Parità di salario a parità di mansione nelle società partecipate. Un principio elementare che però ancora oggi non solo non è riconosciuto e applicato, ma che non troverà nessuna applicazione nel prossimo futuro nel Comune di Pisa.
E' questo infatti l'esito della discussione avvenuta ieri in consiglio, durante la quale di fatto si sono confrontate due filosofie e linee politiche diverse, ben riassunte da due documenti contrapposti prodotti dai membri della maggioranza e da quelli dell'opposizione presenti nella seconda commissione di controllo e garanzia ed esaminati in consiglio comunale.
Nel primo, firmato dai consiglieri di opposizione e presentato dal consigliere del Pdl, Giovanni Garzella, presidente della Commissione, si impegna il sindaco ad "adoperarsi affinché nei futuri contratti esternalizzati del Comune come delle Società partecipate, sia applicata la clausola 'parità di salario a parità di mansione' e conseguentemente il contratto di lavoro in vigore presso l'Ente appaltante".
"Si tratta - spiega Garzella - di far valere un principio che dovrebbe essere universalmente riconosciuto e consiglio comunale anche noi abbiamo una responsabilità in quanto oggi la realtà è che ci sono lavoratori sfruttati e senza diritti sulla cui spalle si garantiscono dei servizi. Io credo che, se da un lato occorra un diversa legislazione nazionale, noi dobbiamo fare al contempo degli atti concreti che rompano questo circuito vizioso".
Diversa la tesi della maggioranza, come ben esplicitato nello stesso documento che muove da un differente presupposto.
"La scelta di ricorrere alle esternalizzazioni dei servizi - si legge nel testo presentato - ha consentito, anche per la corretta gestione del bilancio comunale, di mantenere un alto livello di servizi offerti con un elevato livello qualitativo, senza dover ricorrere a un aumento eccessivo dei costi per gli utenti".
Per Pd, Lista civica, Psi e IdV "un miglioramento nelle condizioni contrattuali va perseguito con una regolamentazione a livello nazionale del mercato del lavoro, perché altrimenti si rischierebbe che un'equiparazione generalizzata vada a incidere pesantemente sul costo delle tariffe o possa imporre una riduzione dei servizi estremamente penalizzante della cittadinanza".
Da qui il dispositivo del documento della maggioranza non prevede alcun intervento diretto ma impegna il sindaco a chiedere "al governo nazionale che intervenga a modificare la normativa in materia di lavoro studiando la possibilità di contratti flessibili che possano consentire ai comuni, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, di garantire condizioni più uniformi a parità di mansioni svolte".
Una tesi questa che viene duramente attaccata dal consigliere di Sel, Carlo Scaramuzzino: "La parità di lavoro a parità di salario è un punto di giustizia sociale. Non è ammissibile dire che si garantiscono i servizi sullo sfruttamento dei lavoratori, non si può fare cadere il costo dei servizi sulle spalle di lavoratori sottopagati e sfruttati. Il Comune si vanta di avere un milione di euro di utili da Sat, quando le retribuzioni degli addetti delle ditte sono pari a 4,5 euro l'ora".
"La verità è che nelle partecipate - insiste il capogruppo di Sel - non si riducono i costi eccetto quelli sui lavoratori. Mentre ciò da cui occorre partire è il riconoscimento dei diritti".
E sulla questione delle competenze è il consigliere dell'Udc Luca Titoni a ribadire che quest'ultima riguarda anche i Comuni: "Basta pensare al caso di Geofor, di cui il Comune detiene il 60%, per capire che spetta anche alla politica locale dare indirizzi chiari su questa materia, come sulle gare d'appalto che si assegnano a volte anche con il 40% del ribasso rispetto alla base d'asta. Simili ribassi vengono fatti sui lavoratori, di fatto attivando forme di lavoro nero legalizzato".
Di parere opposto è il Partito Democratico come spiega il capogruppo Del Torto: "E' un problema che riguarda la legislazione nazionale e non è responsabilità di un singolo comune. Se estendiamo questa clausola a tutti i lavoratori delle società partecipate andremmo incontro a effetti dirompenti sul fronte dei servizi".
