Un ricorso al Tar della Toscana contro la delibera dell'Ato 2 del 6 dicembre, che estende di 5 anni, ovvero fino al 2026, la durata della concessione di gestione del servizio idrico ad Acque Spa. E' questa l'iniziativa intrapresa da Federconsumatori e annunciata ieri, con cui da un lato si chiede il rispetto dell'esito referendario del 12 e 13 giugno e dall'altro si contesta la legittimità del provvedimento assunto dall'assemblea dei sindaci nello scorso dicembre, che ha suscitato e che sta suscitando numerose polemiche politiche.
"La deliberazione - afferma l'associazione - ha di fatto operato un affidamento senza gara del servizio stesso. E' come se si fosse effettuata una trattativa privata, ed è un atto illegittimo, violando contestualmente i principi della concorrenza".
Secondo Federconsumatori, che aveva chiesto a tutti i sindaci dell'area di soprassedere, si è voluto consentire ad Acque Spa di ammortizzare i costi dei nuovi investimenti violando però il decreto legislativo 152/2006 e il decreto legislativo 163/2006. Al riguardo però, secondo l'associazione, non vi sarebbe alcuna chiarezza né un piano su quali siano quegli interventi urgenti ed improcrastinabili per cui si è decisa la stessa proroga.
"Eventuali investimenti necessitati possono naturalmente essere ammortizzati dal gestore subentrante, qualora questi si protraessero oltre la scadenza della Concessione", spiega l'associazione, che sottolinea "l'anomala e sospetta circostanza dei tempi nei quali è stata assunta tale illegittima delibera: il varo della nuova legge regionale che istituisce un'unica Autorità idrica, varata in via definitiva il 28 dicembre".
Da qui la decisione di presentare un ricorso al Tar per "dichiarare l'illegittimità della delibera e l'annullamento degli atti impugnati".
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