01/02/12 07:59 | autore: Francesca Parra Stampa

Pisa nella morsa del gelo. Eseguito lo sfratto di una famiglia rom a Coltano 0

Una donna, coinvolta nelle indagini sul caso della "sposa bambina", insieme ai suoi figli, tutti minorenni, è stata allontanata dalla sua casa. Ieri si sono accampati all'aperto nel campo. Lo sfratto segue la decisione di Comune e Società della Salute di escludere la famiglia dal programma "Città Sottili" dopo le indagini della procura antimafia di Firenze

Ed2554e5dbed43ffcd2589d92a88b159 Foto di Massimo Ficini

A poco meno di un anno della notifica lo sfratto per Dibrani Ibadet e i suoi 5 figli minorenni è arrivato.

Siamo a Coltano, nel "villaggio" del progetto Città Sottili. Ed è qui che la signora Ibadet viveva, in una delle case assegnate del Comune. Una casa che Palazzo Gambacorti ha deciso di riprendersi quando la sua famiglia è rimasta coinvolta nel caso della "sposa bambina", di cui Dibrani Ibadet è la suocera, nonché madre del ragazzo-sposo ancora minorenne. Indagata dalla procura antimafia di Firenze per violenze a una minore, dopo una breve detenzione e un periodo di arresti domiciliari, decisi dato che la donna era incinta, la sig.na. Ibadet oggi gode della libertà di movimento, (resta invece in carcere il marito) in attesa del processo in corte di Assise, la cui prima udienza dovrebbe tenersi il 20 febbraio.

Nessuna sentenza di colpevolezza dunque ancora è stata emessa ma, all'indomani dell'esplosione del caso della sposa-bambina, la decisione dell'amministrazione comunale di Pisa è stata irrevocabile. A ottobre l'annuncio dell'avvio del procedimento finalizzato alla decadenza dell'atto di concessione relativo all'abitazione della famiglia indagata.

Uno sfratto a cui Dibrani Ibadet ha tentato di opporsi, insieme a padre Agostino. Ma entrambi alla fine sono stati accompagnati fuori dall'abitazione.
Perché, sebbene non ci sia nessuna sentenza, la Società della Salute ha ritenuto le indagini svolte e le motivazioni che hanno portato alla misura cautelare di restrizione della libertà, di per sé già sufficientemente gravi da motivare l'esclusione dell'intera famiglia dal programma "Città sottili", e quindi la revoca della concessione dell'abitazione. Con buona pace dell'articolo 27 della nostra Costituzione che ai primi 2 commi recita "La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva".

"Contro la decadenza della concessione - spiega una nota della Società della Salute - la famiglia aveva presentato ricorso al Tar, che però ha dichiarato improcedibile il ricorso. Quindi ad ottobre il Comune di Pisa, proprietario dell'immobile, ha emanato un'ordinanza di rilascio e sgombero dell'appartamento, che, decorsi i termini per il ricorso, è stata eseguita ieri mattina (martedi 31 gennaio) mediante l'intervento di Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri e la presenza di Croce Rossa e personale della Società della Salute".

Nessuna soluzione abitativa alternativa per la donna e per i suoi figli, tutti minorenni, fra cui il nuovo nato di circa 8 mesi. Che nella giornata di ieri si sono sistemati all'aperto, nel campo di Coltano, scaldati da un fuoco acceso per difendersi dalle gelide temperature. Temperature che secondo le previsioni sono destinate ad abbassarsi ulteriormente nei prossimi giorni, fino a toccare picchi di freddo paragonabili a quelle dell'inverno del 1985-86.

La signora Dibrani Ibadet ha rifiutato le proposte avanzate dalla Società della Salute e dagli assistenti sociali, che avrebbero comportato la separazione dai suoi figli (fatta eccezione per il più piccolo) e degli stessi fratelli.

Data l'eccezionale rigidità delle temperature che si protrarrà nel corso della settimana, ampiamente prevista già nei giorni passati, viene da chiedersi se lo sfratto non potesse essere prorogato.
"Non era possibile aspettare - ha dichiarato a Pisanotizie l'assessore alle politiche sociali del Comune Maria Paola Ciccone - "Siamo desolati che sia avvenuto in coincidenza all'arrivo del freddo, ma rimandare avrebbe significato una perdita di credibilità".

Un'aspra critica arriva da padre Agostino che questa mattina ha presenziato all'esecuzione dello sfratto. "Le politiche sociali del Comune di Pisa si sono inchinate alla politica securitaria. C'è un'assenza di comprensione, di capacità di lettura dei comportamenti e della cultura rom. Un disinteresse completo verso di loro". Un disinteresse e una noncuranza in cui padre Agostino teme di scorgere un odioso fantasma: "Pisa ha ricordato la firma delle leggi razziali durante il fascismo, una firma apposta proprio nella tenuta di San Rossore. Ciò che non dobbiamo dimenticarci è che anche le popolazioni rom e sinti furono vittime di quella persecuzione che ogni anno ricordiamo il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria".

Duro anche il commento della storica associazione Africa Insieme che ha definito lo sfratto "palesemente illegale". "Uno sfratto avvenuto con modalità da rastrellamento- ha dichiarato Sergio Bontempelli "Ci rivolgeremo a organizzazioni internazionali per denunciare l'accaduto".

 

 

Glocal o Blocal? - di Glocal12

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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