"Quanto da lei riferito in quella sede è quantomeno parziale, frutto di una conoscenza dei fatti distorta e unilaterale". Questo è il centro della lettera inviata dal presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e la 'sede' è il Consiglio europea della settimana scorsa.
L'oggetto del contendere è il colosso dei mobili Ikea, o meglio i lunghi tempi di attesa che il gruppo svedese avrebbe affrontato per ottenere un permesso per un nuovo insediamento in Toscana..
Tempi troppo lunghi secondo Barroso, il quale davanti al Consiglio Ue aveva citato proprio questo esempio, parlando di un'attesa di sei anni contro gli otto mesi della Cina. Rossi era andato su tutte le furie, aveva denunciato un "enorme danno all'immagine" della Toscana, aveva chiesto una "rettifica" e aveva ottenuto una parziale marcia indietro da parte dell'Esecutivo Ue. E aveva annunciato che avrebbe inviato una lettera a Barroso per "spiegargli la vicenda della Ikea" in Toscana.
Nella lettera, arrivata ieri sul tavolo di Barroso, Rossi osserva che la decisione del presidente della Commissione Ue di portare il caso Ikea in Toscana al Consiglio europeo ha dato alla vicenda "una risonanza mediatica che ha presentato in chiave negativa" la Regione.
In particolare, il presidente spiega che la richiesta della Ikea, per "realizzare un centro commerciale e residenziale di 40mila metri quadrati nel Comune di Vecchiano... ha avuto un esito negativo" in quanto non poteva essere accolta. Il 'no' era praticamente scontato poiché la richiesta interessava un'area a "rischio idrogeologico e soggetta ad inondazione (com'é drammaticamente avvenuto nel dicembre 2009), nonché prospiciente il Parco Regionale di Migliarino San Rossore".
L'Ikea ha poi deciso, a fine novembre 2011, di realizzare un punto vendita nella zona dei Navicelli e il presidente della Regione rileva che "da allora le procedure amministrative ed urbanistiche verranno espletate, da Regione e Comune, in circa sei mesi, che ci sembrano tempi ragionevoli data l'entità dell'intervento".
Detto questo, Rossi conclude la missiva augurandosi di incontrare Barroso il 9 maggio a Firenze allo 'State of the Union' organizzato dall'Istituto Universitario Europeo e di "rafforzare la nostra collaborazione" una volta "superati come mi auguro i fraintendimenti".
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