03/02/12 07:54 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Cantieri di Pisa: entro mercoledì la firma per l'accordo 0

Lo ha annunciato il liquidatore del gruppo Baglietto Federico Galantini, che ha parlato di una partnership italo inglese e di un gruppo industriale del nord. Segretezza ancora sul nome dell'acquirente, che ha già fatto sapere di voler riassumere tutto il personale, mentre invece sono noti gli ultimi nodi da sciogliere. Ovvero, le concessioni demaniali: il gruppo chiede l'assegnazione diretta, il Comune e la Navicelli spa prendono tempo

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Entro mercoledì l'accordo per i Cantieri di Pisa sarà concluso. A dichiararlo all'Ansa nella giornata di ieri è stato il liquidatore del gruppo Baglietto, Federico Galantini: "Abbiamo definito anche gli ultimi dettagli e il compromesso per la cessione del ramo d'azienda dei Cantieri di Pisa sarà firmato entro mercoledì".

In base all'intesa stabilita gli acquirenti a garanzia dell'accordo depositeranno una fidejussione che coprirà interamente la cifra pattuita di 9 milioni di euro per la cessione dello stabilimento.

"A Baglietto - ha aggiunto Galantini - resteranno anche alcuni assets che ci serviranno per raggiungere i 10 milioni di euro che avevamo indicato come valore del ramo d'azienda. Si tratta di alcuni scafi in vetroresina e altri stampi, che attualmente si trovano in Tunisia".

Ancora top secret il nome dell'acquirente, di cui si sa solo che è un gruppo industriale del nord che ha una collaborazione con un soggetto internazionale. "Si tratta di una partnership italoinglese - ha spiegato Galantini - e credo che sarà proprio il partner industriale britannico a firmare il compromesso anche se la fidejussione sarà italiana". Ma per quanto riguarda le sue strategie, in base a quanto appreso anche nelle scorse settimane, lo stesso gruppo sta anche trattando l'acquisto di altre aziende all'interno dei Navicelli e ha deciso di riportare all'interno dei Cantieri di Pisa attività prima esternalizzate.

Di fatti dopo la firma del compromesso per la cessione del ramo d'azienda si dovrebbe procedere speditamente al confronto a questo punto formale, anche se già da settimane informalmente sta procedendo, tra il nuovo acquirente e il sindacato. Secondo quanto spiegato dalla stessa Cgil nei giorni scorsi, l'intenzione del gruppo è quello di riassumere tutto il personale con le mansioni e le qualifiche esistenti, visto che uno dei principali valori degli stessi Cantieri è proprio nella professionalità dei lavoratori nella qualità delle maestranze.

E dal canto loro i lavoratori stessi hanno ribadito più volte, visto che vi sono già delle commesse che devono essere completate, di essere pronti da subito a riprendere a lavorare.

Conclusi questi due passaggi la cui tempistica a questo punto pare sufficientemente scadenzata a mancare è un solo tassello: ovvero le concessioni demaniali. Questa è una precondizione posta dal gruppo per chiudere l'intesa è l'assegnazione diretta di queste ultime per quell'area. Infatti il nuovo acquirente non è disponibile ad accettare un regime di sub concessione pagando 800 mila alla Porta a Mare srl, rappresentata dall'imprenditore Sostegni, titolare della concessione rinnovata nel 2010 per altri 15 anni dalla Navicelli spa, nonostante non svolgesse attività produttiva in quel sito.

Il nodo ovviamente riguarda la modalità con cui è stata prorogata la concessione all'imprenditore Sostegni nel 2010, ovvero senza procedere a una gara, bensì con un rinnovo automatico. Una vicenda che si trascina da tempo e riguardo alla quale sindacati, lavoratori e anche numerose forze politiche chiedono al Comune, alla Provincia e alla Camera di Commercio, azionisti della Navicelli Spa che rilascia le concessioni, una soluzione.

Gli scenari possibili al riguardo sono due: o Sostegni rinuncia lui stesso alla concessione o la Navicelli spa dovrebbe procedere a una revoca della concessione, motivando la decisione. A quel punto occorrerebbe capire come si procederebbe ulteriormente. Lo stesso presidente della Navicelli spa, Giovandomenico Caridi, in più occasioni ha ribadito che "in base a quanto previsto dalla legge in caso di revoca si andrebbe a un'asta". E qui la domanda che i lavoratori fanno è: "Come mai nel 2010 non è stata fatta allora l'asta?"

Nel consiglio comunale svolto la scorsa settimana il Comune ha preso tempo al riguardo, spiegando per bocca dell'assessore Serfogli che "sono in corso degli approfondimenti degli uffici legali" per capire la situazione. Di fatto se come annunciato da Galantini entro mercoledì si arriverà alla firma, il tempo per gli approfondimenti sarà molto ridotto e occorrerà dare una risposta certa e in breve tempo al nuovo acquirente e ai lavoratori sul nodo delle concessioni.

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