03/02/12 08:28 | autore: redazione Stampa

Costa Concordia, tutto fermo a causa del maltempo 0

Ancora ferme le attività di ricerca dei dispersi nella parte sommersa della nave. Gli interventi di svuotamento del carburante potrebbero iniziare la prossima settimana

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I lavori preparatori per il 'defueling', l'operazione di svuotamento dei serbatoi di carburante della nave Costa Concordia non sono ripresi ieri a causa delle condizioni meteorologiche non favorevoli. Il comandante della Capitaneria di porto di Livorno, Ilarione Dell'Anna, ha spiegato che le operazioni potrebbero riprendere alla fine di questa settimana e quindi gli interventi di svuotamento del carburante potrebbero iniziare la prossima settimana.

"Le operazioni di pompaggio - ha spiegato il commissario Gabrielli - hanno una tempistica certa nel senso che la società Smit ha detto che ha bisogno di 24 ore di tempo per terminare la flangiatura e da quel momento inizieranno le attività di pompaggio".

Al momento è "oggettivamente impossibile il prosieguo delle attività in condizioni di sicurezza" di ricerca dei dispersi nella parte sommersa della Costa Condordia, ha detto il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli dopo che il Comitato consultivo della struttura commissariale ha preso atto delle valutazioni del direttore tecnico dei soccorsi.

Quando inizieranno le attività di pompaggio del carburante e le operazioni di pulizia, ha sottolineato Gabrielli, non è escluso che si possa rientrare nuovamente nella parte sommersa della nave grazie all'apertura di nuovi varchi. Proseguiranno invece le ricerche sia nella parte emersa della Concordia - già ispezionata al 98% - sia nei 18 km quadrati di mare attorno al relitto.

Il capo della Protezione Civile ha definito 'irreponsabile' l'atteggiamento del Codacons che ha annunciato una diffida nei suoi confronti affinché vengano riprese le ricerche. "Non ho mai dichiarato interrotte le ricerche. Davanti a persone che scherzano su queste cose creando ulteriore apprensione, sconforto e dolore in coloro che hanno perso i propri cari, non posso che provare grande perplessità".

Continuano invece ad emergere racconti e denunce da parte dei passeggere della Costa Concordia. Due naufraghi della Costa Concordia hanno denunciato di essere stati respinti con forza per tre volte dal personale che sovrintendeva all'imbarco sulle scialuppe per far posto a dipendenti Costa.

Lo si legge nella querela presentata da sette bolognesi che viaggiavano sulla nave naufragata al Giglio per denunciare le inefficienze delle procedure di soccorso a bordo. Michelina Suriano, l'avvocato che tutela il gruppo (uomini e donne dai 63 ai 78 anni), lo ha messo nero su bianco nella denuncia presentata ai carabinieri tre giorni fa e trasmessa per competenza dal procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini alla procura di Grosseto.

"Per tre volte - si legge nella querela - e da tre uscite diverse, i due passeggeri si sono visti respingere con forza dal personale posto all'ingresso delle scialuppe". Si trattava, hanno spiegato, di marinai di probabile origine asiatica, che si comportavano in questo modo per garantire altri appartenenti all'equipaggio di Costa. "Personale di tutti i livelli - ha spiegato l'avvocato - dal marinaio al cameriere, fino ad arrivare agli ufficiali. Passavano avanti tutti quelli che avevano una divisa, e hanno spinto indietro anziani come i miei clienti, ma anche donne e bambini". Chi passava avanti "veniva aiutato da altri colleghi già a bordo", i quali afferrandoli per un braccio gli permettevano di salire sulla scialuppa".

 

 

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