04/02/12 06:52 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Parità di salario a parità di mansione, le reazioni sindacali 0

In consiglio comunale la bocciatura del documento che prevedeva l'introduzione della clausola nelle società partecipate: i commenti di Cobas e Cgil

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"Non ci può essere una gestione efficiente di una azienda quando si tace sullo sfruttamento dei lavoratori". E' questo il primo commento di Davide Banti per i Cobas del lavoro privato all'indomani del consiglio comunale in cui è stato bocciato dai partiti della maggioranza che sostiene il sindaco Filippeschi (Pd, Psi, IdV e Lista civica) il documento presentato dai partiti di minoranza all'interno della seconda commissione di Controllo e garanzia in cui si prevedeva l'inserimento della clausola per cui a parità di mansione vi sia parità di salario nelle società partecipate.

"E' inaudito il voto in consiglio della maggioranza - prosegue il sindacalista - che ha disatteso gli impegni per altro assunti dal presidente Geofor Marconcini e da tanti esponenti del Pd che a parole avevano detto di condividere l'applicazione del contratto dell'igiene ambientale per i lavoratori delle cooperative che operano in appalto".

"I lavoratori delle cooperative si sarebbero attesi ben altro trattamento - insiste Banti - da un maggioranza che nelle società e aziende partecipate dal Comune avallano condizioni di sfruttamento sancite da applicazione di contratti di minor favore che non si addicono al settore".

"Da parte nostra - concludono dal sindacato di base - faremo tutto il possibile per assicurare dignità salariale e contrattuale agli operai delle cooperative che operano nell'igiene ambientale, quella dignità calpestata dalla maggioranza di Palazzo Gambacorti che niente fa per ripristinare precise regole contrattuali, quelle regole che mancano nella stessa società della salute condannando tanti operatori nell'ambito socio sanitario a sottoinquadramenti e salari da fame. Non ci può essere gestione efficiente di una azienda quando si tace sullo sfruttamento dei lavoratori".

Anche dalla Cgil si ribadisce la centralità di questa clausola ponendo anche alcuni punti fermi con cui occorre affrontare il problema.

"Non si può pensare - afferma Katia Santochi della segreteria provinciale della Filcams - che vi sia un conflitto tra i diritti dei lavoratori e i servizi forniti ai cittadini, in quanto i lavoratori stessi sono cittadini. Ci deve essere invece un'assunzione di responsabilità da parte di tutti perché i lavoratori che svolgono le stesse mansioni nello stesso luogo di lavoro abbiano uguale salario e uguali diritti".

Al riguardo la sindacalista evidenzia come rispetto alla situazione nelle società partecipate "un ruolo centrale ce l'hanno indubbiamente le amministrazioni comunali che devono dare delle risposte a fronte di una situazione che non può andare avanti così. Noi capiamo che il momento non è semplice, ma questo non significa non parlare del problema e rinviarlo nel tempo, al contrario ci deve essere disponibilità al confronto e a trovare una soluzione".

E sul rimandare al governo la questione la Santochi afferma: "Tra discussione sul posto fisso e articolo 18 non mi sembra che l'esecutivo si muova nella direzione giusta, anzi mi sembra che non siamo in una fase acquisitiva per i diritti dei lavoratori ma in un momento in cui occorre resistere per difendere ciò che esiste".

Ma al di là di questa valutazione per la Cgil è centrale il ruolo delle amministrazioni comunali, a partire dal caso di Geofor: "Qui - spiega Santochi - occorre applicare anche per i lavoratori che lavorano in appalto il contratto dell'igiene ambientale e non il multi servizi e per questo abbiamo previsto di incontrare tutti i sindaci perché si prenda un impegno chiaro in questa direzione".

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