02/02/12 07:16 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Pirogassificatore, Rifondazione Comunista presenta ricorso al Tar 0

Il Prc tramite il suo consigliere provinciale, Andrea Corti, aveva presentato un'istanza di annullamento dell'autorizzazione alla Direzione provinciale sulla base del fatto che "trattandosi di un impianto sperimentale la competenza è del Ministero". Il 27 gennaio è arrivata la risposta negativa a questa richiesta. Da qui la decisione anche di Rifondazione, dopo il Comune di Castelfranco, di ricorrere alle vie giudiziarie

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Un nuovo ricorso al Tar contro il via libera al pirogassificatore della Waste Recycling nel territorio di Castelfranco. E' questa alla fine l'iniziativa che ha deciso di intraprendere anche Rifondazione Comunista a livello provinciale, e che si somma agli alti due ricorsi già annunciati da parte dello stesso Comune di Castelfranco e del Comitato Antinquinamento.

E' questa l'iniziativa annunciata in questi giorni da Rifondazione Comunista e che è, di fatto, la naturale evoluzione della richiesta di annullamento fatta dal consigliere provinciale del Prc Andrea Corti il 28 dicembre presso la direzione generale della Provincia di Pisa.

Infatti tale richiesta, basata sul fatto che esistano forti incongruenze nell'iter che ha portato alla concessione dell'autorizzazione all'impianto, ha ricevuto una risposta negativa lo scorso 27 gennaio a firma del direttore generale Giuliano Palagi.

"Malgrado questa risposta - spiega lo stesso Corti - ed anche a seguito delle confutazioni prodotte dall'ufficio, che riteniamo insufficienti e deboli, abbiamo dunque deciso di dare adito ad un nostro legale di fiducia al fine di fare richiesta di ricorso entro il limite di legge, stabilito al 22 di Febbraio".

In particolare le osservazioni portate da Rifondazione Comunista all'attenzione della Provincia di Pisa con cui si chiedeva l'annullamento dell'autorizzazione per un impianto definito "sperimentale",riguardavano tre aspetti.

"Tale impianto - ribadiscono dal Prc - dovrebbe essere soggetto a una serie di restrizioni: capacità di trattamento inferiori a 5 tonnellate giornaliere (e non trenta come nel progetto approvato), nessun utile economico di esercizio mentre in questo progetto è previsto l'allacciamento e la cessione a terzi di energia prodotta in eccedenza e, infine, in ragione del fatto che le caratteristiche sperimentali sono relative alle valutazioni delle emissioni in atmosfera non si può escludere la produzione di sostanze sconosciute e quindi l'autorizzazione deve essere rilasciata non dalla Provincia ma dal Ministero dell'ambiente di concerto con i Ministeri della salute, dell'attività produttive e della ricerca".

"Il ricorso - afferma il segretario provinciale Luca Barbuti - dunque cercherà di fare chiarezza su queste determinazioni amministrative, in un'ottica di assoluta solidarietà con gli altri due ricorsi già annunciati da parte del Comitato Antinquinamento e del Comune di Castelfranco. Le spese del ricorso saranno a carico dei livelli regionale e territoriali del partito, che convinto delle sue posizioni le porterà di fronte al giudice".

"Tutto questo nella speranza di far valere - conclude Barbuti - i diritti dei cittadini e di un territorio in cui l'assoluta mancanza di pianificazione territoriale della Provincia da una parte, e numerosi conflitti d'interesse tutt'ora insistenti in seno al Partito Democratico di zona dall'altra, hanno fatto si che le prerogative di un'azienda privata avessero la meglio sulla salvaguardia della salute delle persone, delegittimate gravemente anche sul piano politico insieme alle stesse istituzioni".

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