Nella nautica pisana si apre una nuova crisi, che da mesi è sottotraccia, e che in questi giorni sta esplodendo in tutta la sua gravità. Al centro di questa crisi sono le aziende di uno dei maggiori imprenditori del territorio, la famiglia Picchiotti, che è anche uno dei soci della Boccadarno Porto di Pisa.
Sono infatti 35 i lavoratori dei Cantieri Arno di Pisa, società che costruisce imbarcazioni da diporto extralusso, che da mesi non ricevono lo stipendio e che ora rischiano anche un periodo di cassa integrazione. A lanciare questo allarme è il segretario provinciale della Fillea Cgil, Pablo Cartone, che esprime "forti preoccupazioni sulla difficile situazione che sta attraversando l'azienda nautica detentrice del marchio Leopard".
"La crisi generale - aggiunge Cartone - e i rapporti con le banche hanno pesato in modo decisivo sulla situazione economica e finanziaria dell'azienda, accompagnate tuttavia a nostro avviso anche da significative responsabilità manageriali. Da mesi stiamo seguendo costantemente la vicenda con incontri serrati con la società per trovare percorsi alternativi per garantire continuità a questa importante realtà del territorio pisano".
A rendere fosche le prospettive future, evidenzia il sindacalista, è soprattutto "il fatto che non ci sono a portafoglio nuove commesse" e quindi "nei prossimi giorni saranno determinanti gli impegni presi dall'azienda sul pagamento delle quattro mensilità arretrate altrimenti gli scenari che si apriranno non escluderanno iniziative di mobilitazione e un coinvolgimento delle istituzioni locali".
E così per martedì è previsto un incontro del sindacato con il gruppo sull'attivazione della cassa integrazione e il mancato pagamento delle mensilità arretrate.
Ma quello dei Cantieri Arno è solo un tassello della crisi del gruppo Picchiotti. Infatti, anche la situazione delle altre aziende è estremamente complessa. "Nel mese scorso - spiega Cartone - sono state messe in liquidazione da parte dello stesso gruppo la Arno Super Yacht e l'Arno Plast. In entrambi i casi siamo riusciti a far riassorbire rispettivamente 16 e 8 lavoratori nelle altre aziende, la Leopard Service e la Leopard Yacht".
"Ma anche la situazione di queste ultime due aziende - precisa Cartone - non è rosea e non sembrano esservi molte prospettive in quanto non vi sono commesse, e l'attività è limitata solo al rimessaggio e non alla costruzione di nuove imbarcazioni".
Insomma per i lavoratori dei Cantieri Arno da mesi senza stipendi si prospetta un futuro molto incerto e difficile, proprio mentre per i loro colleghi dei Cantieri di Pisa sembra profilarsi una soluzione positiva dopo oltre un anno di vertenze e battaglie.
Quanto sta accadendo però ai Cantieri Arno - e questo nuovo fronte di crisi che si è aperto nel settore della nautica pisana - dovrebbe, però, portare ad aprire al contempo un nuovo fronte di riflessione sui soggetti imprenditoriali che stanno realizzando il porto a Marina di Pisa. Le difficoltà economiche in cui versa Bottai, presidente e amministratore della Boccadarno spa, sono state ribadite di recente in alcune sedi istituzionali in occasione delle discussioni avvenute in consiglio comunale e nelle commissioni consiliari competenti rispetto alla questione del mancato pagamento da parte della Sviluppo Navicelli, di cui Bottai è amministratore delegato, dei terreni avuti dal Comune e che ora la società rivenderà a Ikea per far sorgere il nuovo punto vendita.
A queste ora si aggiungono le difficoltà delle aziende di Picchiotti, la cui entità è ancora pienamente da accertare.
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2012/02/04 10:02:47 Il Merovingio "coinvolgimento delle istituzioni locali"... sì allora state freschi, s'è visto quanto sono state utili per i cantieri Baglietto. Potete giusto sperare che i politici lascino un po' più di mancia quando vengono a farsi fare le foto al prossimo pranzo di solidarietà, visto che è l'unico atto concreto che hanno compiuto.
Magari in tale occasione fategli mangiare carne di bambino, così forse si ricordano del sapore e si rinvengono che dovrebbero essere di sinistra