"Il nostro auspicio - insiste Del Torto - è che si arrivi a una parificazione ma non può farlo solo il Comune di Pisa. Come non è vero che lo sfruttamento lo effettua il Comune di Pisa ma questa situazione dipende dai contratti che sono stati firmati a livello nazionale, e per questo crediamo che occorra un intervento legislativo del Governo su questa materia".
Una tesi che è il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Bini a contestare: "Questo non è vero, perché nel caso di Geofor, è il contratto Federambiente, che obbliga le ditte o cooperative aggiudicatrici del servizio ad applicare questo contratto in luogo di quello Multiservizi, molto più penalizzante per i lavoratori, tanto che l'eventuale non ottemperanza di questa clausola determina la risoluzione del contratto di appalto stesso". E al riguardo evidenzia però come "Geofor abbia fatto il nuovo bando di gara con queste clausola, ma non è stata messa a base d'asta neanche un euro in più rispetto a quella precedente con l'effetto ovvio che la gara è andata deserta".
Ed è anche sulle condizioni materiali dei lavoratori che Bini si sofferma: "Le retribuzioni con il Multiservizi sono di 600-700 euro a fronte di quello di Federambiente che ammonta a 1100-1200 euro. Non si può dire che le risorse non ci sono, vanno fatte scelte diverse di bilancio da parte dei Comuni".
Colpisce come nella discussione nessun esponente della giunta, presenti solo gli assessori Eligi e Ciccone, prenda la parola. Tanto più che questa discussione non può che incidere su uno dei cavalli di battaglia della stessa maggioranza e anche della giunta stessa, ovvero la costituzione della Holding.
La discussione è tesa perché si parla di uno dei fondamenti della politica: i diritti dei lavoratori. Dopo oltre due ore e mezzo di confronto si va al voto. L'ordine del giorno delle opposizioni viene bocciato con 12 voti favorevoli e 15 contrari. A questo punto le opposizioni di centro-destra e della sinistra decidono di uscire dall'aula, sfidando la maggioranza a garantirsi il numero legale da sola. E anche questa volta, come accaduto nel passato, la maggioranza non ha i numeri necessari.
Infatti al momento del voto sono solo 18 in aula, e quindi la seduta viene sospesa.
Questo articolo contiene 3 commenti.
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2012/02/04 02:02:25 Contro Tanfucio 1)famiglia rom con bambini piccoli sfrattata dal Comune nella settimana più gelida dell'anno perchè alcuni componenti della famiglia sono stati indagati.
2)respinto l'ordine del giorno parità di lavoro parità di salario, contro lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici che avviene anche nelle società partecipate dal Comune.
Qualcuno mi spiega perchè questa Amministrazione dice di essere di centro-sinistra?
Questa di Pisa è la peggior DESTRA mai vista, via Fillippeschi e tutti gli "scagnozzi".
Filippeschi, non ti vorrai mica ricandidare sul serio? torna a Fauglia è meglio, lì spesso ha vinto il centro-destra, dovresti avere un buon consenso.
2012/02/04 00:02:20 Uliviero Cellini A cosa servono le società partecipate, le holding (comunali, provinciali, regionali, statali.....)?
1. ad eludere le norme sulla spesa pubblica che le amministrazioni devono osservare: a fare come ………. e cosa ………. gli pare con i nostri soldi con la scusa dell’iniziativa economica.
2. a creare poltrone per i politici trombati.
3. ad assumere amici e parenti.
Che poi i servizi pubblici siano dati in appalto a terzi e che questi terzi paghino meno i dipendenti per consentire l’attuazione dei punti precedenti è solo sfortuna.
2012/02/03 11:02:16 drugo lebowski Non c’è che dire... Questa verrà ricordata come l’amministrazione del NO. Bello no?
Il Graaande Sindaco ha fatto un voto a questo ideale:
http://www.youtube.com/watch?v=TT8X_KdicSg
Peccato che, come tutti i provinciali, sia arrivato fuori tempo massimo. Ma pur sempre scondinzolando da Massimo...