affrontato la vicenda: "Assistiamo da settimane ad una campagna di stampa tesa non solo ad avvalorare la fondatezza delle accuse mosse dalla Procura di Massa all'assessore Valter Picchi, ma anche a coinvolgerlo in vicende correlate a cui appare del tutto estraneo".

"Questa vicenda si potrà chiarire solo in sede giudiziaria- proseguono - e sarà lì che Valter Picchi potrà dimostrare la sua estraneità alle accuse che gli vengono mosse. Proprio per questo riteniamo positivo che Picchi abbia manifestato la volontà di essere sentito o di produrre una memoria per poter chiarire la propria posizione e suffragare così la propria estraneità alla vicenda giudiziaria".

"A questo stadio della vicenda - concludono i segretari provinciali di IdV, Pd e Psi - in cui il processo non si è ancora aperto e in cui non c'è stato il rinvio a giudizio, non riteniamo che l'assessore debba dimettersi dal proprio ruolo. Da parte nostra, come sempre, rispettiamo in toto il lavoro della magistratura, istituzione nella quale riponiamo la massima fiducia in ogni occasione, non solo quando fa comodo".

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